Albanian SQ English EN Italian IT
16 Novembre 2019

Saranda

A pochi chilometri dal confine con la Grecia, abbracciata da una splendida baia sul mare, si affaccia la ridente cittadina di Saranda. In italiano è conosciuta anche con il nome di Santi Quaranta, in riferimento al vicino Monastero bizantino dedicato ai Quaranta Martiri di Sebaste.

Grazie alla sua posizione, Saranda offre una splendida vista dell’isola di Corfù, dalla quale dista poco meno di 15 km.

Saranda Perla Albanese

La città. Presentazione generale

La popolazione di Saranda si attesta sui 41.000 abitanti circa, composta, in misura quasi uguale, tra albanesi autoctoni e vecchi rifugiati çam, gli albanesi esuli dalla vicina Grecia nel periodo tra il 1912 e il 1946 per evitare le persecuzioni greche.

Caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo, Saranda gode di inverni piuttosto miti ed estati calde ma piacevoli, in quanto la posizione all’interno della baia di mare garantisce una costante brezza proveniente dalle colline che incorniciano la città.

Oggi Saranda è un eccellente centro balneare, che ha conosciuto un boom di turisti stranieri, soprattutto italiani, a partire dagli ultimi 5-6 anni. Le aumentate esigenze di accoglienza turistica hanno portato ad un incremento esponenziale delle costruzioni di hotel e appartamenti vacanze, che, in parte, hanno alterato il profilo naturalistico della città.

La storia

Conosciuta nell’antichità col nome di Onchesmus, era uno dei più importanti porti dell’Epiro, grazie ai quali erano floridi i rapporti commerciali con la vicina Italia.

Secondo gli scritti di Dionigi di Alicarnasso, il suo nome reale era Porto di Anchise, dal nome dell’eroe greco, padre di Enea. Durante l’Impero Bizantino, il nome si stabilizzò in Anchiasmus. Pochi sono gli scritti documentali che possono permettere di ricostruire la storia antica della città.

Si presume sia stata rasa al suolo da un attacco dei barbari Ostrogoti intorno al 550 A.C., che ne ha decretato il definitivo abbandono. Il nome Anchiasmus, praticamente introvabile. Sulle mappe toponomastiche per secoli il luogo verrà assimilato al nome della vicina Basilica ortodossa di Agioi Saranta, costruita intorno al 6° secolo A.C., luogo di importanti pellegrinaggi.

Durante il periodo della dominazione ottomana, Saranda era semplicemente un villaggio del quale si sfruttava il vicino porto a scopi commerciali, ma non aveva assolutamente identità amministrativa.

Saranno gli italiani a dargliela tra il 1916 e il 1920, quando la occuperanno come parte del Protettorato italiano in sud-.Albania. Nel periodo a cavallo delle due guerre, gli italiani faranno notevoli investimenti per espandere il porto, punto strategico per poter invadere la Grecia.

Finita la guerra, dopo una piccola parentesi di occupazione da parte di truppe inglesi, Saranda cadrà sotto le forze comuniste. Una parte dei musulmani presenti nel nord Albania verrà spostata a Saranda, unendosi alla già presente comunità cristiana.

Cosa vedere in città

Benché città balneare, Saranda offre delle meraviglie archeologiche di tutto rispetto, assolutamente da vedere.

La sinagoga

Al centro di Saranda si trovano i resti di un’antica sinagoga, che sembrerebbe essere stato il primo edificio di questo tipo in tutta l’Albania. Fondata da discendenti ebrei che si stabilirono nel sud Albania intorno al 70 A.C., la sinagoga venne poi soppiantata da una chiesa cristiana intorno al sesto secolo.

Di spettacolare bellezza sono i Mosaici della vecchia pavimentazione della sinagoga, recuperati grazie ad un lungo lavoro archeologico cominciato nel 2003. Per quelle che sono le risultanze di studio in possesso degli studiosi sino ad ora, la simbologia ricorrente nei frammenti man mano rinvenuti (ad esempio, il candelabro a sette braccia e il corno di montone usato come strumento musicale durante alcune celebrazioni religiose) è quella tipica di tutte le sinagoghe erette durante il periodo dell’Impero bizantino.

