La Spezia Short Movie: Intervista a Paola Settimini e Daniele Ceccarini

Intervista a Paola Settimini, autrice e direttrice artistica del La Spezia Short Movie ed a Daniele Ceccarini, presidente del Premio

La Spezia – Sono stati annunciati i nomi dei 10 finalisti del La Spezia Short Movie 2018 scelti tra 976 cortometraggi provenienti da 70 paesi. La terza edizione del Festival si svolgerà dal 2 al 4 marzo alla Spezia. La cerimonia di premiazione il 4 marzo presso La Mediateca Regionale Ligure Sergio Fregoso.

I 10 finalisti del La Spezia Short Movie 2018

  • Che fine ha fatto l’inciviltà? di Delio Colangelo
  • El Lucero di Patricia Galan e Marco Alvarez (Spagna)
  • La barba di Alfredo Mazzara
  • La giornata di Pippo Mezzapesa
  • L’aria del moscerino di Oliver Krause (Germania)
  • Lettere a mia figlia di Giuseppe Alessio Nuzzo
  • Maramandra di Lele Nucera
  • The Box di Merve Çirişoğlu (Turchia)
  • Triunfadores di Joseba Alfaro (Spagna)
  • The Unmissing part di Ahmed Alkhudhari (Iran)

La combinazione di emozioni umane in un cortometraggio

Se volete fare un film, non acquistate un’ auto. Prendete il metro, l’autobus o camminate. Osservate da vicino le persone che vi circondano. (Fritz Lang)

La nostra quotidianità è costituita da svariati piccoli eventi, incontri, storie, personaggi, da cui volendo prenderne spunto, investendovi un’impronta artistica e le dovute capacità, si potrebbero realizzare differenti cortometraggi.

Oggigiorno, per la verità, ci sono molti giovani che in maniera amatoriale si divertono a realizzare dei cortometraggi.

Allo stesso tempo, c’è una particolare categoria che si è attivata con l’avvento del web, quella dei comici del web, ad esempio, i quali in Italia e nel mondo, con le loro fantasie e risorse, realizzano dei video divertenti in modo fai da te. Abbiamo i fashion blogger, gli youtubers ecc.

Tutte, persone caratterizzate dal denominatore comune: la giovane età, e in seguito da una forte dose di creatività e dalla voglia di emergere, indipendentemente dalle proprie possibilità e dei contesti, di raccontarsi e di raccontare l’essenza delle loro esperienze di vita attraverso l’arte, nelle sue svariate sfaccettature.

E questo è un valore aggiunto per la nostra società…

La Spezia Short Movie

Intervista a Paola Settimini, autrice e direttrice artistica del La Spezia Short Movie ed a Daniele Ceccarini, presidente del Premio.

Detto questo, professionalmente parlando, la realizzazione di un Festival vero e proprio del Cortometraggio, quali responsabilità comporta, sia per gli attori, registi, sceneggiatori ecc, che per gli organizzatori stessi?

Paola: In Italia il cinema vive anche grazie ai festival. Sono centinaia, grandi e piccoli, più o meno prestigiosi ma tutti di grande importanza, perché contribuiscono indubbiamente alla formazione culturale del pubblico, permettono la visione e la divulgazione di film che diversamente non troverebbero spazio.

Come organizzatrice l’unica responsabilità che sento è quella della selezione: i corti arrivati per questa terza edizione per esempio sono stati quasi mille e arrivare a selezionare i dieci finalisti non è stato per nulla facile perché davvero la maggioranza era di altissima qualità sotto tutti i punti di vista, dalla regia alla fotografia alla capacità attoriale degli interpreti.

“La potenzialità di un cortometraggio”: In maniera concisa, in pochi minuti, in modo esplicito o non, ma essenziale, combinando vari elementi, concentrare ergo, in un unico e breve filone, messaggi dal significato importantissimo. Cosa richiede la buona riuscita di questo?

Daniele: i cortometraggi costituiscono un mezzo unico e di grande potenzialità per l’espressione della creatività di un artista, consentono un’indipendenza estetica e narrativa e offrono la possibilità di creare messaggi importanti condensati in pochi minuti.

Nel corso della storia del cinema infatti molti registi hanno usato questo mezzo per le loro sperimentazioni. Oggi il cortometraggio è parte integrante dei grandi concorsi cinematografici come Berlino, Cannes e Venezia.

