Origini e Nazionali maschili “A”, Juniores-“Under 20” e Giovanile -“Under 18”. Dall’élite mondiale degli anni Cinquanta alla sopravvivenza odierna (Storia della pallavolo albanese: parte I)

Giovanni Armillotta
Scritto da Giovanni Armillotta giugno 10, 2010 09:16

Origini e Nazionali maschili “A”, Juniores-“Under 20” e Giovanile -“Under 18”. Dall’élite mondiale degli anni Cinquanta alla sopravvivenza odierna (Storia della pallavolo albanese: parte I)

Premessa

Come tutti sappiano lo sport più amato dagli Albanesi è il calcio. Però se dovessimo fare una classifica delle discipline che hanno dato più soddisfazioni agli sportivi schipetari, le cose cambierebbero di gran lunga.

Infatti al primo posto – almeno a mio modesto parere – vediamo il sollevamento pesi, che ha dato campioni mondiali: il leggendario Ymer Pampuri nel 1972, poi europei, balcanici, primati olimpici, ed un indimenticabile terzo posto della Nazionale nella Coppa Europa del 1989.

Al secondo il tiro a segno con campioni europei e balcanici, su cui svetta su tutti il nome della grande Elisabeta Karabolli, prima albanese ad aver conquistato una medaglia d’oro europea (1979) nella storia dello sport albanese, dopo aver preso il bronzo nel 1977 e l’argento nel 1978.

Al terzo la pallavolo, con la grande Nazionale degli anni Cinquanta, le prestigiose finali e semifinali nelle Coppe Europee di Dinamo (m&f) e Partizani (M), e le indimenticabili medaglie d’oro balcaniche della Nazionale femminile e pure nei Giochi del Mediterraneo.

Al quarto gli scacchi, grazie alle eccellenti prove della Nazionale maschile, che è l’unica ‘Kombëtarja’ ad avere un bilancio positivo, e di Fatos Muço, Erald Dervishi, Altin Çela, ecc.

Al quinto la pallacanestro, con le buone prove del Partizani nelle Coppe europee (12° in Europa nel 1980 e 1984) e della Nazionale femminile ai Giochi del Mediterraneo e Balcanici, e di Edra Alibegaj, ai vertici fra le migliori realizzatrici europee in molti tornei internazionali ed eliminatorie. Solo al sesto il calcio, e al settimo l’atletica leggera… Sempre a mio parere: e correggetemi se sbaglio o dimentico qualcosa.

Però, oggi, se uno sportivo albanese volesse leggersi il passato dei primi tre sport su elencati – sollevamento pesi, tiro a segno e pallavolo, che sono quelli che hanno dato di più alla Patria – assurdamente non ha dei volumi che glielo possano raccontare. Il mio amico Olti Buzi era cosciente di tutto questo quando mi chiese di collaborare con il quotidiano internet Albanianews.it da lui diretto, che pur avendo da poco compiuto il biennio, è diventato il maggior punto di riferimento web per gli Albanesi e non unicamente nel mio Paese.

E quindi dopo la breve storia degli scacchi (25 dicembre 2008-24 marzo 2009) e quella dedicata alla pallacanestro femminile (28 settembre 2009-23 maggio 2010) cercherò di scrivere l’inedita storia della pallavolo albanese, che fra gli anni Cinquanta e Settanta del XX secolo ebbe il suo culmine di successi e notorietà e splendore.

Le origini della pallavolo albanese

La pallavolo in Albania s’iniziò a giocare nel 1923 presso il Collegio “Naim Frashëri” di Tirana, e poi al Liceo di Shkodër , alla Scuola Commerciale di Vlorë, alla Normale di Elbasan, ecc. Fra il 1934 ed il 1936 si cercò di creare un Campionato Nazionale, ma l’impresa non ebbe successo.

Questo sport coinvolse interessanti aspetti internazionali anche immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.

