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La NATO promette di prevenire la violenza nel nord del Kosovo

Come conseguenza del crescente nervosismo nella maggioranza serba nel nord del Kosovo, il comandate della NATO - James Fogo - ha affermato che l'alleanza è pronto ad affrontare qualsiasi problema.

Il comandante della forza congiunta alleata della NATO a Napoli, l’ammiraglio James Fogo, ha detto che la NATO è pronta a reagire se scoppieranno violenti incidenti nella zona a maggioranza serba nel nord del Kosovo.

“I leader politici stanno cercando di risolvere alcuni problemi difficili; non tutti sono d’accordo con le democrazie. Alcune persone tendono a portare i loro disaccordi sulla strada. Raccomando vivamente di non farlo o, se lo fanno, di farlo pacificamente, come in tutte le democrazie civili.” – ha affermato Fogo.

La dichiarazione dell’ammiraglio arriva dopo che il famoso abate del monastero Visoki Decani, Sava Janjic, aveva espresso la propria preoccupazione riguardo a potenziali scontri nel Kosovo settentrionale, progettati per portare a una rapida spartizione del territorio.

Janjic ha affermato di sperare che la KFOR e la NATO restino risolute nel preservare la pace.

“Spero vivamente che la comunità internazionale, specialmente USA e UE, non permetta a individui e gruppi irresponsabili di entrambe le parti etniche di provocare violenze in cui potrebbero essere coinvolte persone innocenti.” – ha aggiunto Janjic.

L’abate, inoltre, ha invitato i leader politici in Serbia e Kosovodi respingere le richieste di “un’eventuale spartizione territoriale … e di assumere obblighi per un dialogo pacifico”, aggiungendo che, nel caso contrario, “dovranno assumersi una grande responsabilità politica e morale”.

James Fogo, della NATO, ha sottolineato che comunque la KFOR ha mezzi più che sufficienti per affrontare eventuali disordini.

“I 4.000 [soldati della NATO] che rimangono all’interno del territorio e sulle linee amministrative del Kosovo sono supportati. Quindi, se ci dovesse essere una necessità, risponderanno, e la NATO è molto, molto forte sia all’interno che all’esterno del Kosovo , ha detto Fogo.

Kosovo-Serbia: un legame mai nato

Il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia nel 2008.  Tuttavia, l’estremo nord del paese, compresa la metà settentrionale della città di Mitrovica, rimane sotto il controllo effettivo di Belgrado.

Nonostante la Serbia si rifiuti di riconoscere il Kosovo come stato, ha dovuto prendere parte ai colloqui mediati dall’UE con le autorità di Prishtina per normalizzare le relazioni, al fine di perseguire il suo obiettivo di adesione all’UE. Inoltre, con l’avanzare dell’integrazione della Serbia nell’UE, a Belgrado si sta facendo pressione per risolvere finalmente le sue relazioni con la ex-provincia separatista, che la maggior parte dei membri dell’UE ha riconosciuto dieci anni fa.

In combinazione con questa pressione, parlare di uno scambio di territori – scambiare le aree a maggioranza albanese nella Serbia meridionale per quelle a maggioranza serba nel Kosovo settentrionale – è un tema nuovamente sorto tra alcuni politici serbi e kosovari, anche se non è mai stato ufficialmente sollevato.

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