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18 Novembre 2019

Shkodër

Scutari, storicamente anche Scodra (in albanese: Shkodra o Shkodër, in serbo Skadar), situata nell’Albania nord-occidentale, in prossimità del Lago di Scutari, sulla zona di confine fra l’Albania e il Montenegro, è il capoluogo della prefettura omonima. Una caratteristica geografica di questa città è la presenza in essa di ben tre fiumi, Drin, Kir e Buna (Boiana) che è l’emissario del lago suddetto.

È situata in una vallata pianeggiante circondata da alte montagne, le Alpi dinariche, in un contesto ambientale molto particolare.

Scutari è una delle più antiche città dell’Europa, e da sempre è uno dei centri culturali più importanti dell’Albania, viene considerata “La culla della cultura albanese” o la capitale culturale dell’Albania. La città presenta fasi diverse di costruzione, dal periodo illirico fino ai giorni nostri.

La città vecchia è formata dai diversi quartieri intorno al Castello di Rosafa, fino al nord, con abitazioni costruite con le rovine delle mura illiriche, romano-bizantine e veneziane e con abitazioni storiche del periodo ottomano.

Nome abitanti‎: scutarino/i ‎(italiano); shkodran/ë (albanese). Altitudine‎: ‎13 m s.l.m. Abitanti‎: ‎ 218.523, (cens. 2016).

Shkodra, Scutari, Shkoder Albania
Scutari/Shkodër. Foto dell'ente turistico dell'Albania
Shiroka, Scutari, Albania
Shiroka, Scutari

Geografia fisica

Scutari è situata sul margine orientale del Lago di Scutari, il più grande dei Balcani, con una superficie di 370 km². A oriente del centro abitato scorre il fiume Kir che, presso il colle del Castello di Rosafa, si unisce al fiume Drin.

Quest’ultimo sfocia poche centinaia di metri dopo nella Boiana (Buna in albanese, in termini di portata, dopo il Po), l’emissario del Lago di Scutari. La città è circondata a occidente e a settentrione dalle propaggini meridionali delle Alpi Dinariche. Le vette più importanti sono il Cukal (1.722 metri), il Maranaj (1.576 metri), il Tarabosh e lo Sheldi (541 metri). Nei pressi di Scutari si trovano i due valichi di confine con il Montenegro: Hani i Hotit e Muriqan.

La strada per Podgorica è a soli 36 km (via Hani i Hotit), la strada per Dulcigno e il mare Adriatico a 18 km (via Muriqan). Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni solitamente freddi ed estati calde. In inverno la temperatura difficilmente scende sotto i -5 C°, invece d’estate può arrivare a 40 C°. Pochi chilometri lontano da Scutari si trova la spiaggia di Velipoja sul Mar Adriatico.

Storia

Scutari venne fondata attorno al V-IV secolo a.C. Il nome antico trovato impresso su una moneta di bronzo era Scodrinon, secondo lo studioso David LUKA, che ha avanzato un ipotesi sull’etimologia del nome, l’antico nome dovrebbe derivare da “Sco’ Drinon“, ovvero «luogo dove passa il fiume Drin».

Da scavi archeologici eseguiti al castello Rosafa, si deduce che il centro era abitato già dall’età del bronzo. Popolata dagli Illiri, nel 168 a.C. Scutari fu il teatro dello scontro finale che pose fine alla terza guerra illirica e al regno del re Genzio. Colonizzata dai Romani, Scodra divenne un importante snodo stradale e commerciale della provincia dell’Illyricum.

A seguito della morte dell’imperatore Teodosio il Grande e della successiva divisione in due dell’Impero romano, Scutari venne inclusa nei territori dell’Impero romano d’Oriente. Nel VII secolo l’imperatore Eraclio cedette la città ai Serbi. Successivamente cadde nelle mani dei Bulgari e poi nuovamente dei Bizantini.

Nel 1042 quest’ultimi vennero cacciati dal principe serbo Stefano Vojislav che fece di Scutari la sede della sua corte. Annessa al despotato d’Epiro nel 1214, la città tornò in mani serbe nel 1330, quando il re Stefano Uroš III Dečanski ne affidò il governo al figlio Stefano Dušan. Alla morte di quest’ultimo Scutari e il suo contado entrarono nell’orbita della famiglia Balšić (Balshaj), che dominava il vicino Principato di Zeta. Spinti dalla crescente minaccia ottomana, nel 1396 i Balšići cedettero il controllo della città ai Veneziani.

