Non si può elogiare uno spietato assassino come Milosevic, Fusaro non negare il genocidio in Kosovo

Raccontiamo a Diego Fusaro cosa accadde in Kosovo (e Jugoslavia) sotto Milosevic

Caro Diego,

ho letto il post che hai pubblicato subito dopo il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana, quello in cui lo criticavi perché “esorta ad amarci e a volerci bene“.

Prima di risponderti mi sono goduto qualche giorno di vacanza, ne ho approfittato anche per capire meglio la tua presa di posizione ed ho fatto un bel search su Google. Mi sono soffermato su un video pubblicato sul tuo profilo Youtube circa un annetto fa. Sei minuti e sette secondi di video dove da Belgrado esaltavi una delle figure più scure dei Balcani, il famigerato Slobodan Milosevic.

Hai riportato una lettura geopolitica della guerra in Kosovo del tutto complottista, degna dei libri di David Icke, ma questo è un altro discorso. In 6 minuti di video hai parlato delle varie strategie militari e politiche del nuovo ordine mondiale capitalistico e talassocentrico che ha a capo gli Stati Uniti d’America.

Hai parlato di aggressione imperialistica.

Ti sei detto indignato citando la copertina de L’Espresso di allora che raffigurava la faccia del criminale Milosevic, sostenendo di essere stato chiamato ingiustamente “HITLEROSEVIC”.

In 6 minuti di video non citi minimamente il Kosovo e gli albanesi massacrati da un piano di pulizia etnica messo in atto dal tuo idolo senza baffetto, ma che col famoso baffino tedesco condivideva gli ideali ed i meccanismi di sterminio di massa.

Elogi uno spietato assassino, il cui obiettivo era soltanto quello del dominio serbo sulla Jugoslavia, un progetto delle aree più scioviniste di Belgrado che Milosevic mise in atto dichiarando guerra a tutti, alla Slovenia (’91), alla Croazia (’91), alla Bosnia (’92) ed infine al Kosovo (’96), dove si ripeté il genocidio bosniaco.

In realtà gli albanesi li hai citati, lo hai fatto nominando un arbëresh come Antonio Gramsci.

Se Gramsci affermava che “Dire le cose con il loro nome è il primo passo rivoluzionario“, allora dovresti cominciare a dire le cose come stanno caro Diego.

Ti ho sentito dire che bombardando la Serbia di Milosevic si è andati a bombardare un paese sovrano, un paese con una sua storia, con una sua cultura, con una sua lingua, con una sua dignità ed una sua identità, insomma, tutto quello che il tuo idolo assoluto “Hitlerosevic” decise di sopprimere, di negare e cancellare al popolo albanese.

Non ti chiedo di raccontare tutto Diego, tranquillo.

Non ti chiedo di raccontare la decisione di Milosevic di revocare l’autonomia del Kosovo nel 1989 o di raccontare come decise di togliere la parità linguistica tra l’albanese ed il serbo e come chiuse le scuole autonome albanesi.

Non ti chiedo neanche di raccontare tutto il conflitto armato serbo – kosovaro Diego, basterebbe raccontare i primi sei mesi, sei mesi di aggressione che portarono ad avere più di 400.000 sfollati, almeno 1.000 persone uccise e più di 250 villaggi albanesi bombardati, incendiati e rasi al suolo.

C’è molto di più da raccontare, ma te non lo fai, non lo hai mai fatto in alcuno dei tuoi video apparsi su Youtube ed in nessun talk show televisivo o programma radiofonico in cui sei stato ospite.

Bisognerebbe raccontare le vite spezzate di migliaia di uomini, donne, bambini e anziani uccisi barbaramente per ordine del tuo idolo Diego. Critichi i bombardamenti NATO che per 77 giorni, a partire dalla notte del 24 Marzo 1999 hanno messo in ginocchio la Serbia, ma ti scordi di citare gli appelli e gli ultimatum indirizzati a quello che si può definire il cancro del popolo serbo, Slobodan Milosevic.

Nel tuo discorso non ho sentito parlare di Ibrahim Rugova, il Gandhi dei Balcani, leader storico del LDK che insieme al suo popolo kosovaro decisero di resistere al folle piano di sterminio con la non violenza e con forme di resistenza pacifica, mentre l’Occidente assisteva passivamente alla violazione dei diritti umani da parte del tuo idolo indiscusso e dei suoi fedelissimi.

Anche se non lo dici Diego, saprai certamente della volontà del tuo amico Slobodan di aizzare le minoranze le une contro le altre vero?

Ti ricorderai del reclutamento illegale e forzato dei profughi serbi della Croazia costretti a combattere in Kosovo.

Ti ricorderai anche dei circa 500 ungheresi della Vojvodina portati contro la loro volontà ad imbracciare le armi contro i kosovari. E il reclutamento forzato delle minoranze rom te le ricordi Diego?

Perché non parli della protesta del 17 Giugno 1998 a Belgrado in cui le madri dei soldati scesero in piazza insieme agli studenti contro il governo serbo?

Perché non racconti delle testimonianze dei disertori dell’esercito serbo Diego?

Perché non racconti di Fahrudin Muric e Fahrudin Avdic, due soldati serbi disertori che affermarono di aver ricevuto l’ordine dagli ufficiali serbi di colpire i civili?

A quegli ufficiali faceva capo Milosevic e tu questo lo sai bene Diego, ma lo sostieni comunque senza battere ciglio. Lo sostieni sapendo che la sua mente malata ed i suoi ordini hanno portato al massacro di circa 15.000 albanesi in Kosovo, gran parte dei quali ritrovati sepolti in delle fosse comuni.

Non lo dico io Diego, lo sostengono i sopravvissuti come Mahije Kodra, madre di cinque figli e testimone sopravvissuta al massacro di Prekaz del 5 e 6 marzo 1998. Lo raccontano le testimonianze degli abitanti di Lausha, piccolo paesino vicino Skenderaj che venne bombardato per 18 ore di seguito e successivamente saccheggiato, le case date alle fiamme ed il bestiame ammazzato.

Saprai anche che gli uomini di Milosevic hanno stuprato circa 20.000 donne albanesi, ma neanche questo hai detto Diego.

Vedi Diego, i cacciabombardieri e le smart bombs sono un’invenzione dell’uomo e come ogni arma costruita dall’uomo servono agli uomini per uccidere altri uomini. In una guerra combattuta con le armi non è possibile che le vittime siano soltanto da una parte Diego, ecco perché ti chiedo di non negare la storia e di raccontare le cose come stanno realmente.

Se veramente sei intenzionato a raccontare le cose con il loro nome e fare il piccolo rivoluzionario gramsciano, allora chiama Milosevic con il suo nome, chiamalo FOLLE ASSASSINO.

Fallo Diego, prendi le distanze, fallo in ricordo alle migliaia di vittime che Slobodan Milosevic causò nei Balcani.

Se poi desideri, ti posso dare qualche contatto e qualche indirizzo utile in Kosovo in modo che tu possa confrontarti anche con quello che gli albanesi subirono per mano del tuo idolo.

Buon 2019 Diego.

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