Opinioni

Quando i candidati di origine albanese vengono insultati dai propri connazionali

Ci sono diritti costituzionalmente garantiti che vengono negati ancora oggi davanti alla scritta “nato/a in Albania”

Esattamente un anno fa ero impegnata, anzi ero assorbita letteralmente, a promuovere Gentian Alimadhi come candidato alle Primarie di Parma.

Un giovane avvocato di origini albanese, uno che sa il fatto suo e che non si risparmia ai confronti.  Una persona a dir poco inserita nel tessuto sociale parmense sia per il ruolo da professionista, sia per la sua presenza nelle associazioni del territorio in sostegno alla diffusione della cultura albanese e più in generale, in sostegno alla inclusione degli immigrati nella vita politica e sociale della città Ducale.

L’anno scorso altri candidati di origine albanese hanno partecipato alle politiche cittadine in diverse città italiane e diversi fra loro sono riusciti a vincere, come Ina Dhimgjini, Assessore alla Politiche per la Casa, Livorno.

Non conosco la percentuale dei votanti di origine albanese che hanno sostenuto i nostri connazionali, ma su Gentian so di poter dire con chiarezza. I voti degli autoctoni hanno fatto la differenza. È arrivato terzo grazie anche ai larghi voti dei parmigiani.

Quelli dei nostri conterranei si sono dispersi anche fra altre scelte (diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione italiana)

Troppi hanno optato per altro, a volte in completo disaccordo con il loro proclamato credo politico, ma piuttosto che votare un connazionale si sono venduti l’anima al diavolo.

Oggi, esattamente come un anno fa, ci troviamo a leggere, a seguire le interviste, a incontrare persone di origini albanesi candidate alle regionali e politiche nazionali. Bruna Kola Mece, candidata a Bergamo con Liberi e Uguali, Anita Likmeta, Roma, con 10VolteMeglio, Elona Gaxha, Perugia, con PiùEuropa.

Un parterre davvero rappresentativo della realtà attuale della politica italiana e che dimostra ampiamente come gli albanesi si siano integrati al meglio in questo tessuto sociale.

Non badano agli interessi personali e quindi non inseguono un solo partito credendo che questo li possa sostenere meglio degli altri, ma si sentono in piena sintonia con la società dello stivalo e si impegnano in tutte le sue liste anche a livello nazionale.

Ma, come un anno fa, ci troviamo al punto in cui gli autoctoni se la prendono con altri autoctoni perché candidano cittadini di origine straniera, e gli albanesi puntualmente, se la prendono con gli albanesi che si candidano supponendo che dietro ci sia un disegno machiavellico fatto di interessi personali.

Questo carattere insulso di alcuni albanesi che faticano a guardare oltre non manca neanche un appuntamento. Troppi di loro faticano a pensare al domani, si fermano alle apparenze e alle simpatie personali. Troppi non riescono a ragionare al futuro. Sono principalmente gli unici che si prendono la briga di scrivere e commentare qualcosa che non li aggrada e che la giudicano dall’apparenza. Capaci questi di vedere il marcio ovunque, le poltrone vendute e anime spregiudicate.

Ma come diceva Forrest Gump: Stupido è chi lo stupido fa.

Per cui mi chiedo: Ma pensano male perché farebbero male?

Siam certi che metterci la faccia, l’impegno, la costanza, il tempo e la passione sia paragonabile a chi dietro ad una tastiera od un caffè al bar spara a zero senza neanche conoscere il programma che li viene sottoposto?

Siam certi che l’insulso sia chi si presenta e non chi giudica l’apparenza?

Siam convinti che la partecipazione dei nostri connazionali alle politiche italiane sia un mero interesse personale di chi si candida e a noi ci fa persino un dispetto?

Chi invece ha una visione più completa dell’insieme si pone domande sui programmi e si astiene dal commentare a prescindere. Comprende benissimo che non è obbligatorio avere un’opinione su tutto.

Leggiamo di Elona Gaxha, di Anita Likmeta, di Bruna Mece ed altre figure, prettamente donne, (diciamocelo, sugli uomini sono più misurati le iene da tastiera) ed invece di apprezzare come la politica italiana si sta aprendo sempre di più anche chi sostiene questo Stato da oltre 27 anni ci permettiamo di giudicare la loro scelta, spesso solo basandoci sulla loro immagine, senza neanche aver sentito o letto il loro programma.

Chiariamo subito: Io difficilmente voterò PiùEuropa e 10VolteMeglio, 5Stelle e sicuramente non voterò Lega Nord, Fratelli D’Italia e Forza Italia, -anche questi hanno avuto tra le loro fila nostri compaesani-, ma ciò non toglie che la rappresentanza di figure di origini albanesi siano un messaggio importantissimo non solo per l’apertura che è in corso nella politica italiana, ma soprattutto per l’importanza che hanno gli immigrati albanesi in Italia.

L’emigrazione più riuscita in assoluto. La comunità meglio inserita, meglio considerata, meglio partecipativa.

Ora mi chiedo: ma davvero non dovremo godere di questo e dobbiamo per forza distruggere l’immagine di una persona che si candida?

Perché signori, chi si candida sarà sicuramente un po’ egocentrico e dal mio punto di vista anche un po’ masochista, perché per superare certi attacchi occorre tenacia, convinzione, idee chiare, forza di volontà, ironia, preparazione, studio continuo, ed un amor proprio davvero imbattibile.

Chi sopravvive a questo è sceglie di fare politica come mestiere significa che ha la stoffa per farlo. E chi comunque tiene al suo principale lavoro ma lo accantona per seguire il suo credo ed impegno politico è un matto che va rispettato.

È una persona che si è fatto carico delle sue idee e le espone al mondo dell’elettorato. Conscio di prendersi le critiche, ma vi prego fermatele al loro programma politico. Andate oltre alle vostre simpatie spicciole, ai vostri interessi egoistici, andate e leggere i programmi che presentano e decidete di votarli o meno in base a ciò che loro offrono alla pubblica piazza.

Che sia una donna bella e giovane, che sia un uomo egocentrico e realizzato questo nel vostro giudizio sul suo operato non deve incidere.

E fa pena, decisamente troppa, che l’idea che le figure di origini albanesi stanno offrendo a questa società italiana non venga visualizzata oltre il proprio orticello da troppi loro connazionali.

Ricordo ancora quando ci si lamentava che nessuno chiedeva il nostro parere pur essendo noi parte attiva nell’economia italiana. Ora ce lo chiedono, ora possiamo dire la nostra, chi di Destra, chi di Sinistra, chi senza un indirizzo netto di sponda, e siam qui a leggere commenti e discutere sul niente, su come parla, come si veste, perché ha scelto questo o quel altro partito.

Candidatevi gente, impegnatevi, andate pure con Salvini e Meloni se credete, ma dite la vostra, e ringraziate  chi si è prestato a questa “lotta” per acquisire il diritto di poterlo fare.

Perché ci sono diritti costituzionalmente garantiti che vengono negati ancora oggi davanti alla scritta “nato/a in Albania”

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