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La pensione dei rimpatriati albanesi: grazie all’INAS Albania sta diventando realtà

I cittadini albanesi che hanno vissuto e lavorato in Italia avranno l’opportunità di usufruire delle pensioni in relazione al periodo di tempo in cui hanno versato i contributi

I cittadini albanesi che hanno vissuto e lavorato in Italia avranno l’opportunità di usufruire delle pensioni in relazione al periodo di tempo in cui hanno versato i contributi.

Si tratta della pensione dei rimpatriati, prevista dalle legge italiana per paesi come l’Albania che non hanno accordi bilaterali in quanto a protezione sociale.

“In caso di rimpatrio definitivo i lavoratori extracomunitari con contratto di lavoro non stagionale mantengono i diritti pensionistici maturati in Italia e possono usufruire di questi diritti anche se non vi è alcun accordo bilaterale tra l’Italia e il loro paese d’origine” – dice chiaramente la legge italiana

Si differenziano, tuttavia, due casi, a seconda se la pensione viene calcolata attraverso i contributi versati o attraverso lo stipendio percepito:

  • Se i lavoratori extracomunitari rimpatriati sono stati assunti dopo il 1 Gennaio del 1996 (anno della riforma Dini), al raggiungimento dell’età prefissata possono percepire la pensione in base ai contributi versati anche se non hanno raggiunto i 20 anni di contributi richiesti.
  • Se i lavoratori extracomunitari rimpatriati sono stati assunti prima del 1 Gennaio 1996, al raggiungimento dell’età prefissata possono percepire la pensione in relazione al sistema contributi-stipendio esclusivamente se hanno raggiunto i 20 anni di contributi richiesti
In pratica, secondo la legge italiana, per i rimpatriati che hanno lavorato in Italia prima del 1996 vale la pensione minima come se vivessero ancora nel bel paese.

Invece, è interessante notare che i rimpatriati assunti dopo il 1 Gennaio del 1996  potranno percepire la pensione anche se non hanno raggiunto i 20 anni di contributi richiesti. Ovviamente non si tratta di un regalo del sistema italiano: i rimpatriati del primo caso, infatti, percepiranno soltanto quanto hanno versato di contributi.

La pensione dei rimpatriati non ha niente a che vedere con quello che da molti anni gli albanesi d’Italia cercano di ottenere; ovvero un accordo bilaterale tra Albania e Italia sulla previdenza sociale che permetta loro di raccogliere gli anni di contributi versati in Italia e in Albania attraverso una pensione dignitosa che racchiuda tutti gli anni lavorativi. Finora questo accordo è stato raggiunto soltanto con alcuni stati: l’ultimo siglato con la Germania, entrato in vigore il 1 Dicembre del 2017 dello scorso anno.

Tuttavia il diritto di percepire una piccola pensione (per gli assunti dopo il 1996) o relativamente consistente (per gli assunti prima del 1996 che hanno raggiunto i 20 anni di contributi) è molto importante, ma spesso poco conosciuto e molto difficile da realizzare.

Infatti, la richiesta deve arrivare dall’Albania e trattandosi principalmente di anziani rimpatriati il protocollo diventa alquanto difficile. Ad aiutare questi anziani c’è il patronato aperto in Albania dal sindacato italiano CISL.

In un’intervista per Shqiptari i Italisë , la direttrice Beskida Aliaj ha spiegato in quale modo stanno aiutando gli anziani che hanno lavorato in Italia per avvalersi del loro diritto pensionistico:

Quali condizioni devono soddisfare i pensionati albanesi per percepire la pensione anche dall’Italia?

Proprio come in Italia il primo criterio riguarda l’età. Per ricevere la pensione da rimpatriato, la persona interessata deve aver raggiunto 66 anni e 7 mesi. La seconda condizione, invece, è l’avere un minimo di 5 anni di contributi se ha iniziato a lavorare in Italia dopo il 1 Gennaio 1996. Parliamo di cittadini che sono rimpatriati definitivamente in Albania e che, quindi, non hanno più la residenza italiana.

Quanti casi avete seguito?

Il lavoro cresce giorno dopo giorno. Sono molti gli albanesi tornati in patria dopo aver vissuto e lavorato in Italia per un determinato e periodo e che ora, al raggiungimento dell’età pensionabile, bussano alla nostra porta per ricevere informazioni ed assistenza. Da settembre ad oggi, 44 anziani hanno iniziato ad avvalersi di questo diritto. Nel frattempo stiamo lavorando a circa altri 100 casi pensionistici simili.

Come aiutate queste persone?

Verifichiamo se soddisfano i criteri richiesti, mostriamo loro la documentazione necessaria per l’avvio del protocollo e come qualsiasi patronato in Italia inviamo la richiesta all’INPS.

L’Italia e l’Albania non hanno ancora stipulato un accordo bilaterale di previdenza sociale. Se dovesse accadere in futuro, quale paese pagherà la pensione dell’emigrato, l’Italia o l’Albania?

Supponiamo che un emigrato albanese lavori 19 anni in Italia e 14 in Albania: non percepirà pensione nè in Italia, poichè non ha raggiunto i 20 anni minimi di contributi richiesti, nè in Albania, poiché non ha raggiunto i 15 anni minimi di contributi richiesti. 33 anni di lavoro e sudore che non permetterebbero alcuna pensione. Quindi, in caso di accordo bilaterale, è possibile ottenere il diritto pensionistico da entrambi i paesi, ovunque l’emigrato decidi di risiedere. Ogni stato contribuirà all’importo della pensione in relazione agli anni di contributi versati.

Cosa rappresenta il patronato INAS-CISL in Albania?

Il patronato INAS opera da 60 anni. Questa istituzione è nata dalla necessità di protezione dei sindacati e dei sindacalisti, per proteggere i lavoratori dalle ingiustizie che potrebbero essere fatte dall’amministrazione statale sia riguardo la previdenza sociale e sia riguardo altri problemi sociali. Ha circa 700 uffici in Italia e molti altri in altri paesi dove c’è forte presenza di emigrazione italiana.

Con questi paesi esistono accordi bilaterali grazie ai quali gli emigrati italiani percepiscono la loro pensione di contributi in Italia senza doversi recare nel loro paese natale. E visto che ci sono molti albanesi che vivono e lavorano in Italia, alcuni anni fa è stato necessario istituire un ufficio INAS in Albania, che protegge ovviamente anche i datori di lavoro e gli impiegati italiani presenti nel nostro paese.

In che modo possono contattarvi i pensionati interessati per informarsi riguardo il loro possibile diritto di una pensione in Italia?

Il nostro ufficio si trova a Tirana, in zona Bllok in via Andon Zako Cajupi, dietro la scuola Edith Durham. Abbiamo anche un profilo ufficiale su Facebook e un numero dove chiunque può contattarci: 0683448188.


Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Shqiptari i Italisë in lingua albanese


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