Albania, i giovani che studiano all’estero non vogliono tornare a lavorare nel paese

Un sondaggio effettuato da Deloitte, ha evidenziato come circa il 94% degli studenti albanesi non vuole rientrare e lavorare in Albania una volta terminato il proprio percorso universitario all'estero.

Un sondaggio ha dimostrato che i giovani albanesi che studiano e si laureano all’estero, sono i meno disposti a far rientro poi nel proprio paese.

L’analisi, infatti, effettuata con studenti e laureati nelle principali università dell’Europa centrale, ha evidenziato che per gli albanesi c’è più interesse nel lavorare all’estero piuttosto che farlo nel loro paese:

“I giovani in Albania sarebbero felici di cercare opportunità di lavoro all’estero. Ciò è del tutto comprensibile, perché l’Albania è un paese relativamente piccolo con centri limitati di sviluppo economico ed industriale.” – si legge nel sondaggio effettuato da Deloitte, azienda si servizi e consulenza.

La percentuale di studenti albanesi (circa 94%) che preferisce l’estero rispetto al proprio paese natale, è notevolmente superiore rispetto alla Serbia e al Kosovo – gli altri due paesi dei Balcani occidentali analizzati nel sondaggio – e di circa 12 punti percentuali in più rispetto al più recente membro dell’UE, la Croazia (81,5%).

La disoccupazione giovanile è ufficialmente scesa al 25%, rispetto al 34% del 2014, ma la nuova ondata migratoria e l’espansione di settori come i call center , dove è richiesta buona padronanza dell’inglese e competenza di negoziazione, sono stati indicati come i principali del fattori del declino della forza-lavoro giovanile albanese. Inoltre, le università albanesi nell’ultimo decennio hanno prodotto troppi avvocati e professionisti d’economia in un momento in cui il mercato locale aveva più che altro bisogno di ‘professionisti della formazione professionale’.

La necessità di un nuovo approccio

L’azienda Deloitte mostra che un gran numero di intervistati ritiene che il mercato del lavoro in Albania sia molto debole o modestamente debole. E che esso richieda un cambiamento nella mentalità dei dirigenti d’azienda per convergere in un nuovo modo di pensare e di sviluppare il mercato, l’ambiente di lavoro e le politiche di sviluppo professionisti.

“Ci dovrebbe essere un maggiore allineamento tra le università e le imprese per prevenire la fuga di cervelli. Organizzazioni come American Chamber possono svolgere un ruolo importante nel colmare questo divario.” – ha detto Lauren Bohatka, il direttore esecutivo della camera di commercio americana in Albania.

Esaminando i primi passi nel mercato del lavoro in alcune economie emergenti dell’Europa centrale, orientale e settentrionale, il sondaggio di Deloitte ha mostrato come gli studenti e i laureati albanesi scelgano di investire tempo in volontariato e lavoro stagionali in attesa di trovare un lavoro nel settore del loro campo di studio.

Inoltre, una forte attenzione all’investimento nello sviluppo professionale e personale dei dipendenti è considerata vitale.

“Questo suggerisce chiaramente che le aziende albanesi dovrebbero concentrarsi maggiormente sul fornire ai loro giovani dipendenti opportunità di formazione professionale; colmando in questo modo il gap che i giovani hanno una volta inseriti nel mercato del lavoro.” – ha osservato lo studio, dopo che un terzo dei giovani intervistati ha dichiarato di sentirsi poco preparato ai propri doveri professionali futuri.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Tirana Times dal titolo “Albanian students abroad are one of the least willing to work at home, survey shows” . Il sondaggio è stato pubblicato da Deloitte dal titolo “First Steps into the Labour Market. International survey of students and graduates” . Scarica il report in formato PDF

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