Serbia: L’Alta corte emette sentenza storica. “Šiptar”, un termine offensivo

Un verdetto storico arriva dalla Serbia: l'Alta Corte ha stabilito, 'Šiptar' è un termine offensivo e discriminatorio.

Non passa nemmeno una settimana senza trovare nei media serbi la parola discriminatoria e ultranazionalista ‘Šiptar’, una definizione che normalmente definisce gli albanesi (in albanese shqiptar).

Šiptar – un termine offensivo, attraverso il quale giornalisti e politici serbi – non solo i nazionalisti – vogliono avvilire gli albanesi, descrivendoli come una ‘razza inferiore’.

I Šiptari sono colpevoli di tutto: i Šiptari programmano piani per dichiarare guerra alla Serbia, i Šiptari comprano le proprietà dei serbi, i Šiptari  vogliono perseguitare i serbi del Kosovo; praticamente ogni giorno, i Šiptari, pianificano qualcosa contro la Serbia.

Questa retorica domina i titoli dei quotidiani come ‘Informer’ o ‘Kurir’, così come anche i vari siti para-politici che dominano il web. La maggior parte di questi media è sotto il controllo di Aleksandar Vuçic, il quale negli anni ’90 è stato ministro di Slobodan Milosevic.

La pronuncia dell’Alta Corte serba

Adesso, l’Alta Corte di Belgrado, ha preso una decisione molto importante contro l’utilizzo della parola ‘Šiptar’.

All’inizio del 2017, il giornale ‘Informer’ aveva accusato pesantemente diversi attivisti dell’iniziativa giovanile per i diritti umani: questi ultimi furono etichettati come fascisti e nemici della Serbia, poiché avevano sostenuto i Šiptari, in questo caso quelli del Kosovo.

Nel verdetto dell’Alta Corte, tra le altre cose, si specifica che la parola ‘Šiptar’ è considerata politicamente non corretta e dal contenuto offensivo per gli appartenenti dell’etnia albanese in Kosovo.

L’Alta Corte specifica, inoltre, che chiamare un serbo ‘Šiptar’ è paragonabile a quando si etichetta qualcuno che lotta contro gli interessi nazionali serbi. Per questo, ha punito il quotidiano ‘Informer’ che dovrà anche pagare per aver accusato uno degli attivisti per i diritti umani.

‘Informer’, infatti, dovrà pagare circa 840 euro (100.000 denari serbi) per danno d’immagine e 595 euro (71.000 denari serbi) per le spese giudiziarie, a Anit Mitiq, uno degli attivisti criticati dal quotidiano. Questo verdetto dell’Alta Corte di Belgrado è il primo nella storia serba che identifica il termine ‘Šiptar’ come offensivo e discriminatorio.

L’articolo è stato inizialmente pubblicato in lingua albanese su DialogPlus, ad opera di Enver Robelli.

Argomenti

Potrebbe interessarti anche

Close