Sport

“Shahu Shqiptar në vite” di Kristaq Andoni e Muharrem Ibrahimi

(Storia degli scacchi albanesi: parte XIII)

Sul N. 147 di «Bota Shqiptare» del 9 marzo 2006 recensendo i due bei libri, fin ad allora usciti, di Xhorxhi Vasili, Gavrosh Kavaja e Spiro Kuvarati sulla pallacanestro maschile, “Me basketbollin nëpër vite” (1919-65, 1966-82; il terzo, 1983-2007, fu editato nel settembre 2007), scrissi: «Eseja shqiptare ka tradita ta hershme dhe të shquara: nga historia te politika; nga ideologjia te besimet fetare; nga ekonomia te sociologjia; nga letërsia te muzika; nga glotologjia te bujqësia; nga shkencat fizike e matematike te ato biologjike; e kështu me radhë në fusha nga më të ndryshme të dijes.

Deri nga vitet Shtatëdhjetë të shekullit të kaluar, vetëm sporti shqiptar nuk kishte vepra që të tregonin historinë e tij, histori që gjatë asaj kohe përmblidhej vetëm në faqet e të përditshmeve («Bashkimi») apo të të përjavshmeve («Sporti popullor» dhe gazetat e rretheve), të cilat, periodikisht regjistronin faktet e ndryshme sportive pa ndonjë renditje analitike përveç asaj kohore.

Nuk ekzistonin libra që të rrëfenin ecurinë e çdo sporti në rang kombëtar dhe ndërkombëtar. Por në vitin 1980 dolën dy vëllime: një i Skifter Këlliçit (“Historia e futbollit”) e tjetri i Teodor Siliqit (“Fitoret tona me shahistët e 5 kontinenteve”) që i hapën rrugën kësaj gjinie letrare-publicistike. Një vit më pas ishte radha e librit “Sporti ynë” i Besnik Dizdarit, Ismet Bellovës dhe Osman Palushit», ecc.

A ciò bisogna purtroppo aggiungere che mancano in Albania testi che ci parlino della storia di quattro sport che hanno reso illustre la Patria, attraverso la conquista di titoli mondiali, europei, balcanici e di medaglie àuree, argèntee e brònzee: sollevamento pesi, tiro a segno, pallavolo e atletica leggera.

Sopra rammento pure il libro di Teodor Siliqi riguardante la storia degli scacchi: un volume ormai con un peso trentennale che l’ha irrimediabilmente datato. Fu uno strumento indispensabile per quel tempo, e ricordo ancora quando giunse. Mi stimolò a continuare quelle ricerche mediante fonti terze e/o ufficiali, le quali alla fine mi hanno condotto recentemente a scrivere sulle pagine-web di AlbaniaNews.it la breve storia endecaedrica degli scacchi albanesi nelle competizioni internazionali.

Giorni fa è arrivata col postino una vera sopresa. Quando ho aperto il plico, figuriamoci se pensavo ad un libro scacchistico, anche perché gli scacchi dànno sempre un senso di austerità e rigore pure nella propria saggistica. Le grandi eleganza e finezza della copertina plastificata – con toni di rosso e nero – curata egregiamente da Xhoan Guga, là per là mi aveva fatto credere ch’era il “Rapporto Nomisma 2009”… e invece?

Shahu-shqiptarSi tratta del pregiatissimo “Shahu Shqiptar në vite” di Kristaq Manol Andoni e Muharrem Isa Ibrahimi (Gent Grafik, Tiranë, Mars 2010). La prima cosa che ho pensato appena l’ho sfogliato è ch’è il libro più ampio di tutta la storia della stampa sportiva albanese con le sue ben 500 pagine. E non ci meravigliamo se il volume rappresenta un record. Dobbiamo sempre ricordare che la Nazionale olimpica maschile di scacchi è l’unica rappresentativa albanese ad avere un bilancio positivo nel rapporto fra vittorie e sconfitte, e l’uscita di “Shahu Shqiptar në vite” non fa altro che esaltare pure le grandi imprese dei giocatori fuori dai confini.

Il libro si apre con la prefazione del Maestro Emerito dello Sport, nonché Medaglia d’Oro degli Scacchi, Esat Duraku – già Campione d’Albania nell’individuale 1954, 1955, 1956, 1958 e 1963, con bilancio positivo negli incontri internazionali ed ex allenatore della Nazionale. Seguono le parole di Adriatik Kallulli a mo’ di presentazione del grande lavoro di Andoni e Ibrahimi.

Kalluli cita anche i versi 91-93 del XXVIII Canto del Paradiso, dalla Divina Commedia di Dante Alighieri: «Flakën e vet, e ndiqte çdo shkëndijë / e ishin aq, sa numri i tyre u shkonte / më shpejt se n’ shah prej mijëshit në mija» (L’incendio suo seguiva ogne scintilla; / ed eran tante, che ’l numero loro / più che ’l doppiar de li scacchi s’inmilla). E a continare una breve introduzione degli Autori, che più in là con il capitolo ‘Histori e shkurtër e lojës së shahut’ espongono rapidamente lo sviluppo del gioco sia fuori che dentro l’Albania.

