La NATO invita la Macedonia ai negoziati di adesione

Dopo un decennio di attesa, i leader della NATO nella giornata di ieri hanno invitato la Macedonia ad avviare i colloqui di adesione

L’alleanza occidentale ha esteso formalmente l’invito alla Macedonia per avviare i colloqui di adesione mercoledì all’apertura del vertice della NATO di due giorni a Bruxelles.

“Oggi abbiamo accettato di invitare Skopje nell’avviare i colloqui di adesione.” – ha dichiarato il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa dopo il primo giorno del summit.

Stoltenberg, inoltre, ha aggiunto che la Macedonia prenderà il suo posto nella NATO una volta che tutte le procedure per l’accordo del nome, recentemente concordato con la vicina Grecia, saranno implementate; il paese, infatti, cambierà il suo nome in Repubblica della Macedonia del Nord, e dopo questo prenderà il suo posto nell’alleanza occidentale.

L’attuazione della questione del nome si baserà su un referendum in Macedonia, previsto per l’inizio di Settembre o alla fine di Ottobre; sarà quindi necessaria la maggioranza dei voti dei cittadini.

Nel 2008, la Macedonia perse l’occasione di diventare un membro della NATO poiché Atene pose il veto sulla questione a causa, appunto, della disputa di lunga data sul nome. Da allora, la NATO ha continuato a ripetere che l’invito sarebbe stato riproposto nel momento in cui il paese avesse risolto la controversia bilaterale con la Grecia.

I due paesi hanno firmato il loro storico accordo il 17 Giugno dopo una serie di intensi colloqui seguiti da vicino dall’ONU. In base all’accordo, come detto, la Macedonia cambierà il suo nome al fine di differenziarla dalla provincia settentrionale greca chiamata anch’essa Macedonia.

La Grecia ha insistito sul fatto che l’uso del nome “Macedonia” implicasse una rivendicazione territoriale per la sua provincia. Nel frattempo, la Macedonia temeva che il cambio di nome avrebbe potuto avere un impatto negativo sull’identità nazionale della sua gente, molti dei quali si definiscono semplicemente ‘macedoni’.

Nonostante entrambe le parti abbiano finalmente raggiunto un accordo sull’accordo il 12 giugno, il lavoro più difficile per Skopje deve ancora arrivare; anche i cittadini della Macedonia, infatti, dovranno sostenere l’accordo nel referendum obbligatorio. Le autorità macedoni sperano che l’accordo venga pienamente attuato entro la fine dell’anno.

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