Durante la dominazione di Venezia venne fortificato il castello cittadino e furono redatti gli Statuti di Scutari. Dopo la morte di Scanderbeg e il progressivo sfaldamento della Lega di Alessio Scutari venne a trovarsi in prima linea contro l’avanzata turca in Albania. Nel 1474 un primo assedio ottomano venne respinto da un esercito albanese e veneziano guidato dal capitano Loredan. Tre anni dopo gli Ottomani, guidati dal sultano Maometto II in persona, cinsero nuovamente d’assedio Scutari. Dopo sette mesi di combattimenti la guarnigione veneziana assieme ad un gruppo di soldati albanesi furono costretti a capitolare e ad abbandonare la città. Nel corso della dominazione ottomana, durata più di quattro secoli, Scutari divenne sede di un sangiaccato e, in virtù della sua posizione strategica, un importante centro commerciale e culturale. Nel 1867 il sangiaccato di Scutari, fu unito a quello di Skopje (Üsküb) ed elevato al rango di vilayet. Durante la prima guerra balcanica Scutari venne messa sotto assedio dalle truppe montenegrine supportate da quelle serbe. Il 23 aprile 1913, dopo sette mesi d’assedio, il comandante della guarnigione ottomana Essad Pascià si arrese ai Montenegrini. Nonostante le ambizioni di conquista di questi ultimi, a seguito dell’esito della Conferenza di Londra, Scutari fu annessa nel neoistituito Principato d’Albania. Durante la prima guerra mondiale, con il collasso del nuovo stato albanese, Scutari fu nuovamente occupata dai Montenegrini il 27 gennaio 1915. Il 23 gennaio 1916 la città cadde nelle mani dell’esercito austroungarico e sarà presa dalle truppe dell’Intesa solamente il 30 ottobre 1918.

Dal 1925-29 Scutari fa parte della Repubblica Albanese e fino al 1939 del Regno  d’Albania con Re Zog. Segue l’occupazione italiana del Regno di Albania che ebbe luogo tra il 1939 e il 1943, quando la corona del Regno Albanese fu assunta da Vittorio Emanuele III d’Italia, a seguito della guerra promossa dal regime fascista e dell’instaurazione del Protettorato Italiano del Regno d’Albania. Durante la seconda guerra mondiale, a seguito delle annessioni del 1941, Scutari era parte dello stato conosciuto con il nome di Grande Albania. Vi fu successivamente l’Occupazione tedesca del Regno d’Albania, fino al 1944. Dal 1944 fino al 1990, anno della caduta del regime dittatoriale, Scutari, essendo il centro del cattolicesimo in Albania fu una delle città più martoriate del regime comunista dell’Albania.

Ai tempi della dittatura Scutari ospitava l’unico Museo dell’ateismo, in albanese Muzeu ateist, al mondo.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il Castello di Rozafa

In albanese Kalaja e Rozafës situato sulla collina alle porte della città è il monumento più importante.

A guardia di questo “faro umanistico” dei Balcani il Castello di Rosafa, fu costruito nel IV secolo a.C. e non ha mai ceduto agli attacchi degli Ottomani in questa zona. La leggenda vuole che nelle pareti della fortezza fosse stata murata viva una donna, Rosafa, sacrificatasi per il bene della comunità.

Il castello di Scutari venne costruito su un’alta collina, ricoperta interamente di rocce difficili da scalare. Per la sua posizione strategica fu per secoli un inattaccabile bastione. La storia del castello si trova a metà, tra mito e leggenda, senza nascondere una verità storica. Si racconta di come il castello sarebbe ripetutamente crollato e secondo un oracolo, per evitare altri cedimenti, sarebbe stato necessario un sacrificio umano. Con l’inganno fu sacrificata Rosafa, moglie di uno dei costruttori del castello, che fu murata viva, ma in maniera da lasciare liberà metà del corpo per permetterle di allattare, cullare, abbracciare e ammirare regolarmente il figlioletto.

Ovviamente si sta parlando dei miti della creazione del mondo. La società albanese vede nella donna un bene prezioso il cui “sacrificio”, secondo la leggenda, simbolicamente avrebbe portato qualcosa d’importante come la rinascita di una cultura, di un nuovo mondo. In fondo la donna è la genesi. La madre terra.

Si sa con certezza che Scutari fu capitale del popolo degli Illiri, considerando le fonti scritte e gli interessanti reperti dell’epoca scoperti nelle vicinanze. Questo dimostra che già al tempo degli Illiri il castello era utilizzato per proteggere la popolazione locale. Infatti le popolazioni che abitavano Scutari già nel 230 a.C., in caso di pericolo di un assedio o causa di tremende alluvioni, si rifugiavano sulla collina di rocce, che poi prese il nome di Castello di Scutari, Kalaja e Shkodrës.

Le mura e le strutture interne risalgono per lo più al periodo veneziano, sebbene siano visibili anche tracce delle ben più remote fortificazioni di epoca illirica. I grandi prati che si estendono all’interno della fortezza, suddivisa in tre cortili, invitano a una lunga sosta per godere delle bellezze del paesaggio.

Il Museo del Castello di Rozafa

Ospita un’interessante raccolta di oggetti e documenti, che illustrano la storia della città dal periodo illirico a quello ottomano. Al piano terra si possono osservare mappe e artefatti risalenti alle guerre combattute da Scutari contro Romani, Bizantini e Slavi, mentre al piano superiore è rappresentata l’eroica resistenza degli scutariani all’assedio dell’esercito ottomano. Il museo si trova nel terzo cortile, all’interno dell’edificio costruito dal veneziani come residenza del governatore.