Sono opere che possiedono un linguaggio con una logica e una struttura ben precisa che può avere carattere narrativo, di documentario o sperimentale. Aspetti fondamentali per la buona riuscita di un corto sono la forza dell’idea di partenza e la capacità di mantenere un buon ritmo narrativo.

Quanta voglia di fare e di esprimersi attraverso l’arte del cortometraggio Lei nota nei giovani di oggi, quelli italiani e quelli da tutto il mondo?

Nei pezzi che vi sono arrivati per il concorso, quale è stato il rapporto Italia – Estero per la partecipazione, quale la percentuale dei giovani italiani partecipanti al concorso, in rapporto a quelli stranieri?

Paola: Oggi il mondo del cortometraggio è la palestra dove nascono e crescono i migliori talenti del cinema, in ogni angolo del pianeta, anche grazie alle conquiste del digitale. Quest’anno abbiamo ricevuto circa mille corti da 70 Paesi, gli italiani sono 110.

-Da quest’anno, il concorso si svolge anche con il patrocinio della Rai e del Ministero della Cultura dell’Albania.

Come nascono i contatti tra Italia, la vostra istituzione del Festival del cortometraggio e l’Albania? Avete assistito già ad eventi simili organizzati in Albania?

Paola: Da questa terza edizione ogni anno dedicheremo un focus alla cinematografia di un Paese straniero, proponendo cortometraggi e film, incontri con registi, autori e personalità legate al cinema di quel Paese.

Penso che il cinema possa essere un potente mezzo per creare ponti culturali, conoscenza e scambio reciproco e mai come in questo momento storico ne abbiamo bisogno.

La scelta è caduta sull’Albania perché è un Paese molto vicino e storicamente legato all’Italia, ma in realtà davvero poco conosciuto dalla maggioranza degli italiani.

Abbiamo quindi preso i primi contatti con l’Ambasciata d’Albania a Roma nel mese di settembre, dove abbiamo trovato grande disponibilità ed entusiasmo nell’appoggiare l’iniziativa, poi a novembre siamo stati a Tirana in occasione del Tirana Film Festival.

La prima serata della manifestazione è dedicata proprio all’Albania.
Quali sono le vostre aspettative sulla rappresentazione artistica albanese in merito, attraverso la proiezione di un determinato film, scelto per la performance nel vostro evento. Come considerate l’andamento attuale cinematografico albanese?

Daniele: Il cinema albanese da tempo sta cercando di emergere in campo internazionale, riscattandosi da un passato silenzioso e marginale e noi siamo davvero orgogliosi di poter dare un piccolo contributo facendolo conoscere al nostro pubblico.

Quest’anno infatti avremo con noi lo scrittore e sceneggiatore Ylljet Aliçka e la proiezione, tra gli altri, del suo corto Plastic Flower, il regista Gentian Koçi e la proiezione del suo film Daybreak e il direttore del Tirana Film Festival Agron Domi.

I film albanesi, così come molti altri dell’area balcanica, meriterebbero davvero più spazio a livello internazionale.

Se Il Festival La Spezia Short Movie oggi si ritrova alla sua terza edizione, qual è il vostro bilancio in merito? Soddisfatti dei risultati? E del riscontro delle istituzioni?
Il pubblico come attende l’evento in città?

Paola: siamo certamente soddisfatti perché nonostante la penosa assenza di contributi che caratterizza spesso tutti gli ambiti culturali riusciamo a crescere, creando sinergie ed aggregando professionalità importanti.

Anche il pubblico cresce e da quest’anno possiamo offrire ad un discreto numero di studenti della scuola superiore l’opportunità di fare l’alternanza scuola-lavoro all’interno del festival che durante tutto l’anno è attivo con organizzazione di rassegne, proiezioni, incontri con autori, registi etc.

Un aneddoto che durante questi eventi Le è rimasto impresso, collegato ad un dettaglio particolare: un cortometraggio specifico italiano o straniero, una interpretazione, una trama …?

Daniele: i cortometraggi che mi hanno colpito ed emozionato sono stati diversi, davvero non saprei quale citare.

Posso però dire che un momento particolarmente emozionante è stato l’incontro con Adriano Aprà, uno dei massimi esperti e storici del cinema che abbiamo in Italia e che abbiamo ospitato nella prima edizione del festival. Aprà era stato davvero disponibile nello scrivere la prefazione al mio libro “Enzo Ungari, il mangiatore di film” qualche mese prima e poterlo conoscere di persona e parlare con lui di cinema è stato particolarmente stimolante.


Albania News è media partner del festival La Spezia Short Movie

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