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L’Agenda digitale: Un passo verso Il Futuro per i Balcani Occidentali

La Dott.ssa Milena Harito è coordinatrice dell’Albania per il processo di Berlino ed ex Ministro dell’Innovazione e della pubblica amministrazione. Attualmente è consulente del primo ministro albanese.

Albania letteraria

Il 6 Febbraio 2018 nella nuova strategia della Commissione Europea per i Balcani Occidentali, per la prima volta dai primi passi di questa nazione verso l’UE, il tema dell’agenda digitale è divenuto centrale.

L’avvio di un’agenda digitale è una delle sei iniziative cardini, le azioni che l’UE intraprenderà nei prossimi anni per sostenere gli sforzi di trasformazione dei Balcani occidentali.

Perché l’agenda digitale? È solo perché siamo nel 2018 e non potrebbe essere in altro modo. Non credo. Credo che una forte trasformazione digitale possa cambiare il volto di queste sei nazioni: Albania, Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Macedonia. Esse sono circondate da nazioni UE, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Grecia e Italia dall’altra parte del mare.

I Balcani occidentali sono un’isola di 18 milioni di persone all’interno dell’Unione Europea composta da circa 500 milioni.

La popolazione è ancora più giovane rispetto all’UE nonostante la continua emigrazione da un quarto di secolo a questa parte. Le sei nazioni hanno seri problemi con la legge e la corruzione. La corruzione per i servizi è ampiamente nella mentalità comune e il crimine organizzato ha reti forti.

Il rapporto sulla competitività globale del World Economic Forum 2016/2017 ha classificato la Serbia al 137esimo posto su 138, per capacità del paese di “mantenere il talento”. La Bosnia era al 134esimo posto mentre Albania e Macedonia erano leggermente avanti.

Ma le persone in questi paesi sono e rimangono profondamente europee nelle loro aspirazioni. Ogni famiglia è disposta a fare qualsiasi sacrificio per mandare i figli a studiare da qualche parte in Europa. Perché l’Europa vista da lì è il mondo ideale di democrazia, benessere e pari opportunità.

Quindi cosa può fare la trasformazione digitale in questa situazione? In primis, può dare a questi giovani posti di lavoro stabili. Sono generalmente abbastanza istruiti per essere pronti ad assorbire programmi a breve termine nelle competenze digitali, offrendo loro prospettive diverse per i lavori online. Lavori che non sono più sotto pressione politica. Darà loro più libertà di pensare ed agire.

Un investimento su larga scala nei poli di innovazione digitale può dare ad un’altra categoria di studenti altamente qualificati il potere di generare nuovi posti di lavoro, nuove entrate con investimenti che sono di gran lunga inferiori rispetto agli altri settori.

Creare nuovi modelli di ruolo positivi nei paesi che ne sono carenti negli ultimi tempi. Creare incentivi per modernizzare l’economia invece di continuare a lasciare il denaro a disposizione per la costruzione di palazzi che per la metà sono vuoti, mentre la gente continua ad emigrare all’estero.

La massiccia digitalizzazione dell’istruzione e della salute può ridurre i costi e migliorare i servizi per i cittadini. La tecnologia a ‘catena di blocchi’ può portare soluzioni per il settore immobiliare rendendo le transazioni sicure e trasparenti.

L’apertura dei dati del governo renderà la corruzione più difficile. Il diritto può essere migliorato se tutte le decisioni giudiziarie sono immediatamente pubbliche e trasparenti. Gli appalti elettronici possono aumentare la trasparenza e il controllo sulla spesa pubblica.

Il digitale sarà davvero trans-formativo se si seguiranno due condizioni. Innanzitutto se è rapido e massiccio. Altrimenti, coloro che hanno interesse a mantenere le cose come sono, possono e troveranno il modo di trasformare qualsiasi innovazione digitale in un disordine incomprensibile e incontrollabile. In secondo luogo, se vengono utilizzati e monitorati gli standard UE. In caso contrario, il digitale può essere ancora più difficile da controllare.

L’UE può dare ai giovani dei Balcani occidentali attraverso l’agenda digitale speranza e potere di trasformare questa regione molto piccola ma rumorosa. Perché ‘un investimento nei Balcani occidentali è un investimento in Europa’, nella sua sicurezza e protezione.

Tutti questi punti sono nell’annunciata strategia di allargamento della Commissione Europea. Mi piacerebbe vedere tutto questo al lavoro molto presto.

Milena Harito

Coordinatrice dell’Albania per il processo di Berlino ed ex Ministro dell’Innovazione e della pubblica amministrazione. Attualmente è consulente del primo ministro albanese.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato in lingua inglese su Vocal Europe

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