Albania – la cronologia del Paese delle Aquile

1939 – Poco prima dell’inizio della seconda Guerra mondiale, l’Italia invade l’Albania. Il re Zog fugge in Grecia.

1940 – L’esercito italiano attacca la Grecia attraverso l’Albania.

1941 – Enver Hoxha diventa capo del nuovo Partito Comunista albanese.

1943 – Le forze tedesche invadono e occupano l’Albania in seguito alla resa dell’Italia.

1944 – I tedeschi si ritirano dopo la resistenza del fronte antifascista. Enver Hoxha viene eletto nuovo leader del paese.

1945 – I tribunali iniziano a dare la caccia a migliaia di oppositori.

1946 – Tutti i non comunisti tolti dalle posizioni governative.

1948 – L’Albania rompe i legami con la Jugoslavia; l’Unione Sovietica inizia ad aiutare economicamente l’Albania.

1955 – L’Albania diventa membro fondatore del patto di Varsavia.

Regime comunista

1961 – L’Albania si allea con la Cina, dopo che l’Unione Sovietica interrompe le relazioni diplomatiche a causa della spaccatura ideologica.

1967 – Violenta repressione sull’attività religiosa. L’Albania dichiara il primo stato ateo al mondo.

1968 – L’Albania si ritira dal Patto di Varsavia per l’invasione della Cecoslovacchia guidata dai sovietici.

1978 – La Cina interrompe gli aiuti economici e militari all’Albania, dopo che le relazioni tra i due paesi furono compromesse dalla riconciliazione della Cina con gli Usa.

1985 – Muore Enver Hoxha, sostituito da Ramiz Alia

Sconvolgimenti politici

1989 – Crollo il dominio comunista nell’Europa dell’Est. Ramiz Alia attua cambiamenti al sistema economico.

1990 – Si formano i primi partiti politici indipendenti. Gli albanesi hanno il diritto di viaggiare all’estero. Migliaia di persone cercano di fuggire attraverso le ambasciate occidentali. Altre migliaia sequestrano navi in porto e salpano illegalmente verso l’Italia. (luglio 1990 – i templi della speranza)

1991 – Nelle elezioni multipartitiche, il partito comunista assieme ai suoi alleati prende 169 dei 250 seggi disponibili, il neo-formato Partito Democratico ne prende 75. Amnistia generale per i prigionieri politici. Pubblicato il primo giornale di opposizione. Il primo ministro Fatos Nano si dimette dopo le proteste per le condizioni economiche del paese e l’uccisione di manifestanti dell’opposizione. Nuovo governo guidato da Vilson Ahmeti.

1992 – Il Partito Democratico vince le elezioni. Il leader del partito Sali Berisha diventa il primo presidente eletto. Aleksander Meksi è primo ministro.

1993 – Gli ex leader comunisti, tra cui Fatos Nano e Ramiz Alia, vengono condannati ed incarcerati per corruzione.

Rabbia per le strade

1994 – Il referendum nazionale rifiuta la nuova costituzione

1995 – Alia viene rilasciato dal carcere in seguito alla sentenza del tribunale di appello.

1996 – Vittoria elettorale del Partito Democratico, contaminata da accuse di frode.

1997 – Leka, figlio del defunto re Zog, torna dall’esilio nel tentativo di prendere il trono. Il referendum per la restaurazione della monarchia fallisce. Viene accusato di aver tentato un’insurrezione armata e torna così in esilio.

Gli schemi piramidali d’investimento crollano, costando ai cittadini albanesi i loro risparmi e scatenando in questo modo le proteste anti-governative.

Fino a un milione di armi vengono saccheggiate dalle caserme mentre la folla inferocita scende in piazza.

La coalizione socialista torna al governo. Fatos Nano, ora rilasciato dalla prigione, torna come primo ministro.

Sali Berisha si dimette da presidente in seguito alla crisi finanziaria. Gli succede il leader socialista Rexhep Mejdani.

1998 – L’intensificarsi dei disordini in Kosovo provoca l’esilio di tanti rifugiati kosovari in Albania.

Settembre – Violente proteste in piazza dopo che l’esponente del partito democratico, Azem Hajdari, viene ucciso da uomini armati non identificati.

