Storia

Giuseppe Sporeno “Scodrensis”: uno scrittore Scutarino scrive la storia di Friuli

Sporeno Giuseppe “Scodrensis” o “Scutarinus” (1480 - 1560) notaio, letterato

Sporeno Giuseppe “Scodrensis” o “Scutarinus” (1480 – 1560) notaio, letterato

Nato a Udine intorno al 1490 (per un refuso si legge 1590 nel Liruti), notaio, fu attivo nella vita del collegio notarile cittadino.

Il nonno era originario da Scutari; di qui l’appellativo “Scodrensis” o “Scutarinus” con cui egli stesso si sottoscriveva. Educato alla scuola umanista locale, autore di versi latini in esametri e di una descrizione di Forumiulium in cinque libri, fu particolarmente apprezzato dal Liruti per la sua erudizione ed eleganza stilistica.

Informazioni
 1490 circaUdine
 maggio 1560Udine
Forma alternativa ScodrensisScutarinus
Attività notaioletterato
Morì a Udine nel maggio 1560, come ricordato nel registro dei verbali del 2 giugno 1560 delle sedute del collegio dei notai, a conferma della data fornita da Gian Giuseppe Capodagli, mentre il Liruti ipotizzava che lo S. potesse essere vissuto fino al 1561, in quanto un suo epigramma per la morte di Irene di Spilimbergo è inserito nella raccolta a lei dedicata e pubblicata a Venezia nel 1561 dai fratelli Guerra.

Il Liruti possedeva un autografo di poesie latine (Iosephi Sporeni carmina autographa, n. 57 dell’indice dei manoscritti di proprietà Liruti), rivolte a vari luogotenenti e personaggi con cui lo S. intratteneva rapporti di amicizia e stima, tra cui Mario Savorgnan, il patriarca Marino Grimani, Cornelio Frangipane il Vecchio, Romolo Amaseo.

Tale codice attualmente si conserva nel fondo principale manoscritti della Biblioteca civica Joppi di Udine; un apografo di mano di Domenico Ongaro è conservato nel fondo Joppi. Il Liruti dedicò ampio spazio a Forumiulium, di cui curò la pubblicazione con una sua prefazione e note integrative nel terzo tomo della Miscellanea di varie operette edita a Venezia nel 1740.

In Forumiulium lo S., in linea con quegli scritti che a partire dal Sabellico vogliono nobilitare la città di Udine, le attribuisce un’origine romana, da “Atina”, città ipotizzata non barbara, come vorrebbero alcuni scrittori, ma città del Lazio, provincia da cui sarebbero giunti quei coloni che fondarono Aquileia.

Paolo Fistulario nel ricordare l’edizione dei cinque libri dello S., pur essendo convinto, ma per altre ragioni, del ruolo centrale di Udine sul territorio del Friuli, li giudica di parte, allo stesso modo dei lavori di Ercole Partenopeo o di Enrico e Gian Francesco Palladio, «pieni certamente di brio e d’erudizione, non così forse di buona critica e di storica sincerità».

(Liliana Cargnelutti)


Bibliografia

ASUCollegio dei notai, 5/22, f. 71v; mss BCUPrincipale, 107, 108, Iosephi Sporeni liber carminum; Ibid., Joppi, 101, Carmina ex codice qui ad autographum expressus est diligentissime; Ibid., Principale, 877/11, Index mss. Io(hanni). Ios(ephi) Lir(uti) eiusdem.

G. SPORENO, Forumiulium, in Miscellanea di varie operette, a cura di G.G. LIRUTI, Venezia, G.M. Lazzaroni, 1740.

MAZZATINTI, Inventari, n. 107-108, 30; CAPODAGLI, Udine illustrata, 402; LIRUTI, Notizie delle vite, III, 255-259; P. FISTULARIO, Discorso sopra la storia del Friuli detto nell’Accademia di Udine Addì X Maggio dell’Anno MDCCLIX, Udine, Accademia di Udine (s.n.t.), 1769, XLI-XLII; SOMEDA DE MARCO P., Notariato, 77-78.


Questo articolo è disponibile anche in lingua albanese dal titolo “Giuseppe Sporeno “Scodrensis”: një shkrimtar Shkodran shkruan historinë e rajonit Friuli në Itali” di Gino Luka.

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