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Continua la storia della pallavolo albanese

ll secondo ciclo aureo. I Club maschili nelle Coppe europee: Dinamo e Partizani, grandi fra le grandi (Storia della pallavolo albanese. Parte II)PremessaSe c’è un Paese al mondo in cui gli intrecci – negativi e positivi – fra relazioni internazionali, affari esteri e sport sono stati drammaticamente connessi questa è l’Albania. Ed il primo vergognoso attacco contro lo sport di Tirana si registrò nella Coppa dei Campioni di pallavolo maschile 1960-61. Ma andiamo con ordine.

I contrasti fra gli albanesi ed i sovietici che iniziarono sotterraneamente sin dal 1956, cominciarono a trapelare a partire dal giugno 1960, nel corso dell’VIII Congresso del Partito Operaio Romeno [1] e dalla famosa Conferenza degli 81 partiti comunisti a Mosca (novembre 1960). In quel periodo presero il via pure i sabotaggi dei vertici delle federazioni internazionali sportive (in cui Mosca aveva immensa voce in capitolo) contro l’Albania, e le cui bombe ancora inesplose fanno capolino tutt’oggi ogni tanto in attuali ingiustizie nei confronti del movimento sportivo di Tirana. Questa situazione si concluse il 23 febbraio 1990 ad ancora Unione Sovietica in vita e – guarda caso! – proprio a livello di pallavolo, come vedremo meglio nella prossima parte del lavoro dedicata al “terzo ciclo aureo”, quello femminile.L’esordio del PartizaniUn altro luminoso capitolo della pallavolo albanese è la Coppa dei campioni d’Europa. Il Partizani Tirana esordì proprio nella prima Coppa dei Campioni, la 1960-61. Sestetto base: Masar Aga, Andon Kona, Napoleon Llalla, Fatmir Meka, Petrit Murzaku, Pëllumb Pelivani; riserve: Vasil Binga, A. Lulolli, Fatmir Sharofi; allenatore: Enver Maçi (all.); preparatore tecnico: M. Konda. Al turno preliminare il Partizani eliminò i campioni d’Austria del SC ÖMV Blau Gelb Vienna con un doppio 3-0 (8-4-8 e 12-2-5), in Austria il 15 gennaio 1961 ed in casa sette giorni dopo, qualificandosi agli ottavi. All’andata lo Stade Français di Parigi non si presentò a Tirana, e l’arbitro jugoslavo – nello stadio “Studenti” (nell’attuale Rruga e Elbasanit) – proclamò vincitore il Partizani per forfait dei transalpini. Lo Stade Français – grazie alla grande influenza sovietica presso la ‘Fédération Internationale de Volleyball’ (la ‘Confédération Européenne de Volleyball’ fu fondata nel 1973) – espose un reclamo contro gli albanesi e chiese di giocare l’andata a Bucarest, in campo neutro, nonostante l’Albania e la Francia avessero ottime relazioni diplomatiche, e lo stadio “Studenti” fosse stato riconosciuto dalla FIVB. Il Partizani rifiutò e la FIBV squalificò gli albanesi. Che vergogna! Invece gli austriaci dello SC ÖMV Blau-Gelb di Vienna avevano giocato senza problemi a Tirana privi di pretesti assurdi e tantomeno trincerandosi dietro pietose scuse, come agirono i francesi per non essere eliminati sul campo!L’edizione 1966-67 della Coppa dei Campioni e la partita “misteriosa” della Dinamo nei Paesi BassiLa Dinamo di Tirana, invece, scese per la prima volta in campo nella più importante Coppa, il 2 dicembre 1966, contro i forti campioni d’Italia della Virtus Bologna [2]. Gli Albanesi passarono il turno: 3-0 a Tirana (10 3 5) e 0-3 il 10 dello stesso mese a Bologna (7 10 11) ma con miglior differenza punti (83-73). Negli ottavi di finale ennesimo giallo antialbanese. Dopo che a Tirana, il 7 gennaio 1967, la Dinamo aveva battuto gli olandesi del Blokkeer Den Haag [L’Aja] per 3-0 (15-10 15-11 15-8), il ritorno (22 gennaio) fu costellato da un vero e proprio complotto.

Siccome alcune cose non mi tornavano ho chiesto al mio amico Pietro Giannini – italiano che vive nei Paesi Bassi da anni, esperto di sport e perfetto conoscitore della lingua neerlandese – di aiutarmi a cercare negli archivi più notizie possibili fornendogli i dati base di cui ero a conoscenza. Ebbene Pietro ha trovato informazioni e uno storico video (!) di straordinario valore sportivo (nelle prime immagini i pallavolisti albanesi sono ospiti della sede del Blokkeer “Te Werve” a Rijswijk).