Ponte di Mes

(Ponte di mezzo) in albanese Ura e Mesit, ricostruito nel 1780, è un ponte di pietra nel villaggio di Mes, a 5 km nord da Scutari. Ci sono testimonianze che dimostrano l’esistenza di un ponte veneziano che collegava Scutari con Drivasto, in albanese Drisht, che è stata un’importante città dell’Albania medievale. Drivasto esisteva prima del XII secolo. La diocesi di Drivasto nel 1089 divenne suffraganea dell’arcidiocesi di Antivari dopo essere stata suffraganea dell’arcidiocesi di Ragusa.

Il Ponte di Mes è un monumento della cultura di Scutari, il sito è trasformato in un’attrazione turistica dove i turisti possono salire sul ponte e osservarlo da vicino. È stato ripristinato nel XVIII secolo, intorno al 1770, da Kara Mahmud Bushati, il pascià ottomano locale, e attraversa il fiume Kir. È lungo 108 metri, largo 3,4 metri, alto 12,5 metri con 13 archi.

La Torre dell’orologio

O Orologio inglese è l’unico edificio di Scutari che ha l’aspetto di un castello medioevale. La casa, insieme alla torre dell’orologio venne costruita con gli ingenti fondi del lord inglese Paget, recatosi in Albania per diffondere il protestantesimo. Trasferitosi a Scutari alla fine del XIX secolo, dopo notevoli avventure per il possesso di fabbricati e di quei terreni, volle costruire qualcosa in stile medievale, che richiamasse il passato dell’Albania, non molto coerente in realtà per l’epoca di costruzione. A ogni modo è un complesso unico. Nonostante l’ambientazione medioevale albanese, l’orologio inglese, è una costruzione che si richiama all’epoca del feudalesimo albanese.

Statua della Beata M. Teresa di Calcutta

(Statuja e Nënë Terezës) è situata nel pieno centro di Scutari, vicino alla moschea Ebu Bekr. Agnes Gonxha Bojaxhi meglio conosciuta come Madre Teresa di Calcutta; ottenne nel 1979, il premio nobel per la Pace, “per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace”.

La famiglia Bojaxhiu è originaria di Shiroka, sul lago di Scutari. I nonni di Madre Teresa, Lazër e Çeçile, abitavano qui; a metà del XIX secolo, anche una via di Shiroka portava il nome dei Bojaxhiu.

Madre Teresa, come San Francesco, era figlia di ricchi commercianti. Lei è nata nel 1910, il 26 agosto, a Skopje, in quella che è oggi è la capitale della Macedonia ma a quel tempo era una florida cittadina del Regno d’Albania, a sua volta parte dell’Impero Ottomano. Negli anni ’30 la famiglia di Madre Teresa visse in una casa nel centro di Scutari, dove sulla facciata è posta una targa commemorativa .

Statua d’Isa Boletini

(Statuja e Isa Boletinit) Piazza Perash. 1 km a sud di Piazza della Democrazia, passando per il Viale Scanderbeg, girando a destra verso Via E. Durham e situata in un piccolo parco, questa statua in bronzo di 4,6 m di altezza fu eretta nel 1986 per celebrare il “Leone del Kosovo” (Luani i Kosovës).

Isa Boletini – Grande è una figura della resistenza albanese durante le guerre balcaniche (1912-1913) contro l’impero ottomano e contro la Serbia-Montenegro. Isa Boletini (1864-1916) combatté per l’inclusione del Kosovo nel nuovo stato albanese. Fu assassinato nel 1916 a Podgorica (Montenegro).

La statua è una delle ultime opere realizzate da Shaban Hadëri (1928-2010). Ex partigiano e uno degli scultori più prolifici dell’era comunista. Stimato per il suo stile del “realismo sociale”, si è formato alla Scuola delle Belle Arti di Leningrado. In particolare, realizzò cinque statue di Enver Hoxha (tutte distrutte alla caduta del regime) e partecipò alla costruzione del Monumento dell’indipendenza di Valona (1972) e alla statua di Madre Albania (1971) nel Cimitero nazionale dei martiri, a Tirana.

Statua degli Eroi di Vig

(Monumenti i Heronjve të Vigut) – Altra opera di Shaban Hadëri a Scutari. Il monumento fu realizzato in cemento nel 1969 (2 m di altezza), poi in bronzo nel 1984 (5 m di altezza).

È un omaggio ai cinque giovani partigiani del vicino villaggio di Vig-Mnela caduti nel 1944. Quest’opera fu installata inizialmente in Piazza Democrazia, accanto all’hotel Rozafa. Ora si trova su una rotonda, 2 km a nord del centro città, in direzione della strada principale per le Alpi albanesi e il confine montenegrino.