Le rovine del Monastero

Come detto nella presentazione della città, Saranda deve il suo nome attuale alla presenza, nelle sue vicinanze, del Monastero dedicato ai Quaranta Santi, 40 soldati romani martirizzati nel 320 A.C. a Sebaste, in Armenia, durante le persecuzioni dell’Imperatore Licinio, perchè non vollero apostatare la fede cristiana.

Il Monastero subì pesantissimi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, ma le sue rovine, su una collina a circa 4 km da Saranda, sono comunque visitabili, avendo conservato il loro fascino storico e archeologico.

Cosa visitare nei dintorni

Meraviglie naturalistiche e, ancora una volta, archeologiche. Ecco cosa offrono i dintorni di Saranda nel giro di pochissimi chilometri.

Syri i Kaltër (L’Occhio Azzurro)

Tra le meraviglie naturalistiche che regala l’Albania del sud, l’Occhio Azzurro è quella più conosciuto al mondo. Si tratta di una sorgente naturale di acqua dolce dalla spettacolare colorazione blu, da cui prende il nome. Profondità media di 45 metri, temperatura in superficie di circa 12 gradi, il punto d’attrazione della sorgente è quello in cui l’acqua gorgoglia per risalire. È lì che il nome ‘Occhio Azzurro’ prende definitivamente forma.

Butrinto

Uno dei più importanti siti archeologici d’Albania, dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1992, ospita le rovine dell’omonima antica città e il Parco Nazionale istituito dal governo albanese.

Città della storica regione dell’Epiro, secondo Virgilio venne fondata da Eleno, figlio di re Priamo. Lo storico Dionigi di Alicarnasso scrisse che anche Enea, in fuga da Troia, passò da Butrinto.

Fondata tra 10° e 8° secolo A.C., la cittadina nacque come centro che mercanteggiava con Corfù e con le vicine tribù illiriche del nord. Divenne protettorato romano nel 228 A.C. e, nelle intenzioni, doveva diventare una città di soldati romani veterani. Quelli a poco a poco lì trasferiti la ripopolarono e la dotarono, tra le altre cose, di un acquedotto e delle terme. La città aveva già un santuario, un teatro e l’agorà.

Distrutta quasi completamente nel 3° secolo da un terremoto, un secolo dopo divenne un vescovado e i vennero eretti il battistero e la Basilica, i cui pregevoli resti si possono vedere tutt’oggi nel Parco archeologico.

Gli scavi archeologici, cominciati già durante il ventennio fascista e proseguiti, a tappe e grazie a squadre di lavoro internazionali, fino ai giorni nostri, hanno via via riportato alla luce anche altri capolavori architettonici, come la famosa ‘Porta del Leone’.

Ksamil

Se si ha voglia di mare e di tranquillità, ma si vuole meno cemento di quello che, purtroppo, si vede a Saranda, Ksamil fa al caso vostro.

Questo piccolo villaggio di pescatori ha avuto la fortuna di offrire spiagge incontaminate con acqua cristallina per una vacanza a tutto relax, infatti è più frequentata di Saranda dalle famiglie con bambini.

Tecnicamente, fa parte del Parco nazionale di Butrinto, essendone distante solo pochissimi chilometri. La sua migliore attrazione sono le cosiddette ‘Isole’, una formazione orogenica, risalente al Giurassico, di 4 isole che protendono verso lo Ionio.

L’arcipelago è più conosciuto come ‘Tre Isole’, anche dalla gente del posto. Infatti, due delle quattro isole, quelle più esterne, sono legate tra loro da una piccola lingua di terra, per cui vengono considerate come isolotto unico.

Per gli ardimentosi che hanno braccia resistenti, si può provare a nuotare fino alle isole più interne, che, in effetti, da riva potrebbe sembrare anche abbastanza vicine. Sappiate che, in realtà, l’arcipelago è raggiungibile in barca. O in pedalò, se vi va di provarci. Li affittano sulla spiaggia di fronte alle isole.

