Domenica 26. Oggi, sveglia ad orario "umano"; domenica quasi interamente trascorsa alle Kullat Binjake. Dopo un primo passaggio al Bar West (altra intervista), si sale, al Blv. Kafe (secondo piano). Sembra quasi una tecnica da alpinisti 8000, che si spostano verso l’alto da un campo base all’altro…….
Rogner
Al Blv. Kafe sono ormai di casa, anzi, si potrebbe dire che faccio parte dell’arredamento: ha un solo difetto: non hanno niente da mangiare; ma siamo pur sempre in Albania, e quindi nemmeno questo sarà un problema. Al bar a fianco, dal mitico nome di Odin, fanno dei toast meravigliosi, che valgono un pasto. I primi giorni, pensando che – da italiano – fossi il vero depositario dell’”arte di arrangiarsi” , me lo andavo a prendere di là (da Odin) per poi mangiarmelo di qua (da Blv. Kafe) , magari anche chiedendo se “potevo farlo?” (preoccupazione mitteleuropea….).
Niente paura, nei giorni successivi, ad orario canonico, il cameriere dell’uno si accordava con quello dell’altro, e mi trovavo il “pasto” già bello e servito in uno dei tanti tavolinetti che formavano il mio “bivacco” da lavoro. E dire che speravo tanto di farmi quei due passi da un bar all’altro per sgranchire….la schiena….
Tra un toast e l’altro, wireless a go-go, controllo spedizione/ricezione inviti, altri articoli pubblicati, ringraziamenti di rito, ecc. ecc. qualche ultima intervista, ecc. Ma, soprattutto, preparazione della “scaletta” per la manifestazione dell’indomani, che – come poi vedremo - definire semplicemente presentazione di un libro sarà piuttosto riduttivo…. Albana, che, oltre ad essere traduttrice (anche del mio libro) è innanzitutto una giornalista televisiva, si accolla il compito di “moderatrice-presentatrice” della serata, ed è vero che abbiamo provato e riprovato, tagliato ed incollato, ma , alla fine, devo dire, sarà – e non avevo dubbi – una presentazione “con i fiocchi”, assolutamente professionale, pur nella sua naturalezza, e la dimostrazione si ha quando, improvvisamente, ti cambiano qualche fattore prioritario, e te la devi gestire con “il bello della diretta…”.
Per concludere (concludere???), proviamo la mia paginetta “nga shqip”; non era la prima volta che lo facevo, ma , in queste cose, ogni volta sembra una prima volta. E poi, non è come parlare ad un microfono in una lingua straniera qualunque in un qualunque spot del mondo. Uno straniero che, ad una cerimonia ufficiale, parla in Albanese, in Albania, è considerato una vera mosca bianca, Tanto poco ci si è abituati, devo dire, che la sorpresa e la soddisfazione del pubblico a tale novità sono tante e tali che ti perdonano qualunque intoppo di pronuncia. E’ vero che abbiamo provato e riprovato, ma certi vocaboli sono proprio impossibili. In effetti, sarebbe bastato sostituirlo con qualcuno un po’ più pronunciabile, dal significato equivalente, ma, , tant’è….
E così’ me ne sono andato, mentre già faceva buio, col mio foglietto in tasca, a provare e riprovare …..anche durante il tragitto in taxi.
Ultimo appuntamento della serata, però al Rogner Hotel; basta attraversare il Blv., e, poi, in effetti, avevo bisogno di cambiare aria. Ora vi ha sede anche la D.I.E. (dove facevo servizio io ai tempi belli…., ma allora era all’Hotel Tirana). Ogni volta che ci vado, provo un certo “rimpianto”, perché non mi era capitato un contesto così bello e di classe, ma è proprio vero che non si è mai contenti abbastanza….
Prima di rincasare, passo per il CONAD, al nuovo Centro Commerciale Europeo sul Lungolana, davanti la Cattedrale; devo reintegrare le scorte alimentari, che il mio ospite mi ha lasciato per le prime colazioni, e magari metterci pure una buona bottiglia di Whiskey come ringraziamento minimo. Riempito il carrello con queste quattro cosette essenziali, pur avendo posto la necessaria attenzione ai singoli prezzi, mi ritrovo con un totale di tutto rispetto. La cosa non mi sconvolge in sé per la spesa che dovrò sostenere io, ne ero ben preparato, e benché il mio portafoglio, a Tirana, ai tempi della missione in Dollari, avesse conosciuto tempi migliori (ed anche Dollari migliori….) , raramente mi ero trovato davanti a scontrini di tale importo. Ed allora mi guardo intorno: pur tra qualche straniero, la maggioranza degli acquirenti sembrano “normali” persone albanesi , assolutamente non ostentanti qualche “status” particolare. Mi sono chiesto (e me lo sono sempre chiesto….) come facciano a fare la spesa a questi prezzi, ed arrivare, non alla “quarta” settimana (come si usa dire in Italia), ma alla fine della prima……Mistero irrisolto.
La mia Domenica tiranese si conclude in modo molto poco eccitante, con una treccina di mozzarella “Made in SH” divorata a casa (davanti al noteboook) , ma avevo effettivamente bisogno di recuperare qualche mezz’ora di batterie, soprattutto per il “tour de force” che mi avrebbe atteso nei tre giorni seguenti….