Albania, il mito del pluralismo dei media è stato distrutto

Il mito del pluralismo di punti di vista dei media albanesi è stato distrutto. Più della metà dell’audience è in mano ad un ristretto numero di famiglie, le quali incassano circa il 90% dei ricavi totali dei media

In Albania il mercato mediatico è controllato da un piccolo gruppo di proprietari dai forti legami politici: lo riferisce uno studio realizzato da Reporter senza frontiere e Birn (rete dei giornalisti investigativi nei Balcani) presentato ieri a Tirana.

“Il mito del pluralismo di punti di vista dei media albanesi è stato distrutto. Più della metà dell’audience è in mano ad un ristretto numero di famiglie, le quali incassano circa il 90% dei ricavi totali dei media.” – riferisce Kristina Voko, direttrice di BIRN Albania.

La presentazione dello studio è avvenuto ieri a Tirana, meno di una settimana dopo le raccomandazioni arrivate dal consiglio del comitato europeo dei ministri sul pluralismo e la proprietà dei media.

“Il panorama dei media albanesi sembra scivolare lontano dalla strada dell’indipendenza. Facciamo appello alle elite politiche per la comprensione e il valore del settore dei media, in modo tale che diventi un sistema sano e libero di agire anche in vista della candidatura all’Unione Europea”. – ha dichiarato Olaf Steenfadt, direttore per il progetto di monitoraggio della proprietà dei media di Reporter senza frontiere.

Birn Albania

La concentrazione dell’audience

Lo studio ha rivelato che l’audience dei media è particolarmente concentrato in un ristretto gruppo di persone. Ad esempio, i primi quattro proprietari del settore televisivo raggiungo la metà dell’audience totale (tra il 48,93 ed il 58,60%). Tre famiglie soltanto, invece, detengono le cinque licenze di trasmissioni digitale, tra cui una ne ha ricevuto ben tre.

Dati alla mano, l’autorità di regolamentazione dei media ha praticamente appoggiato un monopolio. Nel settore radio la situazione è ancora peggiore: quattro proprietari controllano quasi due terzi (63,69%) dell’audience totale. Un livello medio di concentrazione può essere individuato esclusivamente nel settore stampa, dove i quattro proprietari principali controllano un audience totale del 43,29%.

Nel complesso, queste cifre illustrano un concreto alto rischio per il pluralismo dei media in Albania.

La concentrazione del mercato

Secondo il Media Ownership Monitor addirittura 12 quotidiani nazionali sono stati identificati sotto un unico proprietario, con quota di mercato del 54% totale. I primi quattro principali editori, invece, contrallano circa l’86,5% del mercato della stampa.

Nel settore televisivo, inoltre, i primi quattro principali proprietari controllano circa l’89,6% del mercato totale, di cui i primi due raggiungono combinati il 71,7%.

Autocensura in Albania

A causa della pressione proveniente dai proprietari dei media spinti da interessi politici ed economici, molti giornalisti albanesi ricorrono all’autocensura. Inoltre, il clima mediatico in Albania è sotto pressione anche a causa di un’altra serie di  attori, inclusi i grandi inserzionisti e le istituzioni governative.

Tuttavia, nessuno di questi fattori esterni ha un’influenza tanto grande sulla spinta dei giornalisti verso l’autocensura quanto gli interessi economici e politici dei proprietari. In un sondaggio, circa l’80% dei giornalisti in Albania considerava negativa la loro sicurezza del lavoro, collegando le loro condizioni di lavoro al diffuso fenomeno dell’autocensura come mezzo di protezione.

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