Perlomeno dal 1967 al 2001 è circolata in Albania la voce che alla Dinamo fosse stato negato dall’arbitro tedesco il quindicesimo punto nel secondo set al Palazzetto dello sport di Viale Steenwijck all’Aja (il primo set lo aveva perduto 15-10). Le cose, invece non stanno affatto così: la Dinamo perse il secondo set 13-15, dopo un parziale vantaggio di 4-0: quindi si evince che mai gli albanesi sono stati a 14 punti e poi ci sia stato un quindicesimo punto negato loro. Il punteggio del secondo set (13-15) me l’ha confermato anche il mio amico bulgaro Todor Krastev dal suo sito-web . Del resto già Sotir Seferaj nel suo libro “Klubi Sportiv Dinamo” (Edlor, Tirana 2002), aveva riportato il punteggio di 15-13 per il Blokkeer a pag. 116 ma senza entrare in particolari.

La questione del pessimo arbitraggio è relativa, invece, al terzo set quando agli Albanesi, già in vantaggio per 5-3 sarebbe bastato un solo punto per pareggiare il computo complessivo dei punti-set e qualificarsi poiché – a mio parere – in caso di parità di punti, sarebbe passata la Dinamo avendo il set perso (13-15) di punteggio migliore rispetto a quello perduto dal Blokkeer (11-15), o quanto meno andare allo spareggio in campo neutro. Invece i direttori di gara fecero in modo che gli Albanesi non facessero più un punto e da 5-3 fossero sconfitti 5-15. Ed infatti il computo finale dei punti-set (a parità di set 3-3) fu favorevole per i padroni di casa per 74-73! Osservate l’entusiasmo sia del Blokkeer che dei tifosi locali, per meglio comprendere come la squadra di casa non s’aspettasse per niente la qualificazione ai quarti di finale contro il Rapid Bucarest, compagine romena che nel prosieguo della manifestazione, sarebbe arrivata seconda alle spalle della Dinamo Bucarest.

Ha tradotto Pietro Giannini dall’audio-video: «Il secondo set comincia bene per la Dinamo Tirana che va avanti 4-0 però alla fine il Blokkeer vince per 15-13; si riferisce poi a qualche ‘dispiacere’ o arrabbiatura da parte del coach albanese. Il commento fa pensare a qualche protesta albanese ma non entra nel dettaglio; l’allenatore, Vangjel “Xhela” Koja, viene inquadrato mentre indossa delle scarpe troppo grandi per lui, probabilmente le scarpe che aveva non erano adatte al parquet della palestra e gli hanno chiesto di indossarne altre».Le successive partecipazioni della DinamoL’anno dopo (1967-68) la Dinamo è eliminata al primo turno dal Partizan Belgrado nella capitale jugoslava (0-3) dopo i 2° e 3° set equilibratissimi (15-8 15-12 15-12); l’andata era finita 3-2 per i tiranesi al termine di una vera e propria maratona (16-14, 15-10, 8-15 8-15 15-13). Nel 1968-69 la Dinamo al primo turno avrebbe dovuto giocare contro i turchi del Muhafız Gücü Ankara, ma questi ultimi si ritirarono. Negli ottavi ebbe la sfortuna di incappare contro i fortissimi bulgari del CSKA (1-3 a Tirana, 0-3 a Sofia; i bulgari vinsero quell’anno la Coppa dei campioni). Nella 1969-70 al primo turno il ritiro dell’Akademik Sofia fece superare il turno agli Albanesi, i quali negli ottavi dettero vita a un incontro equilibrato con gli olandesi dell’AMVJ Amstelveen Amsterdam (0-3 fuori casa e vittoria 3-1 a Tirana).

