📙 Io sono una burnesha. Viaggio nell’Albania delle vergini giurate

Io sono una burnesha è la storia di una tradizione albanese. In lingua italiana le chiamiamo “vergini giurate”

Le burnesha sono donne che dichiarano alla società di voler perdere i loro connotati femminili, e con essi il loro ruolo di moglie e madre, giurando sulla propria verginità per poter assumere diritti e responsabilità maschili: dai lavori agli abiti, dai vizi ai ritrovi, usi e privilegi altrimenti preclusi dagli antichi codici, tuttora vigenti, che regolano quella società per certi versi arcaica.

Viaggio nell'Albania delle vergini giurate
  • Eva De Prosperis
  • Editore: Villaggio Maori
  • Edizione n. 1 (10/09/2017)
  • Copertina flessibile: 140 pagine

L’autrice Eva De Prosperis, giornalista, insieme ad altri due compagni di viaggio, attraversa l’Albania diretta alle Montagne Maledette, la catena montuosa tra Albania e Kosovo, e dei suoi villaggi isolati nei quali vive ancora un mondo antico, fatto di lavoro, alcool e solitudine.

Riesce così ad assemblare un insieme di ritratti e storie, che raccontano di una nazione sempre più protesa verso l’Europa ma che non ha dimenticato il suo passato comunista e che, in quelle aree lontane dalle coste e dalla moderna Tirana, stenta ancora a raggiungere la modernità, in parte desiderata e in parte temuta.

Tante sono le tradizioni arcaiche scoperte durante gli incontri con le famiglie albanesi: il valore sacro dell’ospitalità, gli obblighi matrimoniali, le faide familiari e le vendette. A raccoglierle è il Kanun, un insieme di leggi che si tramanda di generazione in generazione dal XV secolo, ancora oggi custodito in forma di libro presso alcune famiglie.

Le interviste realizzate alle vergini giurate incontrate lungo il percorso ritraggono donne divenute uomo di tutte le età, dai 90 ai 35 anni, che parlano della loro scelta, della transizione di genere, della loro quotidianità. Skurtan, Bedrie, Dile, Ilmie e altre ancora sono le burnesha d’Albania che hanno parlato alle telecamere di Eva, ormai consapevoli di vivere in una società che non sembra più aver bisogno di tale sacrificio, ma che vivono il loro stato con onore e con la consapevolezza di essere, ormai, le ultime.
Il testo è accompagnato, inoltre, da una selezione di foto dedicate non soltanto alle vergini giurate ma all’itinerario di viaggio nella sua interezza. Oltre che il libro, frutto di questa esperienza è stato anche un documentario dal titolo “Io sono una burnesha”.

Reportage e pellicole cinematografiche hanno più volte provato a descrivere la realtà delle burnesha, le vergini giurate d’Albania, traendo spesso conclusioni che hanno offeso le protagoniste di questa scelta. Non si tratta di un travestimento o di una questione di genere: le burnesha sono donne che rinunciano alla propria femminilità e scelgono l’identità sociale di uomo per conquistare diritti, ma anche responsabilità, altrimenti loro preclusi dalla società arcaica in cui vivono.

Io sono una burnesha, attraverso le loro parole, racconta di quella parte d’Albania ancora ai margini della modernità, di un mondo antico ma vivo nei villaggi delle Montagne Maledette, di un Paese che sogna l’Europa e nel quale presto, per loro, non ci sarà più posto.

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