Politica Albanese

Albania: I ministri tecnici si dimettono, in carica i vice ministri

Il loro incarico sarà delegato ai vice ministri fino alla composizione del nuovo governo

I ministri tecnici si dimettono. Il loro incarico sarà delegato ai vice ministri fino alla composizione del nuovo governo del premier di centrosinistra Edi Rama. Oggi hanno rassegnato ufficialmente le loro dimissioni.

In precedenza i media avevano riferito che i ministri e il Vice Primo Ministro si sarebbero dimessi dopo la pubblicazione della relazione dell’OSCE/ODHIR sullo svolgimento delle elezioni.

La loro presenza nel gabinetto di Edi Rama era stata trovata sulla base dell’accordo raggiunto lo scorso 17 maggio fra il premier e il leader del centrodestra Lulzim Basha , che ha posto fine ad una lunga crisi politica che rischiava di far saltare le elezioni politiche dello scorso a causa delle minacce di boicottaggio da parte dell’opposizione.

Lo scopo di questa inusuale mossa politica è stata quella di offrire all’opposizione di centrodestra alcune garanzie e la possibilità di monitorare l’intero processo elettorale. All’opposizione è stata infatti affidata la guida dei ministeri dell’Interno, della Giustizia, delle Finanze, della Sanità, dell’Istruzione e del Welfare, oltre alla presidenza della Commissione elettorale centrale.

Rama aveva dichiarato che i ministri del centrodestra avrebbero dovuto rimanere in carica fino all’indomani delle elezioni dello scorso 25 giugno, nelle quali il Partito socialista del premier ha registrato da solo una netta vittoria, mentre il centro destra ha subito una sconfitta che lo vede con una presenza inferiore in aula persino rispetto a quella riscontrata nel precedente parlamento.

I rappresentanti dell’opposizione non si ritireranno “fino a quando non sarà stilato un rapporto sulle elezioni”, ha più volte dichiarato Basha, secondo il quale l’esito delle elezioni politiche è stato frutto di manipolazioni ed in particolare della compravendita dei voti. Infatti nel loro rapporto sulle elezioni, i ministri dell’opposizione affermano che “il fenomeno della compravendita dei voti è stato piuttosto diffuso”.

Critiche sono state rivolte anche alla polizia, “che ha dimostrato di non essere efficace nella prevenzione dei gruppi criminali impegnati a sostegno delle forze politiche, in particolare a Dibra, Lezha e Shkodra (nel nord del paese) e ad Elbasan (nell’Albania centrale).

Il coordinamento fra la polizia di Stato e le altre istituzioni non è stato condotto nella dovuta misura, per quel che riguarda il monitoraggio del ruolo dell’amministrazione pubblica durante la campagna elettorale”, si legge nel rapporto, nel quale viene chiesto alla Procura di condurre un’inchiesta trasparente nei confronti di almeno 110 persone denunciate per aver commesso reati elettorali.

I ministri del centrodestra, sostengono che “la pratica di esponenti tecnici dell’opposizione al governo, per un periodo da tre fino a sei mesi prima della data delle elezioni, potrebbe essere una buona soluzione viste le tensioni che hanno sempre accompagnato i processi elettorali”. Il loro incarico adesso sarà delegato ai vice ministri fino alla composizione del nuovo governo probabilmente nella seconda metà di settembre prossimo.

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