Cronaca

Germania, Gran Bretagna e USA scettici sulla lotta alla criminalità organizzata in Albania.

Nella conferenza tenutasi ieri a Tirana, gli ambasciatori della Germania, Gran Bretagna e USA hanno ribadito il loro scetticismo sui risultati ottenuti nella lotta contro la criminalità organizzata.

Il ministero degli interni dell’Albania ha presentato nella giornata di ieri i risultati della sua operazione di punta, la “forza della legge”, riguardante, per l’appunto, l’applicazione della legge in tutti i campi ma soprattutto nella battaglia contro la criminalità organizzata, dove il ministero ha sostenuto di aver raggiunto importanti successi.

Nella conferenza tenuta a Tirana, il ministro Farmir Xhafaj ha affermato – come riportato da Balkan Insight –  che gli ultimi otto mesi di lavoro hanno portato grandi successi. Tuttavia, d’altra parte, pur riconoscendo in parte alcuni di questi successi, l’ambasciatore americano a Tirana, Donald Lu, ha affermato che i legami tra criminalità organizzata e politica sono ancora forti.

“Volevo evidenziare un fallimento del governo, dei pubblici ministeri e della polizia; ovvero il mancato arresto di Klement Balili. Balili è un potente leader della criminalità organizzata che ha forti legami con la politica: per due anni, il governo, la polizia e i pubblici ministeri non stati stati in grado o non sono stati disposti ad arrestarlo.” – ha dichiarato Lu.

Il riferimento è a un trafficante di droga, il quale era direttore dei servizi di trasporto a Saranda, nel sud dell’Albania. Un giorno, però, Klement Balili è stato accusato dalle autorità greche di essere al comando di un traffico di droga internazionale.

Anche l’ambasciatore britannico, Duncan Norman, pur lodando alcuni successi raggiunti, ha affermato che “i grandi pesci sono ancora nell’oceano e i criminali di alto livello hanno ancora una sorta di immunità”.

Nel frattempo l’ambasciatrice tedesca Susanne Schutz ha detto che i ladri albanesi erano diventati  un tale problema per il suo paese che la Germania è stata costretta a collaborare ad un’iniziativa ‘anti-falchi’, indicando per ‘falchi’ i giovani membri della banda albanese che si reca prevalentemente in Italia per razziare le case di vacanza.

Il primo ministro albanese Edi Rama, presente alla conferenza, ha affermato che il suo governo aveva posto fine alla vecchia cultura dell’impunità, ma si è lamentato poiché alcuni tribunali hanno rimesso in libertà i criminali arrestati dalla polizia.

“L’impunità non esiste più, nonostante quel che pensano alcuni albanesi o stranieri.” – ha dichiarato il premier.

La lotta alla criminalità organizzata è una condizione essenziale per l’ulteriore integrazione dell’Albania, in quanto i gruppi criminali provenienti dal paese continuano a causare serie preoccupazioni alle autorità di diversi stati membri dell’UE.

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