Andoni e Ibrahimi analizzano in maniera esaustiva tutti gli appuntamenti tradizionali degli scacchi albanesi: rassegna di ogni campionato M&F individuale e a squadre sino ai seniores (sopra i 60 anni), non tralasciando le biografie dei titolati. Lo stesso dicasi per le Spartachiadi M&F, e i tornei nazionali pure juniores (fino ai 18 anni). Per ciò che concerne la Nazionale vi è la storia completa alle Olimpiadi M&F e alle Balcaniadi M. Non si tralasciano le nomenclature storico-cronologiche sia federali che relative ai giudici di gara, così come i campionati europei ed i tornei internazionali individuali che hanno visto le affermazioni di Fatos Muço (1), Erald Dervishi (2) e Altin Çela (3).

Inoltre sono registare nel volume ben 323 partite scelte fra le migliori disputate dagli scacchisti albanesi sia fra le mura amiche che all’esterno, e l’elenco delle aperture. Il tutto definito e ampiamente chiarito da preziosissime tabelle statistiche, ottimamente impaginate da Besnik Ramazan Çela e Gerti Ibrahimi, che arricchiscono la mole qualitativa e quantitativa dell’opera.

Un particolare riferimento è doveroso nei confronti dell’ampio e ricchissimo parco iconografico (centinaia di immagini) curato da Lekë Hoti e Kristaq Andoni. Ho provato una malcelata emozione a vedere alcune foto di scacchisti che da oltre trent’anni leggevo sulle pagine della stampa albanese, ma che non conoscevo di volto.

Però oltre a questo il volume racchiude curiosità, aneddoti, cronache ed anche il racconto di un torneo internazionale per corrispondenza degli anni Quaranta al cui secondo posto giunse Sotir Qirjaku di Elbasan (poi Campione d’Albania 1947 e 1950, e a squadre 1970). Poi commenti di illustri personaggi mondiali di letteratura, scienza, ecc. sul gioco in questione.

L’opera è stata redatta da Adriatik Kallulli (Campione d’Albania a squadre 1973); correttori: Fatos Omari (Campione d’Albania nell’individuale 1968, e a squadre: 1970, 1977), Semi Numani (Commissario Arbitrale Federale della ‘Federata Shqiptare e Shahut’) e Nelson Qirjaku. Ricordo che Kristaq Andoni è stato Campione d’Albania a squadre: 1976, 1978, 1983, 1984 e 1998; Muharrem Ibrahimi, sempre a squadre: 1969 e 1971.

Ringrazio gli Autori per le parole espresse, in bibliografia, all’indirizzo di alcune mie modeste ricerche in campo stacchistico: «Një falënderim të veçantë duam të shprehim këtu edhe per mikun e Shqipërisë, Dr. Giovanni Armillotta, per shkrimet e tij të herëpashershme për aktivitetet ndërkombëtare të shahistëve tanë».

Spero che all’indomani delle prossime Olimpiadi 2010 M&F di Chanty Mansijsk (Russia), i due Autori ci offrano una seconda edizione d’aggiornamento, affinché la storia degli scacchi albanesi si completi definitivamente in occasione del Centenario della Proclamazione d’Indipendenza della Patria che sarà celebrato il 28 novembre 2012.
Note
(1) Fatos Muço, Maestro Internazionale, Campione d’Albania: 1974, 1976, 1977, 1978, 1979, 1980, 1981, 1982, 1984, 1987, 1989; a squadre: 1969, 1975, 1980, 1981, 1982, 1985, 1996.

(2) Erald Dervishi, Gran Maestro, Campione d’Albania: 1996, 1997; a squadre: 1991, 1996, 2007.

(3) Altin Çela, Maestro Internazionale, unico albanese ad aver vinto un Torneo Zonale valido per i Campionati del Mondo, Campione d’Albania: 1992; a squadre: 1991.
(13. continua)

I (25 dicembre 2008): Dalle origini al gennaio 1960
II (6 gennaio 2009): Dalla Olimpiade 1960 alla medaglia d’argento di Eqrem Konçi nel 1970
III (13 gennaio 2009): Il complotto antialbanese alle Olimpiadi di Skopje (1972)
IV (21 gennaio 2009): Il periodo 1973-1980
V (26 gennaio 2009): Una nazionale di grande livello e l’epopea di Fatos Muço (1980-1982)
VI (11 febbraio 2009): Il canto del cigno della Nazionale, il crepuscolo dorato di Fatos Muço e l’esordio internazionale dei giovani e delle ragazze (1983-1990)
VII (24 febbraio 2009): Il tramonto della Nazionale e l’alba di Erald Dervishi ed Altin Çela (1991-1999)
VIII (6 marzo 2009): Gli anni Duemila. I: 2000-2004
IX (16 marzo 2009): Gli anni Duemila. II: 2006-2008
X (24 marzo 2009): Il bilancio positivo degli scacchi albanesi
XI (6 aprile 2009): Armillotta scopre altre cinque medaglie albanesi sconosciute
XII (31 agosto 2009): L’incredibile Campionato Balcanico di Scacchi per Nazionali del 2001 a Salonicco
XIV (23 dicembre 2012): La Nazionale maschile di scacchi conferma il primato nello sport albanese di squadra

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