La carta stampata si appella al Presidente Topi

topIl Presidente della Repubblica, Bamir Topi ha ricevuto ieri i presidenti delle associazioni dei media albanesi per discutere sull’ultima circolare del Ministero delle Finanze relativa alla carta stampata. È quanto comunicato dall’Ufficio stampa del Palazzo delle Brigate e riportato dai maggiori media albanesi.

Armand Shkullaku, Presidente dell’Associazione dei Giornalisti Professionisti, Mero Baze, Presidente del Forum Albanese per Media Libere, Ylli Rakipi, Presidente dell’Associazione dei Giornalisti d’Albania e Aleksandër Çipa, Presidente dell’Unione dei Giornalisti, hanno incontrato il Presidente della Repubblica per esprimere la loro preoccupazione in merito all’ultima circolare del Ministero delle Finanze che fissa il numero dei dipendenti che un organo della carta stampata dovrebbe assumere in proporzione al numero delle sue pagine. In specifico, la circolare stabilisce che un giornale di 16 pagine deve assumere almeno 18 dipendenti, uno di 24 pagine almeno 30 e uno di 32 pagine almeno 40.

Per i presidenti delle associazioni dei media albanesi, la circolare è espressione di una posizione arbitraria non fondata giuridicamente che lede la missione della carta stampata in Albania. Essi hanno espresso la loro piena disponibilità per essere controllati da parte del Ministero delle Finanze ma per via della specificità del suo mercato e delle difficoltà nel reperire risorse economiche, un giornale non ha un formato con un numero di pagine standard. L’assunzione dei giornalisti e dei collaboratori è fatta sulla base delle risorse disponibili e non può essere prestabilita sulla base del numero delle sue pagine.

Inoltre, i rappresentanti dei media hanno sostenuto che la circolare emessa senza una consultazione preventiva con loro potrebbe penalizzare la carta stampata in maniera selettiva e hanno espresso la necessità di una legge specifica per regolamentare questo settore.

Il Presidente della Repubblica Topi ha dichiarato di voler seguire con attenzione la questione sollevata dai media attraverso il suo staff e l’istituzione di gruppi di lavoro per trovare un equilibro logico nell’applicazione corretta della normativa.

Fonti ufficiali del Ministero delle Finanze, fanno sapere che la circolare ènecessaria per combattere l’informalità diffusa nella carta stampata,ma il timore dei media è che la sua applicazione possa portare alla chiusura dei giornali.

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