L’Austria condurrà tre progetti archeologici in Albania

Austria e Albania hanno commemorato i 100 anni del contributo austro-ungarico nell'archeologia albanese, accordandosi per tre nuovi progetti archeologici in Albania.

Archeologi austriaci e albanesi si sono riuniti in una tavola rotonda per commemorare i 100 anni del contributo austro-ungarico all’archeologia albanese e per discutere di tre nuovi progetti che saranno condotti dagli archeologi austriaci. 

I tre progetti in Albania

Il primo progetto si concentrerà sul restauro, la manutenzione e gli scavi archeologici del castello di Kanina.

Il secondo progetto sarà condotto in un antico sito archeologico vicino ad Apollonia.

Il terzo progetto – il più grande e il più dispendioso in termini di tempo – si svolgerà lungo il fiume Vjosa, con una una durata stimata dai 5 ai 10 anni.

Lo scopo principale di questi progetti è la promozione dell’Albania e dei suoi tesori archeologici.

Penso che l’albanese sarà presentato degnamente in Europa in questo modo.” – ha dichiarato Sabine Ladstatter, direttrice dell’istituto austriaco di archeologia.

Il direttore dell’istituto albanese di archeologia, Luan Perzhita, ha affermato che il governo albanese contribuirà finanziariamente a questi progetti intrapresi dall’Istituto austriaco. I progetti, sempre secondo Perzhita, verranno attuati in diversi periodi di tempo.

La storia dell’archeologia albanese

La storia dell’archeologia albanese comprende tre fasi di sviluppo: la prima, dall’inizio del XIV secolo al 1939, dominata da viaggiatori stranieri archeologi; la seconda che corrisponde all’era comunista dell’archeologia, dal 1945 al 1990, e la terza che inizia nel 1991 fino ad oggi e che rappresenta una nuova fase di archeologia nazionale intrecciata con progetti stranieri.

La presenza austro-ungarica nell’archeologia albanese, invece, è evidente negli scritti di Theodor Ippen dal 1900 al 1908. Negli scritti, infatti, troviamo l’interesse mostrato dalla monarchia nell’Albania settentrionale, con descrizione di monumenti, chiese e residenze.

Ippen fu anche nominato consolato generale per la monarchia in Albania ed era un conoscitore del nostro paese, delle sue aree, della sua lingua e delle sue tradizioni.

Il secondo esempio dell’impatto austro-ungarico in Albania è quello di Paul Traeger Karl Patsch, che nel 1922 collaborò alla realizzazione del primo museo nazionale in Albania. Nel 1904 pubblicò anche “Il sandzak di Berat”, una vasta raccolta di fotografie e descrizioni dettagliate di monumenti antichi di Berat, Myzeqe e Valona.

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