Castello di Lëkurës

Sulla collina intorno a Saranda si trova questa fortezza, nata come avamposto ottomano per poter controllare tutta la baia. Offre una vista spettacolare sulla città e i più romantici ci vanno dal tramonto in poi per vedere Saranda illuminata. Per intenderci, gran parte degli scatti fotografici della Saranda by-night che si trovano in rete sono fatti da quassù.

Eccezionalmente conservato, dichiarato nel 1970 Monumento Culturale di prim’ordine dal governo albanese, l’edificio originario era a pianta quadrata con due torri rotonde in posizione speculare. Una delle terrazze del castello ospita oggi un rinomato ristorante tipico.

Le spiagge più rinomate

Saranda ha sia ‘spiagge di città’, cioè proprie del territorio comunale, che spiagge, forse anche più belle, da raggiungere allontanandosi verso sud di qualche chilometro.

Vediamo le più conosciute.

Plazhi i Manastirit (La spiaggia del Monastero)

A circa 8 km da Saranda, sulla Strada Statale verso Butrinto, si trova questa bella spiaggia che deve il suo nome all’antico Monastero di Sang Giorgio, situato sulla collina che sovrasta la spiaggia.

Ciottoli bianchi e acqua cristallina, la spiaggia è relativamente piccola e a portata di tutte le tasche. Si può raggiungere in auto ma anche in autobus, seguendo la Statale. In quest’ultimo caso sappiate, però, che la fermata non è vicinissima alla spiaggia e vi toccherà farvi una bella passeggiata per raggiungerla.

Plazhi Pulëbardha (La spiaggia dei gabbiani)

Lungo la statale tra Saranda e Ksamil si trova questa spiaggia praticamente indicata solo da cartelli scritti a mano, per cui in macchina dovete stare attenti a intravederli.

Prende il nome dalle colonie di gabbiani che svolazzano sulle acque cristalline di questa baia.

Frequentatissima dai giovani, se vi ci volete fermare per mangiare potete approfittare di uno dei due ristorantini a picco sul mare. Il bar, invece, affitta sdraio, ombrelloni e, per chi lo desidera, anche moto d’acqua.

Plazhi i Pasqyrave (La spiaggia degli specchi)

Di nuovo andando in direzione Butrinto, si trova questa spiaggia cristallina e a basso costo. Come per la Spiaggia del Monastero, potete scegliere di andarci in macchina oppure usare l’autobus, con fermata sulla statale.

Al vostro arrivo, la sorpresa. Non una, ma due baie gemelle, una completamente attrezzata, l’altra libera, ma accessibile solo via mare. A proposito di ciò. L’acqua arriva a mezza pancia di un adulto, perciò se volete provare a fermarvi sulla spiaggia libera, oltre a stare attenti al vostro carico di sdraio e ombrellone, dotate di salvagente i vostri bambini. Se voi riuscite a camminare, loro saranno costretti già a nuotare.

Pema e Thatë (L’albero secco)

Poco suggerita dal passaparola, generalmente, ma se vi trovate già a Ksamil merita di avventurarsi verso questa spiaggia, distante 5 km dal paese. Come ormai avrete capito, le spiagge albanesi più belle chiedono lo sforzo di farsi la strada a sterro.

Questa non è da meno, ma è da consigliare perchè, da un punto di vista naturalistico, alterna mare di scoglio a mare di sabbia nel giro di poche decine di metri ed è quella più adatta ai bambini, avendo l’acqua veramente bassa in molti punti.

Piatti tipici

Come nella migliore tradizione delle città di mare, il re della tavola, declinato in mille modi dalla fantasia degli chef, è il pesce. Saranda sicuramente non difetta di ottimi ristoranti, che servono sia piatti di mare che di carne.

