Daja Mark, lo zio Mark era sposato con la zia di mia madre, l’ultimo ricordo che ho di lui prende forma in un pomeriggio estivo mentre egli cercava con bonaria tenacia di rendermi capace di svolgere una versione di Cicerone. La sua esile figura e il forte temperamento non facevano trasparire nessuna traccia delle sofferenze e persecuzioni che gli erano state imposte dal rigido regime comunista. Solo il suo messaggio di amore per la cultura si impossessava della mia mente.