Nel corso della Campioni 1970-71 la Dinamo eliminò al primo turno greci del Panathinaikos (3-2 ad Atene, 3-0 a Tirana) e, agli ottavi, gli jugoslavi del Mladost (1-3 a Zagabria, 3-0 a Tirana), per poi soccombere, nei quarti, contro i cecoslovacchi dello Zetor Zbrojovka (0-3 a Brno, 1-3 a Tirana): i cecoslovacchi erano stati campioni d’Europa 1
967-68, giungeranno secondi nella 1970-71 e vinceranno la 1971-72.La finale della Coppa dei Campioni 1971-72Ed appunto la 1971-72 resta ancor’oggi nella memoria storica degli albanesi e degli intenditori ed esperti di manifestazioni internazionali: per la prima volta una compagine albanese arriva in finale di una Coppa europea!La Dinamo elimina nei quarti i greci del Panathinaikos (3-0 a Tirana e 3-1 ad Atene) e si accinge a disputare il gruppo di semifinale di Amsterdam. Qui, dopo una sconfitta coi padroni di casa dell’AMVJ Amstelveen (0-3; 7 3 2), la Dinamo batte clamorosamente i favoriti del CSKA Sofia (3-2; 15-11 11-15 15-11 7-15 15-5), prendendosi la rivincita quattro anni dopo; nell’ultimo incontro regola i belgi del Rebels Lier (3-1; 15-11 14-16 15-13 15-11), avviandosi alla finalissima di Bruxelles. Qui guardiamo un altro storico video in cui la Dinamo giunge all’aeroporto di Rinas accolta da funzionari di Stato, Partito e sport. Vangjel Koja e Kreshnik Tartari sono intervistati dalla TVSh.

In terra belga, la Dinamo e i campioni d’Italia della Ruini Firenze – entrambe sconfitte dai cecoslovacchi dello Zetor Zbrojovka e dagli olandesi dell’AMVJ – si giocano nell’ultima partita (6 febbraio 1972) la medaglia di bronzo in una memorabile maratona di due ore e mezzo. Vince la Ruini per 3-2 alla fine di cinque interminabili set, ove la Dinamo sembrava avere la meglio: 15-3, 15-8, 0-15, 9-15, 11-15! Un incontro che resta negli annali della pallavolo europea. I protagonisti della Dinamo furono: Hajrulla Berjolli, Dajlan Bio, Ilir Cirinaku, Dashamir Fagu, Edmond Gjerazi, Shkëlzen Hoxha, Kiço Lena, Asllan Rusi, Vladimir Starja, Kreshnik Tartari, Leonard Tase, Enis Terihati; allenatore: Vangjel Koja; così come riportato dai quotidiani “La Gazzetta dello Sport” e “Corriere dello Sport”, il 7 febbraio 1972. Quest’ultimo quotidiano scrive, ricordando il parziale vantaggio degli Albanesi nel quinto set: «La Dinamo tornava a comandare nuovamente portandosi a 9-7. Due guizzi di Bondi ristabilivano l’equilibrio; una conclusione esterna di Mattioli permetteva però agli albanesi di salire quota 11, momento in cui il muro della Ruini frenava il successivo attacco albanese. La Dinamo era presa dal panico e si “suicidava” proprio nel finale».Le successive edizioni della Coppa dei Campioni e della Coppa delle Coppe: spicca il PartizaniDue anni dopo la politica ferma ancora una volta i pallavolisti albanesi: questa volta è il turno dell’altrettanto forte Partizani Tirana che torna in Coppa dei Campioni 1973-74 dopo 13 anni. Agli ottavi s’impone sui turchi dello IETT Istanbul (3-2 e 3-2; 11 e 18 novembre 1973 rispettivamente in casa e fuori). Nei quarti vendica la Dinamo sconfiggendo in due grandissime partite la Ruini Firenze, medaglia di bronzo 1971-72. Il 5 gennaio 1974 a Tirana: Partizani-Ruini 3-1 (15-12, 15-6, 13-15, 15-6); a Firenze: Ruini-Partizani 3-2 (15-5, 15-13, 11-15, 6-15, 15-11); partita capolavoro del Partizani che rovesciò del tutto i nocivi relax albanesi. Scrive “La Gazzetta dello Sport” il giorno dopo della partita a Tirana: «Imponente cornice di pubblico: seimila spettatori. La Ruini si è battuta onorevolmente in Coppa dei Campioni, ma non è stata capace di frenare la velocità del Partizani, sostenuta da una condizione atletica strepitosa. Impostando la gara sull’esasperazione dell’impegno agonistico, gli Albanesi hanno tesaurizzato un prezioso scarto di punti che potrebbe rivelarsi decisivo nella partita di ritorno a Firenze il 19 gennaio. Il Partizani ha vinto infatti con una differenza di punti notevolissima: 58-39, cioè 18». Dalle pagine del quotidiano sportivo milanese, leggiamo che furono schierati contro la Ruini: R. Borova, Dashamir Fagu, Macaj, Y. Tomori, Asllan Rusi, Marjani, Domi (Alfred o Hysen?), Merko (Jani Melka o F. Meka?), E. Dunavaku, Lulushi, Boriçi. Però la qualificazione al gruppo di semifinale a Lipsia fu frustrato dalla presenza del CSKA (Armata Rossa) di Mosca assieme a SC Lipsia e CSKA Sofia.

