Per i tipi della casa editrice romana Jouvence, nell’ultima settimana del marzo 2009 è stato pubblicato il libro di Giovanni Armillotta, I Popoli europei senza Stato. Viaggio attraverso le etnie dimenticate (€ 16,00 – 190 pp. – ISBN 978-88-7801-409-1) per la collana Ordine & Caos diretta da Franco Cardini, Marco Tarchi e Danilo Zolo.
La bella cronaca di Denor Marku, pubblicata da AlbaniaNews.it, domenica 10 maggio 2009, mi offre l'occasione per parlare succintamente di quest'importantissimo trofeo del calcio albanese.
Molti sportivi – anche albanesi, specie giovani – credono che Pirro Dhima sia stato un disperato cittadino che, durante la crisi albanese del 1991, sia emigrato in Grecia sul finire dell’inverno, e là abbia scoperto il sollevamento pesi, diventando uno dei più gloriosi sportivi di tutti i tempi.
La Nazionale maschile di scacchi alle Olimpiadi vanta un rapporto positivo, su 238 partite: 100+, 50= e 88-. Nessun'altra rappresentativa albanese di qualsiasi altro sport ha un bilancio attivo nelle competizioni mondiali.
Le donne, invece, pur avendo presenze e pratica internazionali scarsissime, hanno ottenuto alle Olimpiadi 37+ 16= e 41-: sono certo che con volontà e studio, anch'esse nel prossimo decennio vanteranno un bilancio positivo come gli uomini.
(Parte VII ampliata ed emendata rispetto all'edizione del 24 febbraio 2009, compresi i dati svelati dall'intervista concessa dall'autore della presente storia ad Olti Buzi, direttore di AlbaniaNews.it)
Il tramonto della Nazionale e l'alba di Erald Dervishi ed Altin Çela (1991-1999)
Il canto del cigno della Nazionale, il crepuscolo dorato di Fatos Muço e l'esordio internazionale dei giovani e delle ragazze (1983-1990)
L'anno olimpico 1984
Come abbiamo visto la XXV Olimpiade di Lucerna (1982) si concluse positivamente. Gli scacchi albanesi si dettero una pausa internazionale di un anno, e il 17 marzo 1983 Ilir Seitaj (Dajti) diventò campione d'Albania, interrompendo la serie di sette titoli nazionali consecutivi iniziata da Muço nel 1976.
Una nazionale di grande livello e l'epopea di Fatos Muço (1980-1982)
La XXIV Olimpiade della Valletta (1980)
La nazionale albanese, rinfrancata dai buoni successi ottenuti da Skopje (1972) sino alla vigilia del 1980 - con l'aggiunta del periodo di autosospensione olimpica per la "questione Israele" - decise di iscriversi alla XXIV Olimpiade della Valletta (Malta). In questa Olimpiade fu adottato per la terza volta il sistema svizzero (vedi box); e per la prima l'Albania fronteggiava questo recente regolamento.
Il complotto antialbanese alle Olimpiadi di Skopje (1972)
Premessa
Per quanto riguarda la storia degli scacchi albanesi, che con questo articolo giunge alla sua terza parte, bisogna affermare che essa è tesa alla conoscenza di questo sport: l'unico in Albania, si badi, ad avere un bilancio positivo complessivo fra vittorie e sconfitte nelle competizioni mondiali fra Nazionali maschile e femminile.
Breve storia degli scacchi albanesi. Parte II: dalla Olimpiade 1960 alla medaglia d'argento di Eqrem Konçi nel 1970
L'Albania nel 1960, dopo aver vinto la medaglia di bronzo alla Campionato Studentesco dei Balcani e dell'Adriatico, partecipò per la prima volta alle XIV Olimpiadi di Lipsia (Germania Democratica/Est), ottenendo il 28° posto (9+, 1= e 10-). Essa progredì alle XV Olimpiadi di Varna (Bulgaria), giungendo alla migliore prestazione di tutti i tempi: 26ª (10+, 4= e 5-); nella finale C, Teodor Siliqi risultò primo al Tav. R. 1, imbattuto con 5+ e 2=. L'Albania non prese parte alle seguenti Olimpiadi: Tel Aviv ('64), L'Avana ('66) e Lugano ('68).