Bloomberg: la delicata situazione tra Unione Europea e Balcani occidentali

L’Albania dovrà ripianificare il proprio sistema economico se desidera aderire all’UE

Il colosso dell’informazione Bloomberg ha dedicato un interessante articolo dal titolo “Behind the EU’s Cautious Courtship of the Balkans”  sul quel che riguarda i Balcani occidentali e la loro adesione all’Unione Europea, analizzando nel dettaglio l’intera situazione.

I leader di Albania, Macedonia, Serbia, Montenegro, Kosovo e Bosnia sono desiderosi ormai da tempo di unirsi all’UE, la quale, preoccupata per la crescente influenza russa sulla regione, vorrebbe accontentare questa richiesta ma solo a determinate condizioni.

Il rapporto UE sulla questione, infatti, ha specificato che questi paesi devono necessariamente risolvere alcune questioni – come il rafforzamento dello stato di diritto, la giustizia, dispute e la riorganizzazione economica – se non vogliono che la prima data potenziale per l’adesione, fissata per il 2025, slitti più in là.

Gli interessi dell’Unione Europea

Perché l’Unione Europea vuole sistemare al più presto la questione?

Innanzitutto per migliorare e tenere sotto controllo la stabilità della regione; poi per ampliare i propri mercati e in ultimo, non per importanza, per contrastare l’influenza che Russia, Cina e Turchia stanno avendo sempre più nella zona.

La Russia di Putin, in particolare, ha intensificato più di tutte la propria influenza per resistere quanto più possibile all’espansione dell’UE: non è un caso, infatti, che nel 2016 il Montenegro abbia accusato il Cremlino di un tentativo di colpo di stato.

Gli ostacoli per i Balcani Occidentali

Sono rappresentati principalmente da giustizia e stato di diritto, ostacoli che il Montenegro rispetta in pieno. Ha iniziato i colloqui con l’UE nel 2012 ma, ad oggi, è il più lontano sulla strada per l’adesione, a causa di criminalità organizzata e dell’influenza politica nei tribunali e nei media.

Stessa situazione per la Bosnia, perseguitata da sospetti di corruzione e legami con la criminalità organizzata, e Kosovo, che dove affrontare ancora più ostacoli visto che 5 dei 28 membri dell’UE non hanno riconosciuto ancora la sua indipendenza.

Anche le controversie tra le nazioni di queste regioni rappresentano un altro grande ostacolo. L’esempio lampante è tra Serbia e Kosovo, con i primi che rifiutano di riconoscere la repubblica kosovara. Le pressioni da parte dell’UE, però, stanno portando il presidente serbo Vucic a cercare un accordo con l’omologo Thaçi.

Questione simile anche se con sfumature diverse per quanto riguarda Macedonia e Grecia: il paese ellenico, infatti, ha bloccato le richieste macedoni di adesione nella NATO e nell’UE poiché per loro deve essere identificata come Macedonia esclusivamente la parte settentrionale della nazione.

Problema diverso, invece, per l’Albania che dovrà ripianificare il proprio sistema economico se desidera aderire all’UE. Bruxelles, infatti, ha chiesto al paese delle aquile di ridurre il debito pubblico, il deficit di bilancio, aumentare la competitività del mercato e migliorare le sue infrastrutture dato che la nazione ha solo 1,4 km di strade in rapporto a ogni 1000 abitanti.

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