Edifici di culto

La Cattedrale di Scutari

E’ uno degli edifici storici più importanti dei quartieri cattolici è la cattedrale della città, dedicata a Santo Stefano protomartire, chiamata in albanese Kisha e Madhe ovvero “La Grande Chiesa” e visitata nel 1993 da papa Giovanni Paolo II. La cattedrale è la chiesa principale dell’arcidiocesi di Scutari-Pult.

Chiesa di San Francesco

O dei Frati Francescani, in albanese Kisha Françeskane. I lavori di costruzione iniziarono nel 1902 dalla missione francescana nella città di Scutari e nel 1905 l’edificio fu completato. Nel gennaio 1947 la Sigurimi (Polizia segreta albanese) utilizzò la chiesa come deposito di armi e munizioni. Molti sacerdoti francescani furono arrestati con la falsa accusa di aver nascosto armi nella chiesa. Nel 2007 la torre campanaria e l’ala posteriore della chiesa sono state restaurate.

Cattedrale ortodossa della Natività di Gesù

In lingua albanese Katedralja e Lindjes së Krishtit, è un luogo di culto della chiesa ortodossa albanese. La cattedrale, completata nel 2000, presso il sito dove sorgeva già una chiesa di legno. L’attuale edificio in pietra è costituito da una grande navata, tre cupole e una torre campanaria.

Santuario della Madre del Buon Consiglio

In albanese Kisha, Zoja e Këshillit të Mirë, patrona dell’Albania si trova ai piedi del castello Rosafa. Una leggenda legata a questa chiesa narra che il 25 Aprile del 1467, nel corso di un violento scontro con i Turchi, che si accingevano a occupare la città, l’immagine della Signora di Scutari e Patrona di tutta l’Albania, si staccò dalla parete per non subire profanazioni e, accompagnata dagli Angeli e un gruppo di fedeli, attraversò l’Adriatico per insediarsi a Genazzano del Lazio.

Moschea di Piombo

In albanese Xhamia e Plumbit, del 1773. La moschea di Piombo, che prende questo nome dalle sue cupole ricoperte di piombo, è l’unica moschea della città a non essere stata distrutta durante la rivoluzione culturale del 1966. Si narra che anticamente fosse una chiesa bizantina, la Chiesa di San Nicola, trasformata dopo l’occupazione ottomana in moschea.

Moschea Ebu Beker

In albanese Xhamia Ebu Beker. La Moschea è e stata costruita nel 1994 vicino ai resti dell’antica moschea settecentesca, distrutta negli anni 60 durante il periodo della dittatura. La moschea presenta una cupola di 24 metri di altezza e due minareti di 41 metri di altezza.

Moschea di Parrucë

In albanese Xhamia e Parrucës è l’ultima, in ordine di tempo, a essere stata costruita a Scutari. Sorta per sostituire una precedente moschea sita nello stesso luogo e abbattuta dal regime comunista nel 1967. La Moschea di Parrucë è una costruzione in stile ottomano ed è stata completata nel 2006.

Cultura, eventi e tradizioni

Il Teatro Migjeni

Sotto il profilo culturale Scutari rappresenta sicuramente una città molto impegnata e tra le diverse iniziative artistiche, gli spettacoli teatrali del teatro Migjeni sono indubbiamente degni di nota: in questo teatro, infatti, si sono tenuti numerosi spettacoli d’importanza internazionale come “Sei personaggi in cerca d’autore”di Luigi Pirandello e l’opera teatrale “Girotondo” (Reigen) dello scrittore e drammaturgo austriaco Arthur Schnitzler.

Musei

Museo Marubi

In albanese Muzeu Marubi, è il primo museo di fotografia in Albania nonché uno dei più ricchi della regione dei Balcani, con un archivio di oltre 500.000 negativi. Nel 2016 è stato incluso in un progetto statale di valorizzazione delle opere storiche. Inoltre l’archivio fotografico Marubi, oggi conservato presso il Museo, è riconosciuto patrimonio internazionale dell’UNESCO, costituendo un esempio quasi unico in Europa per qualità e importanza dal punto di vista documentario.

Museo Storico di Scutari

Si trova nel centro della città in via Oso Kuka. Questo museo è conosciuto dai cittadini come “La casa di Oso Kuka”, in albanese Shtëpia e Oso Kukës, perché questo edificio è stato trasformato da casa in un museo. Il museo ha l’aspetto di una casa tradizionale di Scutari con due piani, ampie camere, camino, soffitto decorativo e un ampio cortile.

In questo museo ci sono diversi tesori che mostrano la storia della città di Scutari e di tutta l’Albania. Al primo piano si trova il settore archeologico, dove ci sono circa 500 oggetti di diversi periodi, dal Neolitico (6000 a.C.) fino al Medioevo. Strumenti di lavoro, armi, gioielli e vasi sono alcuni degli oggetti esposti. Sebbene il museo sia relativamente piccolo, è piuttosto ricco e ha molti oggetti di rilievo storico.