Il pesce è sempre freschissimo e, anzi, alcuni ristoranti, fanno pesca ‘in autonomia’, se così può dirsi, garantendo la famosa filiera a km 0.

Consiglio vivissimo per gli italiani. Non chiedete di poter mangiare datteri di mare! Così come in Italia, anche in Albania il loro mercato è illegale. Sebbene molti ristoranti di Saranda si facciano pubblicità su internet proprio con piatti a base di questo mollusco, evitate di ordinarli. Sareste passabili di multa in caso di controlli. E, vi assicuriamo, in estate ce ne sono tanti.

Come arrivare

Potete raggiungere Saranda affidandovi a diverse soluzioni.

Da Tirana o Durazzo

Rispettivamente in aereo o con traghetto. Poi scegliete voi se noleggiare un’auto o affidarvi ai mezzi pubblici per andare verso sud. Considerate un tempo medio di circa 5 ore per arrivare a sud, traffico permettendo.

Se scegliete di guidare voi, avete due percorsi alternativi tra cui scegliere. Farvi la strada interna che passa da Argirocastro e che vi assicurerà paesaggi mozzafiato tipicamente collinari oppure fare la litoranea che parte da Valona.

Quest’ultima soluzione è la più panoramica ma anche la più lunga, perchè vi fa prima salire da un passo di montagna, quello di Llogara, per poi ridiscendere verso Saranda. Negli intermezzi, tanti piccoli paesini da attraversare quasi a passo d’uomo.

Da Brindisi o da Igoumenitsa

Ancora una volta traghetto, le soluzioni più logiche per vicinanza geografica.

Da Brindisi

In realtà, esisterebbe (il condizionale è d’obbligo) una linea diretta di traghetti che vi evita lo scalo a Valona per portarvi direttamente a Saranda. Purtroppo è una linea abbastanza problematica, perchè il porto di Saranda non è grande a sufficienza per gestire l’enorme traffico di passeggeri e veicoli della stagione estiva, per cui, teoricamente funzionante, è spesso soggetta a interruzioni. Ve ne facciamo menzione per completezza di informazione, ma assicuratevi prima della partenza che il traghetto effettivamente arrivi a Saranda e non subisca deviazione su Valona.

Igoumenitsa

(arrivandoci con il solito traghetto da Brindisi) è la soluzione più economica per raggiungere Saranda. Arrivati al porto greco, infatti, vi bastano due ore di macchina per raggiungere Saranda.

Da Corfù

Un’alternativa relativamente veloce è la tratta via mare Corfù-Saranda. Arrivati all’aeroporto di Corfù, ci si sposta poi sul porto per imbarcarsi. Con gli aliscafi veloci, si impiega solo mezz’ora. Per chi se la vuol godere meglio, ci sono le traversate più rilassanti con i classici traghetti e ci si impiega circa due ore.

Come muoversi

Appurata l’assenza di una linea ferroviaria, per muoversi a Saranda e dintorni ci si può tranquillamente affidare ai mezzi pubblici. Sappiate, però, che al di fuori del comune, le fermate sono sulla Strada Statale, per cui è doverosa una certa attenzione se, per raggiungere la vostra destinazione, dovete farvi a piedi il resto del tragitto.

È il caso, ad esempio, se volete recarvi in spiaggia senza usare l’auto.

La linea autobus è la Saranda-Ksamil-Butrinto. Salvo cambiamenti di inizio stagione turistica, le partenze sono ogni ora.

Sport

La squadra di calcio della città è la KF Butrinti Sarandë, fondata nel 1939. Il suo terreno di gioco è lo Stadiumi Butrinti.

Numeri utili

  • Polizia Stradale: 126
  • Pronto intervento: 127
  • Vigili del Fuoco: 128
  • Polizia di Stato: 129

La guida di Saranda è stata preparata e si mantiene aggiornata dallo staff di Albania News. Per qualsiasi suggerimento per migliorare la guida di Saranda potete contattarci all’indirizzo mail saranda@albanianews.it 

L’ultimo aggiornamento: 29 settembre 2019

Articoli e video