Il primo ministro Fatos Nano si dimette. L’ex attivista studentesco, Pandeli Majko, viene nominato primo ministro.

Afflusso di rifugiati

1999 – Attacchi militari della Nato contro obiettivi militari jugoslavi. In Kosovo migliaia di persone fuggono dagli attacchi delle forze serbe. Esodo di rifugiati in Albania.

Ottobre – Majko si dimette da primo ministro dopo aver perso il voto di leader del Partito Socialista. Il 30enne Ilir Meta diventa il primo ministro più giovane d’Europa.

2001 Gennaio – Albania e Jugoslavia ristabiliscono le relazioni diplomatiche interrotte durante la crisi in Kosovo del 1999.

2001 Luglio – Il partito socialista si assicura il secondo mandato in carica vincendo le elezioni. Il primo ministro Ilir Meta forma un nuovo governo di coalizione a Settembre.

2002 Gennaio – Il primo ministro Meta dopo una disputa con Fatos Nano; è seguito da Pandeli Majko.

2002 Giugno – Il Parlamento elegge il presidente Alfred Moisiu dopo che i leader politici rivali Nano e Berisha hanno raggiunto un compromesso, allentando mesi di tensione.

La famiglia reale torna dall’esilio

2002 Agosto – Fatos Nano diventa primo ministro dopo che il partito socialista decide di unire i ruoli di presidente e presidente del partito. E’ la quarta volta di Nano come premier.

Passi verso l’UE

2003 Gennaio – Albania e UE iniziano i colloqui sull’accordo di stabilizzazione e associazione, considerati il primo passo verso l’adesione all’UE.

Settembre 2005 – Dopo due mesi di dispute politiche, l’ex presidente Sali Berisha vince le elezioni di Luglio.

2006 giugno – Accordo di stabilizzazione e associazione firmato con l’UE.

2007 giugno – Il presidente americano George W.Bush diventa il primo leader statunitense a visitare l’Albania, sottolineando la sua posizione di stretto alleato di Washington.

2007 luglio – Il parlamento elegge Bamir Topi

2009 aprile – l’Albania aderisce ufficialmente alla NATO e richiede formalmente l’adesione all’Unione Europea.

Berisha rieletto

2009 luglio – Il partito democratico di centro-destra di Sali Berisha vince le elezioni parlamentari.

2009 novembre – Il partito socialista dell’opposizione inizia una serie di manifestazioni a Tirana per protestare contro presunti brogli elettorali nelle elezioni.

2010 maggio – Il leader socialista Edi Rama chiede una campagna di disobbedienza civile per continuare fino a quando il governo non accetterà un parziale riconteggio delle elezioni del 2009.

2010 novembre – L’Unione Europea respinge la richiesta dell’Albania di ottenere lo status di candidato all’UE, ma alleggerisce i requisiti per i visti degli albanesi.

2011 gennaio – Scontri causano la morte di quattro manifestanti anti-governativi

2011 dicembre – Il capo dell’intelligence Ilir Kumbaro, ricercato per accuse di tortura in Albania, scompare a Londra, dove si nascondeva sotto falso nome dal 1996.

2012 novembre – I resti dell’ex re Zog vengono rimpatriati in Albania dalla Francia, dove morì nel 1961.

2013 giugno – Nelle elezioni il partito socialista ottiene una vittoria schiacciante

2013 settembre – Il leader socialista Edi Rama diventa primo ministro

Tensioni con la Serbia

2014 giugno – La commissione europea raccomanda l’Albania come candidato per l’adesione all’UE.

2014 novembre – La visita del primo ministro Edi Rama a Belgrado per i riparare i ponti fallisce, dopo che lui e la controparte serba, Aleksander Vucic, hanno fatto pubblicamente pubblicità sul Kosovo.

2015 marzo – Il governo socialista annuncia un piano per la privatizzazione della compagnia petrolifera statale Albpetrol, due anni dopo che il precedente governo democratico lo ha accantonato.

2016 luglio – Il partito socialista al governo e il partito democratico di opposizione concordano le radicali riforme giudiziarie da attuare come chiave per procedere verso i negoziati di adesione all’UE.

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