Albania alla fase finale. Record? No!

Tirana 17 dicembre 1967 - Albania-Germania Federale 0-0

Le storie rimosse della II edizione dei Campionati Europei. Il “genio” geopolitico dell’UEFA e le sua distrazioni: una figuraccia dietro l’altra sin dal 1962. Albania: già nel 1964 fra le migliori.

L’11 ottobre scorso, la Nazionale albanese di calcio s’è qualificata per la prima volta in una fase finale di una grande competizione calcistica mondiale. Finalmente l’Albania, cofondatrice dell’UEFA nel 1954 è giunta a tale traguardo. Però le cose non stanno esattamente così.

È bene andare alla II edizione dei Campionati Europei 1962-64, famosi per quattro eventi: 1) gli ultimi che furono giocati ad eliminazione diretta sino alla finale; 2) il Lussemburgo che fece fuori l’Olanda agli ottavi e fu eliminato allo spareggio nei quarti in terza partita contro la Danimarca; 3) lo stato di guerra ancora in vigore, della Grecia contro l’Albania; e 4) la non partecipazione di: Cipro, Finlandia, Germania Federale (Ovest) e Scozia. L’unica banalità di quella edizione fu la vittoria della Spagna, in quanto il dittatore Franco organizzò la fase finale a quattro, e – come si dice – se la vinse. La Spagna, da nemico N. 1 del mondo nel 1945 in poco tempo era passata a bastione dell’anticomunismo. Per cui ‘guerra fredda docet’.

L’UEFA – sin da allora ben nota per la sua “sensibilità” geopolitica – al primo turno mise di fronte proprio Grecia e Albania. I greci, vistisi presi in giro dall’istituzione predetta, fecero sapere che il 21 giugno 1962 non avrebbero ospitato i nemici albanesi. E meno male che allora era l’Albania a passare da Stato settario e chiuso! L’UEFA dette la vittoria all’Albania per 3-0, e simil punteggio anche per il ritorno a Tirana previsto per il 31 marzo 1963. Io conservo i documenti ufficiali dell’UEFA che testimoniano tali decisioni.

Nel frattempo è successo che l’UEFA su probabili pressioni greche abbia fatto sparire dal sito il doppio 3-0 a tavolino a favore dell’Albania trasformandolo in “Match cancelled”, però commettendo un’autorete clamorosa. Infatti se vi recate sulla seguente pagina ufficiale UEFA aggiornata al 7 febbraio 2014 (ossia prima dell’inizio delle eliminatorie nell’attuale Gruppo I):

http://www.uefa.com/uefaeuro/season=2016/teams/team=2/profile/

noterete che il bilancio albanese agli Europei risulta di 14 vittorie, 20 pareggi e 51 sconfitte. Le vittorie: I. Grecia-Alb 0-3 (21.6.62, CE62-64 16and), II. Alb-Grecia 3-0 (31.3.63, CE62-64 16rit), III. Alb-Danimarca 1-0 (30.10.63, 8rit), IV. Alb-Turchia 3-0 (14.11.71, CE72-74 Gr8), V. Alb-Islanda 1-0 (26.5.91, CE90-92, Gr1), VI. Alb-Moldavia 3-0 (29.3.95, CE94-96, Gr7), VII. Moldavia-Alb 2-3 (7.6.95, CE 94-96, Gr7), VIII. Alb-Georgia 2-1 (9.10.99, CE 98-00, Gr2), IX. Alb-Russia 3-1 (29.3.03, CE02-04, Gr10), X. Alb-Georgia 3-1 (10.9.03, CE02-04, Gr. 10), XI. Alb-Lussemburgo 2-0 (2.6.07, CE06-08, Gr7), XII. Lussemburgo-Alb 0-3 (6.6.07, CE06-08, Gr7), XIII. Alb-Lussemburgo 1-0 (7.9.10, CE10-12, Gr4), XIV. Alb-Bielorussia 1-0 (26.3.11, CE10-12, Gr4). Quattordici perfette! Ovviamente io ho scaricato tale testimonianza, in caso a qualche funzionario gli venisse in mente di “aggiornare” la pagina in questi giorni.

Nel seguito dei campionati, curiosamente, l’Albania fu eliminata dalla Danimarca (0-4 e 1-0 a Tirana). Dico curiosamente, perché il caso ha fatto sì che l’Albania 52 anni dopo si vendicasse, qualificandosi alla prima occasione proprio a spese dei danesi.

