Diversamente dall'animale che sceglie o respinge per istinto, l'uomo lo fa per un atto di libertà. Ciò fa sì che la bestia non possa allontanarsi dalla regola che le è prescritta, anche quando le sarebbe vantaggioso il farlo, e l'uomo invece si allontani spesso a suo danno.
Nell’Albania misteriosa dell’anteguerra, in una dimensione magica intessuta di antichissime tradizioni ereditate in pari misura dall’Impero bizantino e quello ottomano, l’adolescente Saba deve affrontare il primo grande incontro con il destino: il matrimonio con il vecchio Omer, già vedovo di sua sorella, e legato alla sua famiglia da un debito di sangue.
Una vela sospesa sul mare, una mappa sgualcita e un dizionario logoro: è un viaggio quello che si sfoglia tra le pagine di “La mano che non mordi”, piece teatrale portata in scena il 4 e 5 aprile, alle 20.30 al Teatro Cuminetti di Trento dalla Compagnia “La quarta parete”, debutto ufficiale - in italiano - della prima compagnia totalmente albanese.