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Le “Cupole di Cemento” – I bunker del comunismo nel focus fotografico di Galjaard

“Non appena ho letto che ci fosse qualcosa come 750.000 a un milione di bunker in un paese così piccolo, ho dovuto vederlo” dice Galjaard.

Intorno agli anni 60, in Albania cominciarono a “fiorire” delle “cupole di cemento” dette Bunker (Costruzione difensiva perlopiù parzialmente interrata in cemento armato con feritoie per sparare) che giorno dopo giorno si moltiplicavano come funghi per raggiungere la cifra di 750.000, in tutta l’Albania comunista.

Costruiti dalla dittatura, con lo scopo di difendere il paese dagli attacchi dei nemici, rappresentavano un bunker per ogni quattro cittadini.

Oggi, queste “cupolette” sono una testimonianza storica, come delle reliquie delle paranoie dell’ex dittatore Enver Hoxha. Di cosa ne è rimasto oggi di questi bunker, e le trasformazioni che hanno subito negli anni, possiamo ammirare la raccolta delle immagini scattate dal fotografo olandese David Galjaard.

Anche se non è il primo fotografo attirato dai bunker dell’Albania, lui si distingue dagli altri per il fatto di aver pubblicato in un libro il suo progetto fotografico, intitolato Concresco per il quale ha ricevuto il premio 2012 Aperture Foundation/Paris Photo First Photobook Award.

Questo libro ha suscitato tanta curiosità tra storici e studiosi, anche se Galjaard si è lamentato della poca conoscenza del pubblico, riguardando l’Albania.

“Tutti sanno di Stalin, ma nessuno sa di Hoxha” – dice Galjaard. “E’ una storia segreta, probabilmente perché l’Albania è così piccola. Si può vedere Concresco, come l’ introduzione ad un paese che solo poche persone conoscono”.

Galjaard, in questo libro, usa i bunker come metafore per raccontare la storia di un paese, riflettendo sulle mutevoli situazioni politiche, i stili di vita, e le aspirazioni di questa nazione.
Lui ci spiega che Concresco non è l’Albania, ma la sua visione dell’Albania, nel quale non sono state inserite solo delle immagini, ma il libro comprende anche dei saggi personali da parte di due scrittori Slavenka Drakulic e Jaap Scholten, accompagnati da opinioni e interviste, a volte di opinioni contrastanti, ricevuti dalla popolazione albanese.

Per la realizzazione di questo progetto dallo sguardo approfondito, Galjaard ha visitato l’Albania per tre volte nell’arco di 18 mesi e come dice lui stesso, ne è valsa la pena di questo investimento importante. Concresco è ora un oggetto raro, grazie alla vendita di tutte le 750 copie.

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