Museo della Memoria

In albanese Muzeu i Kujtesës o il Museo dei crimini del comunismo (viene chiamato anche il Museo delle sofferenze dalla dittatura comunista). Secondo l’architetto Viktor Dhimgjini che ha progettato l’edificio, il percorso espositivo del museo è stato concepito come un viaggio simbolico in una galleria con una lunghezza di circa 50 m che, ripercorrendo la distanza attraversata dai detenuti, dalle celle destinate alla carcerazione preventiva (Hetuesija) conduce fino alle carceri. Gli ambienti dell’ex carcere e la sede dei Servizi segreti (Sigurimi) che si trovano alla sinistra dell’edificio si sono preservati intatti.

Il museo è un luogo di memoria per ricordare quanto accadde nel periodo della dittatura comunista principalmente a Scutari (Shkodër) in Albania dal 1944 fino agli anni 90. Gli oggetti esposti, fra i quali le testimonianze raccolte: interviste, fotografie, memorie, ricordano la violenza fisica e psicologica subita dai detenuti.

Il percorso è ideato per l’installazione di postazioni video, con trasmissione diretta dell’audio, nelle quali appaino testimoni sopravvissuti al massacro e prigionieri politici prevalentemente scutarini che raccontano le loro esperienze secondo un percorso suddiviso in tappe tematiche in cui vengono narrati vari aspetti della prigionia come l’arrivo, la vita, le torture e la morte nelle celle. La struttura è un luogo di conoscenza e d’incontro per quanti intendono approfondire i temi della memoria storica orientati anche verso problematiche dell’attualità.

Il Museo dei Crimini della Dittatura è un progetto congiunto tra il Ministero del Turismo, Cultura, Gioventù e dello Sport e del Comune di Scutari. E’ il primo museo nel suo genere in Albania, dopo il Padiglione del Genocidio (Pavioni i Gjenocidit), aperto negli ultimi anni nel Museo Nazionale di Tirana.

Museo delle maschere veneziane

Alla Fabbrica delle maschere. Qui vengono prodotte anche le maschere più belle in stile veneziano dirette all’esportazione verso i mercati Italiani ed esteri. Le maschere sono un capolavoro e sono state progettate anche per una serie di produzioni e film come Eyes Wide Shut

Museo della cultura francescana

Muzeu i Kulturës Françeskane di Scutari, dove si può visitare una sezione di opere di Lin Delija. L’apertura della sezione è stata possibile tramite la donazione di 103 opere ai francescani (nella persona del Provinciale Padre Aurel Gjerkaj O.F.M.) da parte dell’Associazione “Art Union Albania” (nella persona del Presidente Arch. Gjon Radovani).

Altro

Case museo

Casa museo Çekaj Summa

Shtëpia e Familjes Çeka, Summa. La Casa della famiglia Çeka (Summa) è stata costruita circa 300 anni fa, durante il periodo ottomano. Fa parte delle dimore storiche di Scutari. Questa caratteristica casa scutarina è una delle poche dimore storiche rimaste in città ed è stata dichiarata Monumento culturale di categoria I, dal Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo nell’anno 1963. La casa conserva tutte le antiche caratteristiche di una dimora storica.

Interessante il çardak (loggiato o veranda) il hajat (porticato) il camino e le grandi stanze. L’arredamento antico, le suppellettili e i vari cimeli rendono affascinante questa casa. A disposizione degli ospiti una stanza antica con due letti separati che può accogliere fino a due visitatori. Poiché i padroni di casa abitano nella stessa struttura, l’orario delle visite è libero. La casa ogni anno viene visitata da un considerevole numero di visitatori stranieri.

Altre

  • Casa museo Mati Jubani, Scutari
  • Casa-torre, Kulla e Zef Koçekut, Theth

Siti archeologici

Castello di Drivasto (Kalaja e Drishtit)

È un castello in rovina. Le prime tracce di fortificazioni risalgono al tardo neolitico. Le mura e le torri attuali risalgono al 1396-1478 in epoca veneziana.

Isola di Sarda (Ishulli i Shurdhahit)

Si trova nel Vau i Dejes Reservoir, che è alimentato e drenato dal fiume Drin. È raggiungibile in battello turistico in estate dal Vau i Dejes o Rragam. Esso contiene le rovine della città medievale di Sarda. È possibile visitare le rovine del castello medievale risalente al XI secolo, che comprende due anelli di mura difensive e torri (alcune purtroppo sommerse dal lago), i resti di una chiesa bizantina e altre mura medievali. Le rocce ripide che salgono dal lago sono donano una vista impressionante.

Grotta di Gajtan

In questa grotta a Scutari si trovano tracie degli stanziamenti iniziali degli albanesi (illiri). Il popolarsi delle terre albanesi è aumentato nell’età Neolitica. E’ il periodo quando gli uomini cominciano ad abbandonare le grotte e a stabilirsi in spazi aperti.

