Premio Nobel per la pace, nominati i primi ministri di Grecia e Macedonia

Zoran Zaev e Alexis Tsipras saranno nominati per aver siglato uno storico accordo tra Macedonia e Grecia.

Uno dei vincitori del premio Nobel per la pace nel 2015, l’economista tunisina Wided Bouchamaoui, ha affermato che nominerà per lo stesso premio i primi ministri di Macedonia e Grecia, Zoran Zaev e Alexis Tsipras, per aver siglato un accordo storico tra i loro paesi. 

L’accordo di Prespa, in cui entrambe le parti e i mediatori hanno messo tanta energia, è un processo eccezionalmente significativo che merita di essere nominato per il premio Nobel per la pace.” – ha detto oggi ai media Wided Bouchamaoui, aggiungendo che l’accordo può servire come modello per la risoluzione dei problemi in tutto il mondo.

La premio Nobel è attualmente nella capitale macedone, Skopje, dove nella giornata di domani presenterà ufficialmente la sua nomination in una cerimonia speciale, che altri diplomatici e politici – macedoni e greci – hanno già approvato.

Chi è Wided Bouchamaoui

Bouchamaoui, la prima donna a capo della Camera di commercio tunisina, ha ricevuto il premio Nobel come parte del team il “quartetto nazionale di dialogo” tunisino, una coalizione di organizzazioni locali della società civile.

Il premio è andato per il “contributo decisivo del quartetto alla costruzione di una democrazia pluralistica in Tunisia” sulla scia della cosiddetta rivoluzione dei gelsomini del 2011.

L’accordo tra Macedonia e Grecia

I due paesi hanno firmato uno storico accordo a giugno riguardante la risoluzione della disputa sul nome della Macedonia, dopo numerosi colloqui tenuti dall’ONU con i due paesi nella prima parte dell’anno.

L’accordo è stato firmato sulle rive del lago Prespa – il quale si estende sia su Macedonia che in Grecia  – nonostante l’aspra opposizione di destra in entrambi i paesi. Tuttavia, l’accordo deve essere ancora attuato in Macedonia – dopo l’esito negativo del referendum del 30 settembre – e, di conseguenza, essere ratificato in Grecia.

In base all’accordo, la Macedonia cambierà il suo nome in Repubblica della Macedonia del Nord per soddisfare le richieste della Grecia, che ha una regione con lo stesso nome e i cui storici hanno a lungo rivendicato la Macedonia come parte esclusiva del patrimonio ellenico.

L’accordo aprirà le porte della Macedonia alla NATO e all’adesione all’Unione Europea.

L’articolo è stato originariamente pubblicato su Balkan Insight

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