Albania

Parlamentare-cowboy albanese spara nella partita di calcio

Oh no, Dash is back! Dashnor tradotto letteralmente in italiano significherebbe “Amante”. Nel nostro caso si tratta del nome di un parlamentare albanese, Dashnor Sula, amante del calcio ma non solo. Facendo un misto tra italiano e albanese ne viene fuori un “Amante Sula”. Sulla? Su che cosa verrebbe da chiedersi?Beh, a molti albanesi il politico starebbe veramente su cose poco gradevoli da citare. Infatti, stavolta ha proprio toccato il fondo. Secondo molti testimoni oculari presenti nella partita di calcio della Superliga albanese Shkumbini-Flamurtari, il parlamentare si sarebbe addirittura trasformato in John Wayne, avrebbe tirato fuori una pistola e avrebbe sparato per intimidire i calciatori della squadra di Valona. La partita alla fine è stata vinta dal suo Shkumbin, la squadra della città di Peqin, nell’Albania centrale, rappresentata al parlamento dal deputato del Partito Democratico, che più di un law-maker sembrerebbe un law-breaker o un outlaw, tanto per citare alcuni concetti giuridici visto che si tratterebbe niente di meno, ma di un ex-pm. Ma stando alla semantica, il diminutivo del suo nome, Dash, tradotto in italiano significherebbe “Ariete”. Più di un ariete però, il suo comportamento aggressivo assomiglierebbe a quello di un orso Grizzly. Infatti, parecchie volte il rappresentante del popolo è stato rapportato in vari episodi di violenza legati al calcio. In un caso è stato ripreso dalle telecamere di Top Channel mentre scavalcava la rete di recinzione come un babbuino, per entrare in campo e fare giustizia di prima persona, proprio lui che di giustizia dovrebbe saperne qualcosa… In un altro caso nel 2008, il giornale sportivo Sporti Shqiptar rendeva noto che il politico ha seguito per vari chilometri in macchina come nei film hollywoodiani un calciatore di una squadra rivale per pestarlo, visto che l’aveva offeso. Lui, l’ariete, o il boyfriend se preferite, poverino stavolta si è difeso dicendo che non c’è niente di vero, ma ne ha combinate veramente così tante che stavolta è davvero difficilissimo credergli. Comunque tutto sarà chiarito dalla Procura di Elbasan, che ha aperto un’inchiesta sul caso, anche se dalle nostre parti l’impunità dell’elite politica è una una garanzia di pari livello alla morte per cause naturali. Il leader dell’opposizione Edi Rama ha accusato anche il ministro della cultura Aldo Bumçi di essere stato presente allo stadio, e di prendere in difesa l’atto criminale di Sula. Il ministro da parte sua ha negato tutto definendo Rama un truffatore e rendendo noto che il giorno della partita si trovava a Tirana, e non a Peqin. Dal rapporto del delegato della federazione albanese di calcio emerge che Sula avrebbe sparato nel bagno del spogliatoio del Flamurtari, ed in seguito avrebbe mandato qualcuno a lasciare sul “luogo del delitto” una pistola finta. Si tratta quindi di un giro di accuse e controaccuse, di quelle che vediamo ogni giorno nella politica albanese, e che si dimenticano ben presto. A giudicare dalla foto che vi mostriamo in questo articolo, si intravede chiaramente un sorriso profondo anche del presidente della federazione albanese di calcio Armando Duka, quasi a dimostrazione che si stia divertendo di fronte alle insurrezioni di Dash.

Tutto il nostro caso ha le radici in un problema quanto semplice così anche grave. Il parlamentare che guadagna uno stipendio sui circa 1.500 euro al mese, sarebbe il finanziatore principale della squadra del Shkumbin, non si sa con quali fondi, e di quale provenienza. Egli non è un finanziatore de jure, ma ciò non ha impedito a vari calciatori della sua squadra di ringraziarlo pubblicamente per i premi che esso gli ha conferiti per varie vittorie. Tutto ciò è in piena violazione della Costituzione albanese, che non permette ai parlamentari di svolgere alcun’altra carica pubblica o privata, tranne quelle previste dalla legge. Per gli stessi motivi, Ilir Beqja, un parlamentare del Partito Socialista, ha perso il suo mandato alcuni mesi fa. Quindi non si capisce perche non accadde la stessa cosa anche per l’“Amante”-pistolero. La situazione è da più cinque anni che dura, e comunque è colpa anche delle vari istituzioni, come l’opposizione, la polizia, o la Procura Generale che non si sono mai mosse per prendere le misure adeguate. È da analizzare anche il contesto sociopolitico in cui avviene un fatto che sarebbe inimmaginabile in qualsiasi Paese membro del UE. In un piccolo Paese come l’Albania, dove tutti conoscono un pò tutti e dove le relazioni familiari e i legami con il klan (fisi) sono ancora di una forte impronte culturale, la polizia di Peqin ha negato tutto, ha minimizzato, si è schierata a favore del politico proprio a legittimare questa tesi. A Peqin Dash è una specie di bajraktar, e quindi conviene essere suoi amici piuttosto che nemici. La stessa cosa penserà sicuramente anche il capo-klan del suo partito, Sali Berisha, che non gli ha mai fatto una tirata d’orecchie per gli atti da teppista di Sula, anche perché lo ha da poco riconvertito come suo fedele al PD, dopo una certa tentazione di Dash per passare alla sponda del partito di Bamir Topi, nuovo rivale politico di Berisha. E quindi un Dash in meno, significherebbero meno voti per il PD a Peqin. Immaginatevi Berlusconi battersi per il suo Milan, fino a entrare in campo o sparare contro Moratti e gli arbitri. Immaginatevi l’ex-primo ministro spagnolo Aznar finanziare il Real Madrid, ai tempi in qui dirigeva il governo spagnolo. Beh, tutto ciò in Albania purtroppo non è una semplice fantasia. Fino alla prossima puntata di Dash-show, che possa Dio o il caso proteggere gli albanesi dai criminali insediati in parlamento (kolltukofagët), che girano armati per fare giustizia come nel Far-West.

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