Macedonia del Nord, Zaev: riesamineremo la legge sulla lingua albanese

Dopo l'invito della Commissione di Venezia, Zaev ha dichiarato che la legge sull'utilizzo delle lingue delle comunità etniche verrà revisionata.

Zoran Zaev

La legge riguardante l’utilizzo delle lingue delle comunità etniche in Macedonia del Nord verrà revisionata in base alla valutazione effettuata dalla Commissione di Venezia, riferisce il primo ministro Zoran Zaev.                                                                                                                                                       

La Commissione di Venezia, infatti, nella giornata di ieri aveva invitato le autorità della Macedonia del Nord a riesaminare la legge sulle lingue ufficiali per annullare le previsioni relative al bilinguismo nei procedimenti giudiziari.

Tale normativa, adottata dal governo Zaev, è stata molto criticata dai gruppi nazionalisti del paese in quanto ufficializzerebbe il bilinguismo affiancando di fatto l’albanese al macedone. Lo stesso Zaev, tuttavia, ha dichiarato oggi che la legge verrà revisionata in modo tale da consentire il diritto di utilizzare la lingua madre.

Durante la discussione della legge in parlamento e anche dopo la sua approvazione, abbiamo detto che avremmo aspettato la valutazione della Commissione di Venezia. Quindi, ora rispetteremo la loro valutazione. Il ministero di giustizia preparerà le modifiche e noi le porteremo in parlamento per l’approvazione.” – ha dichiarato Zaev.

Il partito d’opposizione VMRO-DPMNE, da principio contrario all’approvazione della legge, ha chiesto che venga rispettata la posizione della Commissione di Venezia, che “ha confermato le osservazioni e le critiche che i cittadini e VMRO-DPMNE avevano sollevato ai tempi dell’implementazione della legge”.

“La posizione della Commissione di Venezia deve essere rispettata, soprattutto poiché siamo un paese che aspira all’adesione nell’Unione Europea.” – si legge nel comunicato di reazione di VMRO-DPMNE.

La questione linguistica

La questione linguistica è da sempre un elemento estremamente delicato in Macedonia, dove nel 2001 le componenti etniche macedone e albanese diedero vita ad un breve ma sanguinoso scontro, chiuso grazie all’intervento internazionale e alla firma degli Accordi di Ohrid.

Prima dell’attuazione della nuova legge lo scorso anno, la possibilità di utilizzare l’albanese come lingua ufficiale era limitata alle municipalità in cui la minoranza albanese rappresenta almeno il 20% dei residenti.

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