Intervista con Klodiana Cuka, esperta di politiche migratorie, impegnata nel sociale e in politica con il centro-destra salentino, sulla partecipazione politica dei cittadini di origine straniera e i diritti di cittadinanza.
Tanti i termini in uso per definire i cittadini di origine straniera. Quale sarebbe quello “giuridicamente appropriato” stando alla realtà dei fatti? E non è meglio parlare di “una nuova Italia” e “una nuova cittadinanza”?
I lavoratori stranieri subiranno le conseguenze della recessione più di quelli italiani. Infatti, se quest’ultimi hanno il diritto ad essere disoccupati, lo stesso non si può dire per i migranti perché per rinnovare il permesso di soggiorno devono dimostrare di avere un lavoro. Nel caso in cui perdono il posto di lavoro, all’atto del rinnovo li verrà rilasciato un permesso per attesa occupazione valido sei mesi. E dopo cosa succede?
Non so cosa si debba aspettare ancora prima di intervenire con azioni concrete di mobilitazione per difendere i diritti dei concittadini immigrati, bersaglio di infami attacchi indiscriminati come è accaduto a Napoli e in alte citta' d'Italia.
L'Italia, come ormai tutta l’Europa occidentale, si trova di fronte a un consistente fenomeno immigratorio: milioni di uomini e donne appartenenti a mondi, etnie, culture, lingue, religioni diverse, fino a ieri estranee l’una all’altra, si trovano a vivere fianco a fianco tra loro e in mezzo a un paese e una cultura. Uomini e donne, culture e mondi diversi che ultimamente destano anche timori e paure tra gli italiani.