Rama: vantaggi per le imprese che sponsorizzano società sportive

Il primo ministro albanese ha proposto una nuova esenzione fiscale per le grandi imprese.

Edi Rama all'inaugurazione del nuovo stadio di Tirana. Photo credit: FSHF

Qualche giorno fa, nel silenzio generale dell’opinione pubblica, il primo ministro albanese Edi Rama ha proposto una nuova esenzione fiscale, apparentemente selettiva e indirizzata al servizio delle grandi imprese e dei loro legami con le squadre sportive d’Albania.

Reporter, quotidiano albanese online del gruppo BIRN, è stato tra i pochi a dare spazio alla notizia. La proposta di revisione della legge sull’imposta sull’utile prevede che le grandi imprese albanesi con un fatturato minimo di 100 milioni di lek l’anno (circa 815.000 euro) abbiano il diritto di sponsorizzare squadre sportive e di riconoscere come spesa detraibile non solo l’importo sponsorizzato, ma addirittura il triplo dell’importo stesso.

Prendendo un esempio pratico, se un’impresa sponsorizza una squadra sportiva per una somma di 10 lek avrà il diritto di non pagare l’imposta sull’utile del 15% sul triplo del valore della sponsorizzazione (quindi 30 lek).

Un ddl che fa discutere

Un disegno di legge che appare in modo evidente molto selettivo, sia per quanto riguarda gli sponsor e sia per quanto riguarda i beneficiari delle sponsorizzazioni. Se da una parte le imprese che vogliono beneficiare dell’esenzione devono necessariamente avere un fatturato minimo di 100 milioni lek l’anno, dall’altra le sponsorizzazioni potranno avere come destinatari esclusivamente “squadre sportive, appartenenti a federazioni sportive riconosciute dalla legislazione in vigore”.

Di conseguenza, per tutte le altre tipologie di sponsorizzazione (cultura, eventi di beneficenza ecc.) rimarrebbe ancora in vigore l’attuale legislazione con importi di sponsorizzazione detraibili solo quando non superano il 5% del profitto annuale lordo dell’azienda.

Il disegno di legge, inoltre, dal punto di vista pratico, segna un attacco alla linea di demarcazione tra enti privati e pubblici nelle attività sportive che, anzi, in futuro potrebbe sfumarsi del tutto. Questo perché la maggior parte delle società di calcio e sportive in generali sono di proprietà dei diversi municipi dell’Albania, con i sindaci che sono contemporaneamente presidenti delle società. Anche quando quest’ultime non sono di proprietà dei municipi, il legame con la politica è evidente con, molto spesso, i sindaci che sono i tifosi numero uno delle squadre.

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