Storia

Cultura albanese a Ca’ Foscari

Articolo di Elira Molla*

Nei giorni 9 e 10 dicembre, nella sede di Palazzo Vendramin dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, si è tenuto il Secondo Convegno di Studi Balcanici “Ca’Foscari, Venezia e i Balcani”a cura del CiSBI (Centro interdisciplinare di Studi Balcanici e Internazionali).

Fra i tanti interventi, numerosi quelli di specifico soggetto albanese:

– Sokol Suparaku: Alcune tendenze identitarie nell’Albania post-moderna;

– Sauro Gelichi – Lara Sabbionesi: Bere e fumare ai confini dell’Impero. Caffé e tabacco in una città ottomana del Montenegro (la città esaminata era Stari Bar, cioè la città vecchia di Antivari, Tivar in albanese);

– Mehmet Tütüncü: New Ottoman Inscriptions from South Albania (including “Graffiti” and inscriptions from Delvina) ;

– Maurizio Boriani: La cooperazione internazionale nel campo dei Beni culturali. Il caso dell’Albania:

– Mariacristina Giambruno: Il restauro dell’hamam di Delvina ovvero delle difficoltà del restauro in Albania ;

– Gianclaudio Macchiarella: Storia “segreta” del monastero di San Nicola a Mesopotam (Albania).

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Nell’ambito di tali lavori, il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari ha organizzato la presentazione degli atti del convegno internazionale del 2011 La scrittura obliqua di Ismail Kadare.

L’occasione ha rinnovato la cadenza biennale degli incontri veneziani dedicati a Kadare dal 2007 fino a oggi, a cura dei Dipartimenti di Ca’Foscari, in collaborazione con il CiSBI, Marco Polo System g.e.i.e., e l’associazione di promozione intenazionale Kontakt.

La sessione si è articolata negli interventi di Andrea Bonifacio, che ha illustrato recenti manifestazioni artistiche di cooperazione italo-albanese, tra cui l’evento di Tirana dedicato a Claudio Magris; Paolo Muner sul tema: E anche Kadare si preparò alla Grande Guerra, analizzando il romanzo “Viti i mbrapste” inedito in Italia (L’anno nero, 1985) ed il film che ne è stato tratto, “Koha e kometes” (Il tempo della cometa), di Fatmir Koci, Albania, 2008; Matteo Vercesi: Leggere e interpretare Kadare voce d’Europa, dedicato all’esame del citato volume “La

scrittura obliqua di Ismail Kadare / L’écriture oblique d’Ismaïl Kadaré – Balcanistica e comparatistica”, a cura di Alessandro Scarsella e Giuseppina

Con la pubblicazione di questo volume è giunto a compimento il percorso di ricerca avviato dai docenti Giuseppina Turano e Alessandro Scarsella con il convegno “Leggere Kadare” (atti Biblion, 2008) e il successivo “Kadare europeo e la cultura albanese oggi” (atti Bulzoni, 2011). 

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L’indagine a tappeto sull’opera e la personalità di Ismail Kadare, ha consentito non solo di esplorare temi, motivi e linguaggio del maggior interprete della storia e della cultura albanese moderna, ma anche di valutarne le ricadute in termini di ricezione nella traduzione letteraria e nei media, nel cinema, nonché nell’ambito della comprensione interculturale e della cooperazione.Turano (Granviale Editori, Venezia, 2013), con saggi di: Gianpiero Ariola, Giovanni Belluscio, Katiuscia Darici, Ariane Eissen, Delphine Gachet, Maria Teresa Giaveri, Peter Morgan, Albert Morales Moreno, Paolo Muner, Alessandro Scarsella, Stefano Trovato, Giuseppina Turano, Gloria Julieta Zarco, e introduzione di Paolo Ruffilli.

Elira Molla *Elira Molla, nata a Durazzo nel 1988, studentessa al secondo anno del corso di laurea magistrale in Scienze del Governo e Politiche Pubbliche presso l’Università degli studi di Trieste. Presidente dell’ASAT (Associazione Studenti Albanesi Università di Trieste).

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