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Johannes Hahn: “I paesi dei Balcani devono attuare le riforme, i Stati membri sempre più impazienti”

I leader europei stanno diventando impazienti nei confronti dei paesi balcanici che aspirano a diventare membri UE: il motivo, come dichiarato da Johannes Hahn, durante il vertice di Londra, è la mancanza d'impegno nell'attuare le riforme richiesta dall'UE

I leader europei stanno diventando sempre più impazienti nei confronti dei leader dei Balcani occidentali. Il motivo è l’attesa dei paesi balcanici nell’attuare le riforme riguardanti lo stato di diritto; per questo i leader dell’UE – secondo quanto riportato dal noto quotidiano britannico ‘The Guardian – starebbero minacciando la loro adesione entro il 2025.

“In tutti i paesi dell’area dei Balcani c’è una certa riluttanza ad affrontare le questioni relative allo stato di diritto, nonostante sia un must per l’UE. Ammetto che i nostri stati membri stanno diventando sempre più impazienti su questo tema perché lo considerano fondamentale; c’è ancora tanto da fare nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, nella riforma dei media e nell’indipendenza del sistema giudiziario.” – ha dichiarato il commissario europeo per l’allargamento, Johannes Hahn, durante il vertice riguardante i Balcani occidentali tenuto a Londra.

D’altra parte, tuttavia, Hahn ha sottolineato nuovamente che l’adesione di paesi come l’Albania, la Serbia, la Macedonia, il Montenegro e il Kosovo all’UE, rappresenta un grande oppurtunità per esportare stabilità nell’intera area. Il commissario europeo ha anche aggiunto che, in caso contrario, l’instabilità dei Balcani potrebbe essere presto importata dall’Unione Europea.

Il vertice di Londra – che rientra nelle intenzioni del Regno Unito di dimostrare il proprio impegno verso l’Europa, nonostante il Brexit – era stato programmato con lo scopo di aiutare a preparare i paesi dei Balcani all’adesione all’UE accelerando in questo modo le riforme economiche e approfondendo lo stato di diritto.

I vertici dell’Unione Europea hanno voluto specificare che non consentiranno in alcun modo l’adesione di paesi che vivono ancora controversie irrisolte – etniche, territoriali e politiche – come Macedonia, Grecia, Kosovo e Serbia.

Nikola Dimitrov, ministro degli esteri macedoni, in riferimento all’avvio dei colloqui di adesione riguardanti il suo paese e l’Albania si è espresso in questo modo:

“L’obiettivo finale è quello di essere una democrazia europea. Non possiamo permetterci il lusso di farci sfuggire un’opportunità d’oro come questa. Stiamo correndo dietro a un treno, anche se non siamo del tutto sicuri sul dove ci porterà.”

I negoziati di adesione per Albania e Macedonia inizieranno il prossimo Giugno, grazie all’accordo trovato durante il vertice di Lussemburgo tenuto qualche settimana fa.

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