Albania-UE, accordo per il controllo degli immigrati

La polizia di frontiera dell'Unione Europea avrà accesso in Albania, per rendere più efficace il controllo sugli immigrati che arrivano da Africa e Medio Oriente.

L’Unione Europea ha reso noto di aver raggiunto un accordo con l’Albania sul controllo degli immigrati, permettendo alla polizia di frontiera dell’Unione Europea di aver accesso nel paese. 

L’accordo è anche il primo patto di questo tipo tra l’UE e uno stato non appartenente al blocco europeo.

L’Albania, una rotta per gli immigrati

L’Albania è recentemente  tornata ad essere – dopo il rafforzamento dei confini della Serbia – un paese di transito per gli immigrati che viaggiano dalla Grecia e dalla Bulgaria verso i paesi dell’Europa occidentale.

Per questo motivo, infatti, già da quest’estate erano arrivati nel nostro paese circa 45 agenti di Frontex – l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera – i quali si sono distrubuiti in diversi punti lungo i tratti di confine.

In Montenegro è nata l’idea della costruzione di un filo spinato  lungo il confine per ostacolare i richiedenti asilo, i quali arrivano inizialmente in Grecia per poi raggiungere – attraverso gli aiuti dei trafficanti – Scutari e successivamente il Montenegro. L’altro percorso prevede, invece, di raggiungere la Serbia attraverso il Kosovo. L’obiettivo è sempre comune: raggiungere uno dei paesi UE dell’Europa occidentale.

L’accordo con l’UE

L’accordo tra Albania ed UE era stato già raggiunto nei primi mesi di quest’anno, ma solo ora – dopo l’approvazione degli stati membri – è dvenuto ufficiale. Secondo l’intesa, la polizia di frontiera dell’UE potrà accedere nel paese delle aquile dopo l’ok delle istituzioni governative di Tirana. Inoltre, tutte le unità di controllo – come previsto dall’accordo – saranno armate.

Tuttavia, la polizia di frontiera non agirà seguendo le leggi albanesi. Il commissario dell’Unione Europea per l’emigrazione, Dimitris Avramopoulos, si è espresso così sulla questione:

“E’ un momento rivoluzionario per quanto riguardo l’aspetto della collaborazione per il controllo dei confini tra l’UE e gli stati non appartenenti al blocco.” – ha spiegato Avramopoulos, aggiungendo che una maggiore cooperazione tra Tirana e la polizia di frontiera permetterà l’attuazione di una risposta più efficace e flessibile per rispondere alle sfide migratorie.

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