Mondo Donna

Amazona Hajdaraj vince il Premio Speciale Torino Film Festival al Concorso Lingua Madre

Perù, Bosnia ed Erzegovina, Repubblica Democratica del Congo: sono questi i paesi di provenienza delle tre vincitrici del X Concorso letterario nazionale Lingua Madre. Un altro prestigioso riconoscimento va all’albanese Amazona Hajdaraj Bashaj, che  ha vinto il Premio Speciale Torino Film Festival con il suo racconto Cara mamma. La giuria nell’assegnare il premio ha scritto la seguente motivazione: «Nonostante l’assoluta brevità ed essenzialità del testo, il racconto riesce a tratteggiare due fisionomie forti e combattute e a costruire un abbozzo di storia; lavorando solo sugli sprazzi della memoria, su immagini veloci che emergono dal passato, l’autrice individua con esattezza una condizione umana dolorosa e non cerca scampo nella consolazione di generici buoni sentimenti».

La consegna dei premi (1° classificata 1000 euro, 2° classificata – Premio Speciale Consulta Femminile Regionale del Piemonte 500 euro, 3° classificata 400 euro, premio Sezione Speciale Donne Italiane 400 euro) avverrà in occasione del Salone Internazionale del Libro 2015 a Torino, lunedì 18 maggio alle ore 13.00 (Lingotto Fiere, Via Nizza 280 – Arena Piemonte – Officina-Padiglione 1).

Consegnerà i premi Dragana Nikolic, vincitrice del IX Concorso letterario nazionale Lingua Madre (clicca per conoscere i nomi dei vincitori).
Partecipano alla premiazione: l’Assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi, la Presidente della Consulta Femminile Regionale del Piemonte Cinzia Pecchio, il Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Rolando Picchioni, il Direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro Ernesto Ferrero, i Sindaci delle città di residenza in Italia e le Rappresentanze diplomatiche dei Paesi d’origine delle vincitrici.
Introduce: Daniela Finocchi, Ideatrice Concorso letterario nazionale Lingua Madre.
Letture: Laura Malaterra, Attrice
Rinfresco a cura delle e degli studenti di Piazza dei Mestieri (Sala Arancio).
Con le canzoni e la musica di Olga del Madagascar (dal suo nuovo CD Ma nature).

Abbiamo incontrato l’autrice per i nostri lettori, facendo una chiacchierata con lei.

Riesci già a immaginare quanto scritto realizzato in un film?

Si, l’ho rivisto più volte, e anche mentre lo scrivevo, e non solo il racconto “Cara mamma”. Comunque il racconto so bene come deve essere completato. Sinceramente. quando ho mandato il racconto per il concorso, il mio desiderio più grande era ricevere il premio che ho già vinto.

Quanto è importante scrivere per te?

Per me, la scrittura è la via migliore non solo di comunicare le emozioni e le sensazioni, comprese quelle che ci fanno stare male, ma anche un modo per arricchire l’anima; è uno sfogo interiore, e se non le esprimo mi sembra di scoppiare.

Hai dei progetti nuovi in cantiere?

A breve sarà pubblicato Il volo, il mio libro di racconti bilingue. Ho in mente di finire le parti del racconto per bambini “Fiori va a vivere in Albania”, che vedo molto bene come film e non solo per bambini (devo iniziare la quarta parte). Volendo può essere pubblicato anche così, nel frattempo intendo continuare a scriverlo.
Alcuni dei miei racconti devono proseguire in modo diverso, so già quanti e quali saranno. Ma lo farò quando sarò pronta.

Quanta realtà e quanta fantasia c’è nei tuoi scritti?

Se dovessi dirlo in percentuali, direi 70 realtà e 30 fantasia in ogni racconto scritto fino ad adesso, in alcuni anche 80 e 20.

Quando hai cominciato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere da piccola, più o meno all’età di 9-10 anni. Mi ricordo che. a 12 anni, sognavo di salire su un grande palco, dove parlavo del mio libro e tutti mi applaudivano… (questo non l’ho mai raccontato a nessuno, prima d’ora), ma con gli anni il mio percorso di vita è risultato diverso da quello sognato; nonostante tutto non ho abbandonato la scrittura, ma nemmeno sognato a occhi aperti.

Quali sono i tuoi scrittori di riferimento?

Ho letto qualche libro di Kadare, la poesia di Camaj, Konica, Fishta, Poradeci…

Se devo essere sincera, scrittori albanesi ne conosco ben pochi e questo per il semplice motivo che la nostra letteratura è stata povera quando vivevo ancora in Albania. A quei tempi leggevo. come tutti gli albanesi, i libri classici russi e di nascosto anche alcuni proibiti dalla biblioteca di mio padre; ho iniziato a leggere questi libri quando ero ancora molto giovane.
Pensandoci bene c’è uno scrittore di riferimento che ha avuto particolare influenza sul mio percorso letterario, e penso sia Migjeni.
Di letteratura straniera, invece, oggi leggo i contemporanei; non ho una collezione di un solo scrittore, mi piace alternare, come mi piace alternare anche la provenienza degli autori, piuttosto ho dei libri che amo di più e ce ne sono parecchi, ma in particolare “ L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery.

In riferimento al tuo racconto vincitore, dove è centrale la figura femminile alle prese con scelte difficili che la portano addirittura ad abbandonare la propria famiglia, com’è la condizione delle donne e delle madri albanesi oggi?

C’è tanta strada da fare ancora, penso che bisogna lavorare di più con gli uomini. E anche questo è un compito della donna moglie, donna madre e donna educatrice.

 Vedi cambiamenti nella società albanese di oggi rispetto a quella degli inizi degli anni ’90?

Si, vedo dei cambiamenti, ma penso siano forzati, e questo perché non c’è una base di educazione e cultura di fondo. Mi sembra che spesso siano soltanto modifiche di forma ma non ancora sostanziali.

Vedi speranze?

La speranza è l’ultima a morire.

Grazie  dell’intervista Amazona!

Grazie a voi dello staff di Albania News!

Amazona Hajdaraj Bashaj nasce in Albania il 23 giugno del 1975 e vive in Italia dal ’92.  Scrive poesie, racconti brevi in albanese, alcuni tradotti in italiano, e racconti per bambini in italiano, editi online su Albania News. Ha vinto il terzo premio della poesia in Albania lo scorso anno e nel 2001 ha pubblicato una raccolta di poesie in albanese, e diverse raccolte insieme ad altri poeti albanesi.

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