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Quando gli italiani combattevano in Albania

Inaugurata al Castello di Felino a Parma la mostra “Da oppressori a liberatori”.

Una mostra per scoprire la storia delle vicende e del rapporto tra militari e cittadini italiani e albanesi prima e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. É un’anteprima nazionale quella che in questi giorni ospita il castello di Felino a Parma.

Nell’antico maniero è stata infatti allestita l’esposizione “Da oppressori a Liberatori”, una mostra realizzata dalle associazioni Scanderbeg e Polis in collaborazione con l’Università di Parma, l’Università di Tirana, l’Istituto Storico della resistenza di Parma e l’Anpi.

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Inaugurazione del anteprima nazionale della mostra “Da oppressori a Liberatori”.

La mostra illustra, attraverso pannelli esplicativi e un audiovisivo, la vicenda dei militari italiani in Albania dopo l’8 settembre 1943: decisi a non sottomettersi alle truppe tedesche, organizzarono una vera e propria brigata che combatté al fianco dei partigiani albanesi.

Si tratta di una pagina della storia italiana e albanese importante, eppure in gran parte sconosciuta: la ricerca ha portato alla luce documenti, immagini e testimonianze che rischiavano di andare perdute per sempre. In particolare, ha permesso di registrare e riprendere le testimonianze dirette di alcuni sopravvissuti rintracciati in Italia e in diverse aspre zone dell’Albania.

Si è così formato un vero e proprio fondo documentale che verrà messo a disposizione di Università, Istituzioni e ricercatori. Tra i presenti all’anteprima vi era anche Eros Andoni, Console albanese a Milano, il quale ha dato il pieno sostegno a questa esposizione.

La mostra rimarrà aperta fino a giovedì 9 ottobre.

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