Cultura

Istruzione

Secondo lo storico E. Jacques, la prima scuola fu fondata nel 1698 dalle missioni di papa Clemente XI. La stampa a caratteri mobili fu introdotta nella città solo 38 anni dopo l’invenzione di Johann Gutenberg. Nel 1858 ne abbiamo la prima foto, eseguita dal piacentino Pietro Marubi Nel 1877 fu fondato il Collegio Saveriano, all’inizio come scuola mercantile e poi come liceo classico. Un anno dopo, nel 1878 l’Ordine delle Sorelle Stigmatine aprì la prima scuola femminile francescana. Scutari è sede della prima scuola media superiore statale d’Albania (Gjimnazi shtetëror), ora chiamata Gjimnazi 28 Nëntori. Nella città è presente l’Università Luigj Gurakuqi ed è nata la prima opera albanese, Mrika, il Teatro Migjeni e il primo Cinema. In città venne costruito nel 1888 il primo osservatorio astronomico.

Calcio

Le tracce più antiche del gioco del calcio in Albania risalgono al 1905. Alcune partite informali di Topekambë (palla-e-piede, come veniva chiamato il calcio all’epoca) della gioventù scutarina venivano già segnalate. Il vero debutto del calcio in Albania si ebbe attorno al 1913 con la fondazione dell’«Indipendenca» di Palok Nika, considerato il pioniere del calcio albanese.

Questa squadra, che si vantava di aver ottenuto l’indipendenza del paese, ottenuta nel 1912, affrontò una squadra di militari austriaci nel settembre del 1913, dove perse 1 a 2. Grazie alla fama ottenuta da quella gara, la squadra effettuò una tournée attraverso l’intero paese, facendo nascere al loro passaggio la formazione di altri club.

Eventi, feste

La Festa del Carnevale più famoso dell’Albania

Le origini della celebrazione del carnevale a Scutari nascono dalla connessione storica tra questa città e Venezia, poiché quest’ultima ha governato la zona durante il suo periodo di massimo splendore. Se non riuscite a essere presenti durante il periodo dei festeggiamenti del coloratissimo Carnevale di Scutari, vale la pena visitare la Fabbrica delle Maschere.

L’International Jazz Festival

Il Festival Internazionale del Jazz ogni anno si ferma a Scutari. Questo Jazz Festival porta per gli amanti della musica, pezzi di fama mondiale. I maestri della scena portano non solo musica jazz ma anche quella classica, dal 27 agosto al 2 settembre. La nota città della prima opera albanese accoglie le fantastiche prestazioni degli strumentisti stranieri che sono presenti ogni anno a Scutari.

Il Giorno del Lago di Scutari

Dita e Liqenit të Shkodrës. Il 3 giugno si festeggia la festa Il Giorno del Lago di Scutari, il più grande lago dei Balcani e di grande valore per l’ecosistema naturale. La festa viene organizzata ogni anno dal Comune di Scutari e mira a promuovere il patrimonio naturale paesaggistico e culturale del territorio.

Altre feste

  • La Festa dei fiori
  • Vigilia di Natale, Festa e buzmit
  • Shkodra Jazz Festival
  • Giffoni Film Festival Albania
  • Festival nazionale della canzone per bambini – Festivali Mbarëkombëtar i Këngës për Fëmijë

Nei pressi di Scutari

Shiroka

Villaggio 3 km lontano da Scutari sulle rive del lago di Scutari. Il panorama è molto bello, il paesaggio è suggestivo. La strada che costeggia il lago è stata completamente ricostruita (con marciapiede e pista ciclabile, di notte è illuminata). Posto romantico per una cena nei vari ristoranti (in stile antico e moderno) con vista sul lago, fino a Zogaj, altro villaggio in riva al lago fino al confine con Montenegro (da Shiroke a Zogaj la strada è più stretta, comunque asfaltata). In auto, a piedi o in bicicletta, vi consiglio almeno un giro…

Lago di Scutari

In albanese Liqeni i Shkodrës- 7 km a sud-ovest del centro di Scutari. È il lago più grande dei Balcani.

La sua superficie varia, secondo le stagioni da 370 a 530 km2. Tra l’Albania e Montenegro, le sue rive si estendono per poco più di 200 km. Le montagne dalla parte occidentale del lago e le pianure e le paludi nella parte settentrionale della costa albanese, offrono paesaggi di una bellezza emozionante che ricordano alcuni luoghi spettacolari dell’Asia.

Infatti, le coste cinesi nel film Cantando dietro i paraventi del 2003 (scritto e diretto da Ermanno Olmi, ambientato nella Cina Imperiale e ispirato alla vera storia della piratessa Ching) sono state ricostruite girando gli esterni sul lago di Scutari, al confine con Montenegro, e facendo ricorso alla tecnologia digitale, soprattutto per le scene della flotta imperiale.

La parte montenegrina del lago, che rappresenta i due terzi della sua superficie totale, nel 1983 fu promossa parco nazionale e dal 1996 rientra nei siti protetti dalla Convenzione di Ramsar.