Tirana 30 ottobre 1963 – Albania-Danimarca 1-0 (Pano al 3′)

Orbene dati questi presupposti stilerò per la prima volta la classifica finale dei Campionati Europei 1962-64, inedita perlomeno nel nostro Paese. Mi sono basato sulla regola comune accettata internazionalmente sui procedimenti di calcolo per i tornei ad eliminazione diretta. Eccola, è ricca di sorprese (la vittoria allora era 2 punti, e in caso di parità vigeva il quoziente-reti e non la differenza-reti; tutti i risultati delle partite dei CE62-64 sono tratti dall’«Almanacco Illustrato del Calcio» 1967, allora Edizioni Carcano, Milano, Vol. 26, p. 328):

Finale 1-2: Spagna-Unione Sovietica 2-1; finale 3-4: Ungheria-Danimarca 3-1 (dts)


(1): sedicesimi superati per sorteggio, assieme all’Unione Sovietica esentata quale detentrice
(2): spareggio ai quarti: Danimarca-Lussemburgo 1-0 (ad Amsterdam)
(3): spareggio ai sedicesimi: Bulgaria-Portogallo 1-0 (a Roma)

Perché tale classifica non è stata mai pubblicata per oltre mezzo secolo? Può darsi che a qualcuno desse fastidio notare l’Albania antisovietica, porsi al di sopra di cinque Paesi satelliti dell’URSS, alla Jugoslavia e alla stessa Italia.

I protagonisti del 9° posto albanese furono: Pavllo Bukoviku (17 Nëndori), Mehdi Bushati (Dinamo), Fatbardh Deliallisi (Partizani), Fatmir Frashëri (Partizani), Skënder Halili-Merja (17 Nëndori), Enver Ibërshimi (Labinoti Elbasan), Gëzim Kasmi (17 Nëndori), Sulejman Maliqati (Partizani, portiere), Ali Mema (17 Nëndori), Lin Shllaku (Partizani), Shefqet Topi (Besa Kavajë, portiere), Lorenc Vorfi (Dinamo), Panajot Pano (Partizani), Thoma Duro (Dinamo), Andon Zaho (Partizani); all. Loro Boriçi.

Non fu un fuoco di paglia. Alla successiva edizione 1966-68, il 17 dicembre 1967 a Tirana al “Qemal Stafa” (foto iniziale), l’Albania con una grande partita, ottenne lo 0-0 con la Germania Federale (Gr. 4), finalista a Wembley l’anno prima, impedendo a quest’ultima l’accesso ai quarti di finale:
ALBANIA: Koço Dinella (Dinamo), Frederik Gjinali (Dinamo), Fredereik Jorgaqi (Labinoti Elbasan), Teodor Vaso (Partizani), Ramazan Rragami (Partizani), Lin Shllaku (Partizani), Panajot Pano (Partizani), Ali Mema (17 Nëndori), Medin Zhega (Dinamo), Josif Kazanxhi (17 Nëndori), Sabah Bizi (Vllaznia Shkodër); all. Loro Boriçi
GERMANIA FEDERALE: Horst Wolter (campione di Germania 66-7), Bernd Patzke (vicecampione del mondo), Willi Schulz (vicecampione del mondo), Wolfgang Weber (vicecampione del mondo), Horst-Dieter Höttges (vicecampione del mondo), Wolfgang Overath (vicecampione del mondo), Günter Netzer (campione di Germania 69-70), Sigfried Held (vicecampione del mondo), Hans Küppers (campione di Germania 65-6), Hennes Löhr (coppa di Germania 67-8), Peter Meyer (campione di Germania 69-70); all.: Helmut Schön
ARBITRO: Ferdinand Marschall (il più grande arbitro austriaco di tutti i tempi).

La morale è che quando non ci sono arbitraggi scandalosi, la Nazionale va avanti. Se poi gli Albanesi si togliessero il vizio di considerare finita una partita all’85’, non oso immaginare a che punto potrebbero giungere. Considerate che nelle quattro trasferte, l’Albania non ha preso nemmeno una rete. Può darsi si tratti di un record mondiale, ma dovrò verificare.
Per cui, Dr. Giovanni De Biasi e calciatori albanesi, la storia continua: c’è da migliorare quel nono posto. Lo esigiamo tutti!