Ritrovato un manoscritto sconosciuto di Marino Barlezio in Francia

Un evento raro per la cultura albanese, in quanto analizzando i dati rivelati dal manoscritto mutano radicalmente alcuni dati storici

Alla Conferenza Internazionale di Albanologia dedicata a Giorgio Castriota nel 550° anniversario della sua morte, la famosa studiosa italiana Lucia Nadin e Prof. Aurel Plasari, hanno presentato per la prima volta in Albania un manoscritto sconosciuto di Marino Barlezio (in albanese Marin Barleti)

Marino Barlezio, nato e cresciuto a Scutari, allora parte della Repubblica di Venezia, è considerato il primo storico albanese. Scrittore, religioso e umanista albanese è conosciuto per la sua opera in latino De obsidione Scodrensi, (assedio di Scutari del 1478) pubblicata nel 1504 a Venezia. Fu autore dell’Historia de vita et gestis Scanderbegi Epirutarvm Principis, Roma, 1508-10, una biografia dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, narrazione delle gesta dell’eroe in forma di poema epico-lirico.

Il manoscritto, presso la Biblioteca Nazionale di Francia, risale al 1501-1502. Dopo molte ricerche la ricercatrice afferma che il ritrovamento del manoscritto getta  luce su alcuni dettagli dell’Assedio di Scutari De obsidione Scodrensi, pubblicato in precedenza.

Secondo la ricercatrice, questa versione è interessante perché ci invita a un confronto del lavoro di Marino Barlezio con quello di Marino Becichemo, nato a Scutari (in albanese Marin Beçikemi), compatriota e contemporaneo di Barlezio. Il ricercatore Aurel Plasari ha anche valutato l’importanza e la differenza delle due pubblicazioni le quali trattano lo stesso evento storico.

Per la studiosa italiana Nadin, questo è un evento raro per la cultura albanese, in quanto analizzando i dati rivelati dal manoscritto mutano radicalmente alcuni dati storici. Dal manoscritto si sostiene che Barlezio possiede dati risalenti alla fine del 1400, e questo ci fa capire che ha utilizzato nella sua storiografia anche documenti precedenti che si avvicinano proprio al periodo in cui visse Giorgio Castriota.

La versione pubblicata dell”Assedio di Scutari” è considerata la prima opera della letteratura storiografica albanese. Con il ritrovamento di questo manoscritto in Francia, si apre un nuovo capitolo di ricerca sulla storia di Giorgio Castriota Scanderbeg.  Il manoscritto si trova alla Bibliothèque nationale de France, a Parigi. Cote: Manuscrits Latins No. 6163.

La professoressa italiana Lucia Nadin, è nota in Albania per il suo contributo nel campo della ricerca storica sui rapporti tra la Repubblica di Venezia e l’Albania.

Anno Di Scanderbeg, Lucia Nadin
La ricercatrice Lucia Nadin

Principalmente si è resa famosa per aver mostrato, in oltre vent’anni di ricerche, nuovi elementi di conoscenza circa la storia e la cultura albanese. Inoltre per il ritrovamento del testo degli Statuti di Scutari (il più antico testo legislativo prodotto in territorio albanese giunto fino a noi, una chiara testimonianza dell’Albania costiera e dei centri urbani e uno straordinario incontro di culture); ha studiato i modi di scrittura di Marino Barlezio e i legami con il suo editore Bernardino de Vitali; l’apparato figurativo del Messale di Giovanni Buzuku e il mondo editoriale veneziano; la creazione nell’arte e nella tradizione teatrale del Mito di Giorgio Castriota Scanderbeg a Venezia; ha dato indicazioni importanti a proposito di indagine da seguire, in futuro.

L’Università di Tirana ha conferito alla professoressa Lucia Nadin il titolo Laurea Honoris Causa.

Il professore Aurel Plasari, scrittore, traduttore, è stato direttore della Biblioteca Nazionale d’Albania. Dal 2010 ha conseguito il titolo di Professore. Nel Master di Secondo livello di Scienze bibliotecarie, organizzato per la prima volta nel sistema educativo albanese, ha sviluppato la nuova materia “Introduzione all’albanologia”.

La Biblioteca Mazzarino è classificata come museo ed è la più antica biblioteca pubblica di Parigi e di tutta la Francia. È stata fondata dal cardinale Mazzarino, e si trova all’interno dell’edificio ora conosciuto come l’Institut de France.

Il cardinale Mazzarino era il primo ministro e consigliere del re Luigi XIV, che era anche un avido collezionista di arte e di diamanti, alcuni dei quali sono ancora conservati e in mostra all’interno del museo Muse du Louvre.

Alla Biblioteca Mazzarino (Bibliothèque Mazarine), ci sono oltre 600.000 volumi stampati di cui circa 180.000 datati tra il XVI e il XVIII secolo, circa 4000 manoscritti e oltre 2000 incunaboli, che sono fondamentalmente libri stampati, opuscoli o copioni che normalmente risalgono a prima l’anno 1500.

La maggior parte dei libri sono in francese e latino, ma ci sono anche numerose copie in italiano, inglese e spagnolo, molte delle quali risalgono anche prima del 1800. Poiché alcuni libri sono così rari, come una Bibbia di Gutenberg chiamata anche Bibbia Mazzarina, questi sono custoditi all’interno di vetrine a causa della loro età e fragilità.


Zbulohet dorëshkrimi më i hershëm i ‘Rrethimit të Shkodrës’ shkruar nga Barleti

Argomenti

Potrebbe interessarti anche

Close