Elezioni in Montenegro, la minoranza albanese ha appoggiato Milo Djukanovic

La giornata di elezioni in Montenegro si è conclusa: Milo Djukanovic è il nuovo presidente del Montenegro e non vi sarà un secondo turno

La giornata di elezioni presidenziali in Montenegro si è conclusa in piena normalità. Nei 1200 seggi elettorali sparsi in tutto il paese avevano il diritto di voto circa 520.000 cittadini montenegrini, tra cui anche 22.000 albanesi.

Il Partito democratico dei socialisti (Dps) al governo in Montenegro ha dichiarato in serata la vittoria del suo leader Milo Djukanovic nelle elezioni presidenziali di ieri.

“Djukanovic è il nuovo presidente del Montenegro e non vi sarà un secondo turno”, ha detto Milos Nikolic, un esponente del Dps. Ne danno notizia i media a Podgorica. Gli ultimi dati preliminari diffusi in serata parlano del 54,1% dei voti andato a Djukanovic rispetto al 33,3% ottenuto dallo sfidante Mladen Bojanic.

Erano sette i candidati in gara, anche se il vero testa a testa per la vittoria finale è stato tra Milo Djukanovic, leader del partito dei socialisti pro-Europa, e Mladen Bojanic, leader del fronte democratico a forte impronta nazionalista e pro-Serbia.

Naturalmente, gli albanesi del Montenegro si sono uniti nel votare Djukanovic, il quale – a detta degli esperti in materia di Dulcigno – sarebbe la scelta migliore non solo per i cittadini albanesi ma per tutta la strategia politica dell’area dei Balcani:

“E’ un momento critico: tutti i passi avanti fatti negli ultimi anni, sia riguardo il paese che i cittadini albanesi, verranno messi in discussione in caso di non vittoria di Djukanovic” – riferisce l’esperto Ali Sala.

Il giornalista Ismet Kallaba ha spiegato il perchè di questo forte sostegno della minoranza albanese alla candidatura di Milo Djukanovic:

“Negli ultimi 30 anni il partito di Djukanovic si è impegnato fortemente nel riconoscere i diritti dei cittadini albanesi; ma a prescindere da questo, la vittoria di Djukanovic era necessaria per tutto il paese e per i Balcani”

Le elezioni in Montenegro sono state monitorate da circa 2.000 esperti e 30 media stranieri, evidenziando così un grande interesse per il futuro di questo piccolo paese dei Balcani che sembrerebbe avere solo due strade: verso l’occidentalizzazione con conseguente adesione all’Unione Europea o tornare nel passato sotto un governo filo-serbo.

Chi è Milo Djukanovic

Entra in politica come membro della Lega dei Comunisti di Jugoslavia, all’inizio del 1989 come sostenitore di Slobodan Milošević partecipa, alla cosiddetta Rivoluzione Antiburocratica che rovescia la leadership in Montenegro. Milo divenne membro di spicco della nuova nomenclatura. Nei primi anni, insieme al presidente montenegrino, Momir Bulatović era un alleato di Slobodan Milošević.

 Nel 1991 diviene premier e nello stesso anno la Lega dei Comunisti del Montenegro è trasformata in Partito Democratico dei Socialisti del Montenegro (DPS), che da allora ha vinto tutte le elezioni multipartitiche. Durante la dissoluzione della Jugoslavia ha sostenuto le forze di Serbia e Montenegro partecipando personalmente all’assedio di Dubrovnik. Nel 1992 la Repubblica di Montenegro diventa parte della nuova Repubblica Federale di Jugoslavia.

Nel 1997 però cambia politica e ricevendo appoggio dall’Occidente si sposta su tesi indipendentistiche e anti-serbe. Perciò si vede costretto a rompere con parte della dirigenza del DPS e con lo stesso Bulatović. Nel 2006 sarà il leader dello schieramento separatista che vincerà il referendum sull’indipendenza nel 2006.

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