Nel 1978-79 la Dinamo superò agli ottavi l’Eczacibasi (3-0 a Tirana, 1-3 a Istanbul), ma capitò che la Federazione Albanese di Pallavolo non avesse preparato i documenti per la semifinale e la CEV la escluse a favore dei turchi. La stagione successiva la Dinamo s’incontrò contro la Klippan CUS Torino, e fu l’unica a strappare ben 4 set ai torinesi che poi vinsero la Coppa dei campioni 1979-80 (2-3 a Torino e 2-3 a Tirana, con entrambi i quinti set persi per 13-15). In Albania la Dinamo conduceva per 2 set ad 1; il quarto set: «Por… Duket sikur seti i katërt shkon i ekuilibruar. Kështu është në fillim dhe ecuria e pikëve. Në 6-8, nis shkëputja e “Klipanit”, që vazhdon deri 9-14. Dinamovitët afrohen edhe në 13-14. Pika e 15-të i jep “Klipanit” barazimin me sete dhe per setin final favorin per të shënuar qoftë edhe 5 pikë që të sigurojë kualifikimin për në turin e parë të kupës (duke pasur parasysh avantazhin plus 11 pikë të krijuar në Torino» («Sporti Popullor», N. 49, 20 nëntor 1979, f. 4).

Nella Coppa dei Campioni 1983-84 all’andata dei quarti di finale la Dinamo sconfisse i vice-campioni d’Europa in carica francesi dell’AS Cannes per 3-1 (11-15, 15-13, 15-12, 17-15); ma fu eliminata nell’incontro di ritorno.

Nelle successive due edizioni ancora due uscite per differenza-punti: contro il CSKA Sofia (0-3 in Bulgaria e 3-0 a Tirana: 53-61) e nei confronti del Panathinaikos Atene (3-2 a Tirana, e 2-3 nella capitale ellenica: 128-138). Nell’89-90 gli atti finale della Dinamo: negli ottavi fece fuori il Csepel Budapest (3-0 a Tirana e 1-3 in terra magiara), per poi sfiorare le semifinali, fermata dagli jugoslavi del Vojvodina Novi Sad per differenza punti (3-0 e 0-3: 58-85).

L’ultimo superamento di turno nella Coppa dei Campioni fu firmato dall’Erzeni Shijak. Al primo turno eliminò il Moldavahidromash Chisinâu per 3-0 a Durazzo e 2-3 in Moldavia; successivamente l’Erzeni si arrese al Donaukraft di Vienna (doppio 0-3).

L’esordio nella Coppa delle coppe maschile (dal 1999-2000: Coppa Top Teams; dal 2007-08: Coppa CEV) fu positivo: nell’edizione 1990-91 il 17 Nëntori Tirana (oggi Sportklub) eliminò il club svizzero Lausanne per 3-0 e 0-3 (85-76); negli ottavi si arrese davanti al Milberstofer di Monaco di Baviera (0-3 e 1-3 in Albania). Sul resto dei risultati negli anni a seguire meglio sorvolare.

I migliori pallavolisti (da un’inchiesta di «Sporti Shqiptar» conclusasi il 6 febbraio 1996): Asllan Rusi (Dinamo), Dashamir Fagu (Partizani), Petrit Murzaku (Partizani), Ali Bushati (Vllaznia), Shaban Uka (Dinamo), Hysen Domi (Labinoti).

Intanto è triste constatare come le due grandi della pallavolo albanese – Dinamo e Partizani – non esistano più. Si sono sciolte anni fa per problemi finanziari, senza che lo Stato ponesse rimedio alla cancellazione d’indimenticabili pagine di tutto lo sport albanese.Note(1) Dal IX Congresso (luglio 1965): Partito Comunista Romeno.(2) Nella stessa stagione 1966-67 la Virtus Bologna vinse nuovamente il titolo vincendo tutte le ventidue gare e perdendo unicamente sei set nel corso del Campionato. Solamente la Robe di Kappa Torino 1980-81 (100% di vittorie, 7 set persi in 22 gare) si avvicinò ad eguagliare i primati della Virtus eliminata, allora, dalla Dinamo Tirana. La Virtus si sciolse nel 1974 per mancanza di fondi.(2. continua)Le altre puntateI (10 giugno 2010): Origini e Nazionali maschili “A”, Juniores (“Under 20”) e Giovanile (“Under 18”). Dall’élite mondiale degli anni Cinquanta alla sopravvivenza odierna III (13 gennaio 2013): Il terzo ciclo aureo: le donne. I Club nelle Coppe
europee
IV (7 febbraio 2013): Ela Tase, stella internazionale della pallavolo

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