Nel Medioevo i Balcani venivano indicati come ‘Scandrebeco’

Una mappa del 1455 di Papa Nicola V mostra come il territorio dei Balcani aveva preso il nome di una persona, ovvero quello dell'eroe Giorgio Castriota Scanderbeg.

C’è un altro caso simile a quello dell’America, ovvero che un territorio prenda il nome di una persona: è accaduto, infatti, anche con il nostro eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg in una mappa geografica del 1455 di Papa Nicola V, il quale aveva indicato il territorio dei Balcani come ‘Scandrebeco’.

La scoperta di questa mappa è stata tra le cose più fortunate che mi siano accadute nella mia vita. Si tratta di un toponimo nel cuore dei Balcani meridionali, dove al centro di questo spazio presente tra il mar Adriatico e il mar Egeo c’è il toponimo Scandrebeco.” – afferma Artan Shkreli, architetto e studioso delle mappe del Medioevo.

E’ un caso straordinario in cui il nome di un territorio si identifica con il nome di un personaggio, che si identifica con il suo popolo dell’Europa di quel tempo.

La mappa è stata realizzata nel 1455 da Bartolomeo Pareto, che era un cartografo che riforniva il Vaticano con mappe geografiche. Era una persona fidata di Papa Nicola V.” – ha continuato lo studioso Artan Shkreli.

La particolarità di Genova nella mappa

Parliamo di due genovesi, ecco perché Genova nella mappa è più grande in rapporto alle altre città. Senza dubbio che Genova nel XV secolo fosse tra le più importanti città d’Europa, perché era una delle Repubbliche.

Come anche Venezia. Erano le Repubbliche marinare che controllavano le rotte per il Mediterraneo.” – chiarisce Artan Shkreli.

Ma perché questa mappa ha così tanto importanza?

Scanderbeg, in questo caso, assume il ruolo di un importante eroe europeo qui. La mappa dimostra in maniera definitiva come l’eroe fosse diventato un mito e una leggenda dopo la sua scomparsa.

Tutta l’enfasi attribuita alla sua figura dopo la morte, tuttavia, era di gran lunga minore rispetto a ciò che Scanderbeg aveva dimostrato in vita.” – conclude Artan Shkreli.

La mappa rimarrà esposta al pubblico per due settimane nella sede del primo ministro. Successivamente tornerà alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dove verrà conservato.

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