L’intero lago è registrato nella lista internazionale delle zone umide, costituendo così un sito importante per il sostegno degli uccelli lacustri e migratori. Separato dal mare dalla catena montuosa di Rumija, la sua temperatura scende raramente sotto 0° C. Una delle sue altre peculiarità deriva dalla presenza di una criptodepressione, il che significa che parti del suo fondo sottomarino sono sotto il livello del mare.

Ci sono trenta depressioni e la più profonda raggiunge i 60 m, mentre la profondità media del lago non supera i 6 m. – Nel lago, vivono circa 842 specie d’alghe e 50 specie di pesci. Inoltre, il lago ospita uno dei più grandi santuari di uccelli in Europa con 270 specie registrate, tra cui alcune specie in via di estinzione come il pellicano dalle piume iridescenti, il cormorano pigmeo, il pellicano riccio e il mignattino piombato.

Theth

A Theth possiamo visitare la chiesa di Theth, la Casa torre di segregazione, la Cascata, il Canyon di Grunas e l’Occhio blu.

Koman

Il lago di Koman si sviluppa in oltre 40 km fino ad arrivare a Fierzë e che sulle sponde si trovano alcuni villaggi e guest house raggiungibili solo via lago, queste imbarcazioni, che d’estate accolgono anche i turisti, sono il trasporto di linea utilizzato quotidianamente da chi vive in queste località immerse in un vero paradiso naturale. Acqua verde smeraldo, altissime rocce frastagliate che cadono a picco sul lago, una ricca e splendente vegetazione; questo è ciò che vedremo quando visiteremo il lago di Koman.

Velipoja

Spiaggia circa 10 km lontano da Scutari. Mare Adriatico, spiaggia di sabbia, attività acquatiche.

Lago di Vau i Dejës

In albanese: Liqeni Vau i Dejës (pagina facebook)

Attrazioni turistiche nella regione di Scutari. Alpinismo, escursioni

Alpi d’Albania, Razma, Lepusha, Boga, Tamara, Prekal, Vermosh ecc.

Cascata di Sllapi si trova nel paese di Selce a Sllapi. Invece il canyon di Gërrle attraversa il paese di Selca, tra boschi di noci. Il canyon è lungo 900m e profondo 25m.

Grotta di Malqe Gradës  La grotta si trova nelle vicinanze di Tamarë, a un altezza di 1165 m s.l.m ed è alta 310 m, con gallerie lunghe fino a 25m, pozzi, un piccolo lago, stalattiti e stalagmiti, al suo termine la grotta si divide in quattro gallerie strette non percorribili dai visitatori.

Grotta Gavllaja Grabomit, comune di Broja, prorio a lato della strada verso Grabom. Dalla grotta fuoriesce una grande sorgente d’acqua che si riversa sugli scogli ricoperti di muschio.

Grotta Skurra e Gjackës a Nikç, è una grotta carsica con piccoli laghi sotterranei. L’entrata è 20 m alta; si estende in una serie di grandi gallerie con stalattiti.

Cascata di Vizhnae e le pozze carsiche si trovano lungo il torrente che costeggia il paese di Nikc.

La forza di Kelmendi: si tratta di una placa calcarea a forma di uovo con altezza di 1000 m e larghezza 450 m che si trova nel paese di Nikç, a destra della Golla di Dobraçes.

Grotta di Vusha si trova vicino a Vukel. La grotta contiene 10 gallerie divise da colone alte fino a 3 m.

Canyon di Gercara si trova a Vermosh ed ha una lunghezza di più di 1 km e le sue pareti raggiungono un’altezza di 30 m.

Le Alpi albanesi sono un’ottima scelta per il turismo di montagna. I Parchi Nazionali di Theth e Valbona e la Regione di Kelmendi, le “Montagne Maledette” (in albanese Bjeshkët e Namuna) sono spettacolari. Le grotte sono a decine e molte aspettano di essere esplorate: Tartashicave (Preke Calit) a Vukel, Plloçices a Kozhnje, Malqe Gradit (Milcit) a Tamarë, Pogonices a Selce, Jaçices a Vermosh ecc.

Alcuni personaggi che hanno lasciato un segno nella storia di Scutari

Marino Barlezio

(in albanese Marin Barleti, in latino Marinus Barletius; Scutari, 1450 – Roma, 1513) è stato uno scrittore, religioso e umanista albanese. Nato e cresciuto a Scutari, allora parte della Repubblica di Venezia, è considerato il primo storico albanese, soprattutto per la sua opera in latino De obsidione Scodrensi, pubblicata nel 1504 a Venezia, testimonianza oculare dell’assedio di Scutari del 1478, condotto personalmente da Maometto II e che segnò il passaggio della città all’Impero ottomano. Dopo la caduta della città si trasferì a Venezia e quindi a Roma. Fu autore dell’Historia de vita et gestis Scanderbegi Epirutarvm Principis, Roma, 1508-10, una biografia di Giorgio Castriota Scanderbeg, condottiero e patriota albanese, in cui la narrazione storica viene sormontata dalla forma di poema epico-lirico delle gesta dell’eroe.

