Serbia-Kosovo, il presidente dell’Albania Ilir Meta: No a cambiamenti territoriali

In un'intervista per Albanian Daily News, il presidente albanese Ilir Meta si è espresso sulla questione dello scambio territoriale tra Kosovo e Serbia.

Il dibattito sui cambiamenti territoriali è stato per diverse settimane il principale argomento del processo di dialogo tra Kosovo e Serbia, questione che sembrerebbe aver colto alla sprovvista i principali politici e partiti del Kosovo.

Non solo, perché anche Tirana in via ufficiale – tramite il proprio ministro degli esteri Ditmir Bushati – aveva dichiarato che il governo albanese non era affatto entusiasta riguardo all’idea di scambi di territori tra Kosovo e Serbia.

Tra i vari commenti e analisi, mancava quello del presidente della Repubblica d’Albania, Ilir Meta, il quale ha reagito per la prima volta riguardo al dibattito sulla correzione dei confini tra Kosovo e Serbia. In un’intervista per “Albanian Daily News”, Ilir Meta ha affermato che il dialogo tra Kosovo e Serbia non è stato istituito per cambiare la realtà, ma per guidare il processo della sua ammissione, in nome della pace e della stabilità.

Prerequisiti fondamentali per il processo di integrazione europea di entrambi i paesi. Qualunque discussione o dibattito – come riferito da Ilir Meta nell’intervista – che aiuti a comprendere e accettare questa realtà, è la benvenuta o il benvenuto. Qualsiasi altra deviazione da questa realtà, oltre a suscitare emozioni e retoriche populiste, non porta alcun altro beneficio.

I Balcani hanno subito profonde trasformazioni negli ultimi due decenni, periodo in cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno seriamente investito sul territorio. Uno degli investimenti più grandi e di maggior successo è stata l’indipendenza del Kosovo e il dialogo in corso tra Serbia e Kosovo, nell’interesse della normalizzazione delle relazioni e della stabilità, della pace e della sicurezza a lungo termine nella regione.

Il passato storico dei Balcani è purtroppo legato ai cambiamenti di confine, alla pulizia etnica e al dislocamento violento della popolazione, che sono stati associati a grandi problemi come ostilità, guerra e odio. L’accordo che dovrebbe essere raggiunto tra le parti è importante per generare energia positiva, per aiutare lo spirito di convivenza e armonia, e per guarire definitivamente il senso di odio seminato dal passato e dalla storia.

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