Quel castello fiabesco di sabbia in riva al mare…

Appunti da una settimana al mare nella Riviera Romagnola. (Prima parte)

Nulla è costruito sulla pietra; tutto è costruito sulla sabbia, ma dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra.
(Jorge Luis Borges)

Sembrava che quel castello uscisse da una fiaba, o meglio: che fosse dimora di un essere marino misterioso come una sirena, che probabilmente lì  dormiva durante la notte e al mattino, all’arrivo dei primi turisti curiosi, pian piano scivolasse delicatamente con la sua lunga pinna verso mare, attraversando la battigia e lasciando una traccia momentanea ondeggiante in tutto il tratto, laddove la bassa marea e la sabbia bagnata conservavano per pochi attimi, fino all’arrivo della grande quantità d’acqua, l’orma di  quel lungo “strascico” della sua pinna…

La settimana scorsa sono stata al mare, in una bella località nella Riviera Romagnola, tra Cesenatico e Rimini. Al cliché che va di moda di recente, collegato ai turisti italiani e stranieri, oltre a quelli albanesi stessi che trascorrono le vacanze estive in Albania – cosa che mi rallegra naturalmente per l’incremento del turismo nel mio paese natale – io per scelta e comodità rispondo con le vacanze che le trascorro in Italia, paese in cui vivo da una vita, cambiando ogni anno località. l’Italia è talmente bella, il suo litorale è splendido e merita tanto!

Il posto è stato molto gradevole e rilassante, ben servito, molto pulito e il senso dell’ospitalità dei romagnoli, le attenzioni da parte loro, rivolte ai turisti, sono state come sempre, speciali. Il mare l’ho trovato pulito, le spiagge ben accudite e le norme di igiene, rispettate.

Già dal primo giorno, nella mia passeggiata mattutina sulla riva, ho avvistato a distanza che in un determinato punto sulla battigia, vicino ad un pontile da cui partivano le piccole navi per il trasporto dei turisti nelle gite giornaliere in mare, si era radunato un grande numero di persone.

Mi sono avvicinata e sono rimasta incantata anche io come tutti, da un castello di sabbia che i miei occhi in quel momento stavano fissando. Un talentuoso scultore di sabbia, stava lavorando in contemporanea su quel castello!

Munito di attrezzi da lavoro come tutti gli scultori, e con accanto a sé una carriola che portava palette per la sabbia, secchi, scalpelli, taniche per l’acqua e spruzzatori, vari materiali da lavoro sfusi, lui lavorava in presenza degli occhi curiosi dei turisti, delle loro mimiche facciali da cui scaturiva tanto stupore ed ammirazione per la sua creazione.

Curava il suo castello in ogni minimo dettaglio e notavo che ogni giorno, lo scultore era lì, fisso, lavorava taciturno sul suo castello, sotto il sole cocente, aggiungendo sempre nuove torri, nuove scalinate, nuove stradine a ciottoli, aggiungeva un museo, un ufficio, una piazzetta ed al centro di essa, una fontana ed un monumento, e pensando che la materia prima che usava per la sua opera, fosse la sabbia, lo stupore su ciò che gli occhi fissavano in quei attimi, veniva amplificato!

Per l’appunto, era come se lui non lavorasse la sabbia, ma come se scolpisse le pietre!

Una mattina, meravigliata non solo di quell’opera che ogni giorno si perfezionava in dettagli minuziosi, ma anche del fatto stesso che reggesse intatta all’arrivare del giorno successivo, considerando che si trattasse di sabbia, mi avvicinai e gli chiesi:

“ Ma come fa a resistere per dei giorni interi questo incanto?”

“Mistero …!”- mi rispose lo scultore, facendo un sorriso.

Infatti lui dormiva tutte le notti accanto al suo castello, aveva allestito una tenda lì vicino!

E naturalmente, anche la notte custodiva la sua creazione, la spruzzava con un contenitore a spray di acqua del mare, per consentire alla sua opera artistica di reggere il più possibile e di conservare il giusto grado di umidità, il necessario che occorresse per farlo resistere giorni di fila.

La gente, il posto in cui questo scultore lavorava, ogni mattina lo aveva trasformato in una meta che doveva per forza raggiungere, non facendosi privare di questa sosta gradevole, durante le rispettive classiche camminate sulla riva.

Il suo talento incantava e coinvolgeva tutti. Non poteva essere diversamente.

Ed è per questo motivo, per la “missione” che il bello vada non solo creato, ma anche diffuso, che ho scattato delle foto a questa meraviglia fatta con le mani di quell’artista, che volentieri condivido con voi.

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