Letteratura Albanese

Dritëro Agolli, nei suoi romanzi il linguaggio popolare della sua terra

Dritëro Agolli ha conservato nei romanzi il linguaggio popolare della sua terra, sfidando un certo disprezzo degli albanesi nei confronti del mondo contadino

Dritëro Agolli, scrittore albanese è nato il 13 ottobre del 1931, a Menkulas di Devoll, distretto di Korça (sudest dell’Albania). Autore fecondissimo di poesie, racconti e romanzi, nell’ambito della letteratura del suo paese ha costituito una voce particolarmente umana e sincera.

Vita e opere di Dritëro Agolli

Ha compiuto gli studi universitari a Leningrado, laureandosi in filologia. Ha esordito come poeta con la raccolta Në rrugë dola (“Sono uscito per strada”, 1958), scegliendo temi agresti che esaltano le sue radici contadine. Il rifiuto dell’intimismo lirico a favore di una linea oggettiva e ottimista, inneggiante al progresso sociale, connota tutta la prima fase della produzione poetica di Agolli, da Hapat e mija në asfalt (“I miei passi sull’asfalto”, 1961) a Udhëtoj i menduar (“Passeggio pensieroso”, 1985).

La raccolta Pelegrini i vonuar (“Viandante attardato”, 1993) segna una svolta radicale: caduti i vecchi idoli, Agolli ripercorre il proprio cammino, adottando cadenze liriche e toni riflessivi. Sulla stessa linea si colloca la successiva Gdhihet dhe ngryset (“Fa giorno e imbrunisce”, 2000), significativo esito di una tormentata ricerca.

Altrettanto complessa e ricca la produzione narrativa, che trova il suo motore primo nella contrapposizione tra mondo contadino e mondo cittadino, mentalità borghese e mentalità progressista, condotta spesso sul registro dell’ironia. Accanto a novelle (Njeriu i mirë, “Il buonuomo”, 1973), Agolli ha pubblicato numerosi romanzi, tra i quali: Njeriu me top (“L’uomo col cannone”, 1975), evocazione epica e insieme ironica della guerra di liberazione; Shkëlqimi dhe rënia e shokut Zylo (“Ascesa e caduta del compagno Zylo”, 1973), critica sarcastica alla burocrazia; Kalorësi laqurik (“Il cavaliere nudo”, 1996), romanzo in cui s’intrecciano amori sullo sfondo della crisi della società; Arka e djallit (“Lo scrigno del diavolo”, 1997).

Il film dal titolo “I teti në bronz” (Gloria ai caduti) è tratto dal suo romanzo “Komisari Memo”. Gli sceneggiati “Njeriu i mirë” (Una bella persona), “Apasionata”, “Njeriu me top” (L’uomo con canone) sono tratti dai suoi omonimi romanzi.

Dritëro Agolli è conosciuto anche come traduttore, portando dall’inglese poesie da Robert Burns e dal francese Pol Elyar, mentre dal russo ha portato in albanese opere dei più noti poeti del 19° sec., Puŝkin, Achmatovan, Blok, Lermontov.

Alcune sue opere sono state tradotte in Paesi come Italia, Francia, Germania, Grecia, Russia. In Italia sono stati pubblicati: “Il commissario Memo” (2004, Ed. Insieme), “Ascesa e caduta del compagno Zylo” (1993, Argo), “Novelle” a cura di E. Miracco (1999, Marco).

“L’uomo ha bisogno di canti, di leggende, di meraviglie rare, delle foglie, dei rami, di verità, di favole” Dritëro Agolli, Madre Albania

Poesie tradotte su “Casa della Poesia”

Bibliografia in lingua albanese

  • Mesditë, (1969)
  • Komisari Memo, (1970)
  • Shkëlqimi dhe rënia e shokut Zylo, (1973)
  • Njeriu me top, (1975)
  • Nënë Shqipėri, (1976)
  • Trëndafili në gotë, (1980 )
  • Mosha e bardhë, (1985)
  • Njerëz të krisur, (1995)
  • Shpirti i gjyshërve 101 këngë, (1996)
  • Vjen njeriu i çuditshëm, (1996)
  • Teshtimat e lirisë. Njeriu, (1997)
  • Zhurma e erërave të dikurshme, (1999)
  • Gdhihet e ngryset, (2000)
  • Dështaku, (2000)

Bibliografia italiana

  • Il Commissario Memo, Ed. Insieme, 2004.
  • Ascesa e Caduta del Compagno Zylo, A cura di G. Schiraldi;Traduzione di F. Cezzi;ARGO, Lecce, 1993
  • Madre Albania, Casa Editrice “8 Nėntori”,Tirana, 1975.( Scritto negli anni 70, in occasione del trentennale della Liberazione dell’Albania e della rivoluzione popolare.)
  • Novelle, MARCO ED., 1999

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