Kolë Idromeno

Uno dei rappresentanti dell’arte della pittura in Albania. E’, infatti, il massimo esponente del Rinascimento albanese. Noto anche all’estero, Idromeno si è occupato anche di scenografia, di architettura e fotografia. Kolë Idromeno è nato a Scutari nel luglio del 1870 in una famiglia di artisti.

Durante il1871-1874 si dedica alle prime opere in acquarello, come il ritratto del suo maestro, La Povera, La pastora, ecc. Altre opere di Idromeno sono: L’imboscata, Notti di Alambicco, I dodici guerrieri di Parga dove ritrae l’allontanamento degli antenati da Parga verso Himara.

Nel 1875, Idromeno continua gli studi all’Accademia dell’Arte a Venezia, dove viene influenzato dalle grandi opere della pittura rinascimentale di Civelli, Mantegna, Bellini ecc. Nel 1878 ritorna a Scutari e partecipa nel movimento patriottico della città. In quel periodo l’Albania era sotto il dominio ottomano, quindi Idromeno era anche un patriota che aspirava all’indipendenza dell’Albania.

Migjeni

Millosh Gjergj Nikolla (Migjeni), nacque nel 1911 a Scutari e morì nel 1938 a Torre Pellice (Torino). Scrittore di versi e prose, è uno dei più noti intellettuali albanesi del Novecento.

Luigj Gurakuqi

GURAKUQI Luigj (1879 – 1925) (anche Luigi Gurakuchi) era uno scrittore e politico albanese. Fu una figura importante del Rinascimento Nazionale Albanese ed è stato insignito dell’onorificenza postuma di Eroe del Popolo d’Albania. Dopo il ripristino del regime di Re Zog, Gurakuqi visse a Bari, in Italia, dove fu assassinato in un caffè da un sicario.

Dove mangiare

Interessante la cucina: pesce di lago, consigliabile la carpa, viene preparata in vari modi. Ecco una nostra ricetta e una lista dei ristoranti famosi

Che cosa fare

La zona pedonale della strada Kol Idromeno

Percorre l’intero quartiere del centro storico vi trasporterà in un’atmosfera unica dell’ottocento. Pittoresche casette a due piani di architettura tipica color pastello, piccoli bar, ristoranti, musei e botteghe renderanno la vostra passeggiata piacevole, rilassante e vi faranno innamorare di una delle più belle aree pedonali dell’Albania.

Piste ciclabili

Andare in bicicletta è una delle attività più diffuse nel Lago di Scutari considerando che le piste ciclabili possono essere utilizzate tutto l’anno. La maggior parte di loro sono segnalate e di facile utilizzo per i turisti. Attraversano pittoreschi villaggi e zone con una folta vegetazione. Scutari è stata chiamata dagli albanesi la città delle biciclette per via del alto numero di bici per abitante. I scutarini sono stati sempre amanti della bicicletta

Il centro giovanile ARKA

Nasce dal progetto “Sviluppo dell’impresa Sociale in Albania” (finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia) e dal progetto Social Enterprise: an Economic Perspective for Disadvantaged Youth”  (finanziato dall’Agenzia Svizzera e Austriaca per cooperazione allo sviluppo).

L’obiettivo del centro è di creare un punto in cui la comunità e le istituzioni locali possano ritrovarsi per lavorare in partnership per andare incontro ai bisogni della persona nella sua interezza (corpo, mente e spirito), attraverso l’offerta di programmi educativi, ricreativi, culturali, di sport e sociali. Ormai punto di riferimento di molti giovani di Scutari e stranieri, il Centro si fa promotore di diverse iniziative culturali e ricreative, con una programmazione molto vasta e che varia di mese in mese. Bar & Hostel e Biblioteca.

Un vibrante spazio sociale per I giovani di Scutari e giovani da tutte le parti del mondo / Pagina Facebook

Art House

La casa dell’arte contemporanea a Scutari: L’artista albanese Adrian Paci ha aperto la sua casa natale al pubblico, trasformandola in un luogo di esposizione e incontro tra galleristi, critici e artisti.

Tra le esposizioni personali dell’artista (n. Scutari 1969) si ricordano: nel 2002, la mostra presso il Bildmuseet di Umea (Svezia) e la prima esposizione italiana alla Galleria Francesca Kaufmann di Milano; le esposizioni al Baltic art center nell’isola svedese di Gotland (2003), alla Galleria civica di Modena (2006), al Center for contemporary art di Tel Aviv (2009), alla Kunsthalle di Zurigo (2010), alla Galleria nazionale del Kosovo a Pristina (2012) e al Padiglione di arte contemporanea di Milano (2013) / Pagina Facebook

Altro

  • Teatro Migjeni
  • Cinema Millenium

La guida di Scutari è stata preparata da Gino Luka e si mantiene aggiornata dallo staff di Albania News. L’ultimo aggiornamento: 29 settembre 2019

Articoli e video