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L’Istituto di Vienna: nessun paese dei Balcani occidentali aderirà all’UE prima del 2030

Nell'ultima pubblicazione dell'Istituto degli studi internazionali di Vienna è stata evidenziata l'improbabilità dei paesi di Balcani occidentali di aderire all'UE entro il 2025, ovvero il limite prefissato dalla Commissione Europea.

Nessun paese dei Balcani occidentali – compresi Serbia e Montenegro, considerati più avanti rispetto agli altri nel percorso d’adesione – sarà in grado di soddisfare i criteri di adesione all’UE prima del 2030, secondo uno studio dell’istituto di ricerca “The Vienna Institute for International Economic Studies” (Wiiw).

L’analisi pubblicata in vista del vertice UE-Balcani a Sofia, evidenzia come il soddisfare le richieste dell’UE da parte dei paesi dei Balcani occidentali necessiti più di 7 anni; secondo la previsione si andrà, quindi, oltre il 2025, ovvero la data prefissata dalla Commissione Europea. Questo poiché a paesi come la Bosnia, dove vi è una forte divisione etnica, potrebbero servire addirittura 23 anni per soddisfare del tutto i criteri di adesione all’UE.

Lo scenario base prevede che il Montenegro raggiunga il livello di governance richiesto per aderire all’UE in circa 12 anni, seguito dalla Serbia in 13 anni, l’Albania in 15 anni, il Kosovo in 18 anni, la Macedonia in 21 anni e la Bosnia in 23 anni. In un secondo scenario, più ottimistico, il Montenegro potrebbe raggiungere i criteri che avevano Bulgaria, Croazia e Romania al momento della loro adesione in soli tre anni; gli altri paesi, invece, avrebbero bisogno di 10-13 anni, mentre la Bosnia di 17.

La situazione dell’Albania

L’Albania, la cui domanda di candidatura è stata accettata il 24 Giugno del 2014, spera di avviare i negoziati ufficiali per l’adesione nel prossimo summit di Giugno tra i paesi membri UE, dopo la raccomandazione positiva della Commissione Europea di qualche settimana fa. La decisione finale, tuttavia, rimane ancora incerta, poiché alcuni stati – come Germania e Francia – continuano a rimanere scettici sulla questione.

L’Albania e gli altri paesi dei Balcani occidentali devono affrontare i loro deficit di governance ed infrastruttura, nonchè espandere le loro basi industriali al fine di guidare una convergenza economica sostenuta e che soddisfi i criteri dell’UE:

“La regione dei Balcani deve aggiornare ed espandere la sua base industriale. La produzione rapppresenta solo una piccola percentuale del PIL, il che è a tutti gli effetti un ostacolo alla crescita della produttività, all’innovazione e all’occupazione” – si legge nel rapporto dell’istituto di Vienna.

A questo riguardo si prevede che l’economia dei sei paesi dei Balcani crescerà di circa il 3,2% l’anno tra il 2018 e il 2020: un tasso che, secondo la previsione della Banca Mondiale, porterà questi paesi a raggiungere il reddito medio dell’UE in circa sessanta anni.

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