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Albania, le piccole imprese in protesta contro l’introduzione dell’IVA

Nella mattinata di oggi le piccole attività commerciali hanno chiuso i battenti, in protesta contro l’introduzione dell'IVA e il nuovo schema di tassazione delle piccole imprese.

Nel mercato ‘Medrese’, il  più grande di Tirana, oggi dalle 11:00 alle 12:00 si è tenuta la protesta delle piccole imprese contro la loro introduzione nel sistema dell’Iva, in vigore dallo scorso primo aprile in Albania.

Come preannunciato nella giornata di ieri, alle 11:00 gli impresari hanno abbassato le saracinesche delle loro attività. Oltre al mercato ‘Medrese’ hanno partecipato alla protesta anche gli impresari del mercato ‘Cam’ e i piccolo negozi del mercato ‘Elektrik’ come anche alcune piccole attività nelle vie principali della capitale e di altre città come Fier, Durazzo, Scutari, Elbasan, Berat e Coriza.

L’introduzione dell’IVA per le piccole imprese

Dal primo di Aprile, il governo ha introdotto il sistema dell’IVA anche per le piccole imprese e attività – con un fatturato annuo di almeno due milioni di leke (15 mila euro circa) – che prima di quella data erano escluse (erano incluse soltanto le imprese con fatturato annuo di almeno otto milioni di leke – 60 mila euro) .

La protesta odierna era proprio volta in questo senso: i piccoli imprenditori ritengono che questa modifica porterà al fallimento delle loro attività, considerando che già molte imprese a Durazzo e Berat avevano chiuso i battenti prima dell’attuazione del nuovo schema.

Alla protesta si sono uniti anche i partiti d’opposizione, come il PD e l’LSI. Il leader del PD, Lulzim Basha, continua a sostenere che questa mossa rientra in un contesto più grande, ovvero quello della nuova struttura del sistema delle concessioni. Per Basha, infatti, ciò si spiegherebbe dal fatto che il ricavo che il governo riceverà dalla nuova attuazione dell’IVA sarà minimo, mentre le spese per gli impresari saranno di gran lunga elevate:

“Dall’introduzione dell’Iva per le piccole imprese ci perdono tutti, tranne un gruppo ristretto di persone, perché i costi aumenteranno, fino a portare al fallimento di migliaia di piccolo imprese, la disoccupazione crescerà e lo stesso anche l’evasione fiscale. Noi come opposizione ci siamo detti contrari a questa idea sin dall’inizio” – ha dichiarato ai media Basha.

Anche il Fondo Monetario Internazionale, alcune settimane fa, aveva avvertito sulle conseguenze dell’attuazione del nuovo sistema:

“Le piccole imprese rappresentano la metà del numero delle imprese totali. Tale sarà anche un grande peso per le risorse del dipartimento del fisco: esiste il pericolo che in questo modo l’evasione possa crescere e la performance dell’amministrazione fiscale si riduca. La nostra raccomandazione è che il sistema dell’IVA rimanga quello attuale mentre l’amministrazione fiscale si concentri sulle grandi aziende.”

Ma il premier Edi Rama e il ministro delle Finanze, Arben Ahmetaj, hanno sempre difeso il provvedimento, sottolineando più volte che non ci sarebbe nessuna ragione per un aumento dei prezzi o per la chiusura delle piccole imprese.

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