Cronaca

Albania, Adriatik Llalla: Ex capo della Procura non potrà più mettere piede negli USA

All'ex capo della procura Adriatik Llalla e alla sua famiglia non sarà più permesso mettere piede negli USA

All’ex capo della procura Adriatik Llalla e alla sua famiglia non sarà più permesso mettere piede negli USA.

È questo il verdetto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Il Segretario di stato, Rex Tillerson, ha specificato che questo responso è conseguente all’implicazione di Llalla in molti episodi di evidente corruzione. La legge americana, infatti, prevede in casi come questi di emanare un divieto per la persona implicata e la sua famiglia.

Adriatik Llalla e la riforma del sistema giudiziario

Alla fine dello scorso Gennaio, l’ex capo procuratore Adriatik Llalla ha richiesto di non far più parte del sistema di giustizia. Decisione comunicata anche agli organi responsabili della riforma dello stesso sistema e che quindi lo tira fuori dalle indagini riguardanti corruzioni e abusi di potere (verdetto ufficiale arrivato il 12 Febbraio). Tutto ciò è reso possibile legislalmente dalla reinterpretazione della legge riguardante la riforma giudiziaria effettuata lo scorso Dicembre dalla Corte Costituzionale. Inizialmente, infatti, la legge prevedeva un tempo massimo di tre mesi, dall’ingresso della riforma, per presentare le dimissioni.

La posizione di Donald Lu

Dall’ambasciata americana di Tirana, il diplomatico Donald Lu, ha dichiarato che Llalla, pur essendo sfuggito alla riforma del sistema giudiziario, non sfuggirà all’indagine penale. L’intento di Lu è quello perseguire penalmente tutti coloro che sono sfuggiti alla riforma dimettendosi dal loro incarico, come dai lui stesso dichiarato:

“Le dimissioni di alcuni funzionari giudiziari corrotti rappresentano una vittoria per noi, perché per almeno 15 anni non potranno tornare nel sistema. Comunque sia, non scagionano loro dalle loro colpe. Coloro che hanno paura della riforma del sistema giudiziario, devono avere necessariamente anche paura delle inevitabili indagini penali”

Arta Marku: bisogna riaprire i dossier lasciati in sospeso

L’attuale capo procuratrice Arta Marku ha criticato apertamente la qualità delle indagini effettuate fino ad oggi, per le quali ha chiesto la riapertura dei vecchi dossier lasciati in sospeso:

“Dal punto di vista qualitativo appare evidente la mancanza di qualità di alcune indagini, sporadiche e disorganizzate. I procuratori coraggiosi devono concentrarsi sulle inchieste riguardanti la corruzione su tutti i livelli, gli abusi di potere e la lotta contro i coltivatori e trafficanti di droga. E’ necessario incrementare la collaborazione con la polizia giudiziaria, con lo scopo di riaprire alcune indagini e aumentare la fiducia del pubblico verso la legge e gli organi di giustizia.”

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