Tsipras: la Grecia non gioverebbe di una dissoluzione della Macedonia

Il premier ha voluto sottolineare come la Grecia non abbia alcun interesse in una possibile destabilizzazione dei suoi confini settentrionali. E' quanto viene riportato dai media greci e albanesi

In un momento in cui la maggiore attenzione in Grecia è volta all’approvazione dell’accordo di Prespa (riguardante la questione del nome con la Macedonia) da parte del Parlamento, il primo ministro greco – Alexis Tsipras – ha affermato in una trasmissione televisiva che la Grecia non ha nessun interesse in un’ipotetica situazione di scioglimento dell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, con il timore che all’orizzonte ci sia la possibilità della creazione di una Grande Albania. 

“La Grecia non ha alcun interesse riguardante una possibile destabilizzazione dei suoi confini settentrionali. Non c’è interesse nell’avere un fronte aperto in un paese che potrebbe rappresentare spazio vitale per la nostra economia e le nostre imprese.

Non abbiamo alcun interesse per una Macedonia divisa e per la possibilità di una ‘Grande Albania’ nei nostri confini.

E, naturalmente, non c’è interesse nel spendere capitale diplomatico in un momento in cui abbiamo un vicino come la Turchia che rappresenta una minaccia per noi, a differenza della Repubblica di Macedonia.” – ha affermato Tsipras.

Sull’accordo di Prespa

Per quanto riguarda, invece, il voto del parlamento sull’accordo di Prespa, Tsipras è ottimista sul fatto che si arriverà al numero necessario di voti, nonostante l’opposizione del partito indipendentista greco.

“Io non sono Gesù e non so cosa succederà in Parlamento e per il 151 voti necessari. Non credo che il signor Kameson riuscirà a rovesciare il governo e non credo che ostacolerà i piani del governo.

Credo che i numeri dimostrino che abbiamo i voti necessari. Se il partito indipendentista non appoggerà l’accordo di Prespa, sappiamo che il partito ‘potami’ è pronto a farlo.” – ha concluso il premier greco.

Prima tuttavia, come ha anche riferito Tsipras, l’accordo passerà nuovamente per il parlamento macedone – dopo ad ottobre erano già state approvate le prime modifiche costituzionali – e solo in un secondo momento, entro gennaio, passerà per il parlamento greco.

Argomenti
Close