Come sappiamo nel 1946, dopo lunghi anni di guerra e distruzione, il calcio internazionale tornava a rivivere ufficialmente negli stadi europei, proprio in uno Stato dove gli eventi bellici si erano fatti sentire in tutto il loro peso: l’Albania. I trentamila caduti nella Lotta di Liberazione 1939-1944 (su poco più di 900 mila abitanti) erano un onere fin troppo gravoso da sopportare, ma la voglia di cominciare daccapo ebbe la meglio, sicché l’VIII Campionato Balcanico di calcio (vinti dalla stessa Albania, su Jugoslavia [1], Romania [2] e Bulgaria [3]) e il XIII di Atletica Leggera si organizzarono e si disputarono a Tirana in un clima di grande entusiasmo popolare. Bisogna considerare che gli altri tornei ufficiali calcistici ricominciarono più tardi: il Torneo Interbritannico (British Home International) riprese nel 1947; il torneo di calcio alle Olimpiadi nel 1948, il Campionato Mondiale nel 1950, la Mitropa Cup ripartì nel 1955, e sempre nello stesso anno nacquero la Coppa dei Campioni e la Coppa delle Fiere (dal 1971: Coppa UEFA, dal 2009-10 Europa League), la Coppa delle Coppe nel 1960 (ultima edizione nel 1999); il Campionato Europeo per Nazioni iniziò nel 1960; ecc.

 

Così come il calcio anche la pallavolo internazionale ripartì dalla Penisola balcanica al CB di Bucarest (21-23 settembre 1946) a cui partecipò anche l’Albania; infatti i Campionati europeo, mondiale e quello olimpico vararono la prima edizione rispettivamente nel 1948, nel 1949 e nel 1964. E dal 24 maggio al 2 giugno 1947 a Tirana si organizzò il CB e dell’Europa Centrale maschili e femminili: un buon successo organizzativo. Lo stesso dicasi per la pallavolo femminile europea, che prese il via a Tirana al CB 1947.

 

Nel 1946 furono varati i Campionati nazionali maschili (Ylli i Kuq Durrës, oggi Teuta, ex Lokomotiva) e femminili (17 Nëntori, oggi Sportklub Tiranë), e nel 1954 le rispettive Coppe della Repubblica: quell’anno il Partizani fece il poker m&f, raggiunto dalla Dinamo nel 1980, 1983, 1984, 1990 e dallo Studenti nel 2005. La Spartachiade nazionale della pallavolo principiò nel 1959. Qui (I) e qui (II) rarissime ed eccezionali immagini dell’evento segnalati da Giovanni Nappi, in cui appaiono pure alcune partite pallavolistiche.

 

La Nazionale “A” dall’apogeo degli anni Cinquanta all’occaso degli Ottanta

 

Gli uomini hanno offerto belle prove di gioco e ottime vittorie ai Campionati mondiali, europei e balcanici, con piazzamenti onorevoli.

 

Nel 1955, al V Campionato Europeo di Bucarest (15-26 giugno), arrivò addirittura fra le migliori dieci federazioni d’Europa. Il 17 giugno è una data memorabile, poiché si registrò la prima vittoria albanese in campo internazione: contro la Finlandia (3-1: 15-13, 15-10, 4-15, 15-11). Seguirono le affermazioni con Egitto (3-0), Austria (3-0), Belgio (3-2). Perse l’ultima partita, d’un soffio, con l’Italia (2-3: 8-15, 15-9, 14-16, 15-9, 13-15) pur realizzando più punti: 65-64. In totale 4 vittorie ed altrettante sconfitte. Da ricordare un altro episodio. L’Albania nel girone finale 9°-14° posto, rincontrò la Finlandia il 20 giugno; oggi il regolamento, invece, prevede il risultato acquisito nella prima partita in caso due nazionali si riscontrino. L’Albania conduceva 2-0 (17-15, 15-10). Credendo ormai di avercela fatta contro una squadra già battuta (brutto e ripetuto vizio degli Albanesi) si rilassò e perse 2-3 (8-15, 9-15, 9-15). Se avesse vinto, non dico 3-0, ma almeno 3-1, si sarebbe ritrovata, nell’ultima partita con l’Italia sia a parità di punti (8) che di differenza-set (12-3). Per arrivare nona sarebbe bastata una vittoria qualsiasi (3-0, 3-1 o 3-2), mentre nel match con gli italiani, gli Albanesi partirono col presupposto di vincere o 3-0 oppure 3-1, essendo anche l’affermazione 3-2 inutile ai fini del nono posto. Quindi immaginate il nervosismo e la tensione al terzo set vinto dall’Italia sul filo di lana che consentì di aggiudicarsi il secondo set e assicurarsi matematicamente la vittoria nel gruppo. Da rilevare che l’Italia ai precedenti CE di Parigi 1951 era giunta ottava, e alla prima edizione di Roma 1949 aveva conquistato la medaglia di bronzo, mentre al I CM 1948 era arrivata ottava.

 

Nonostante tutto, l’Albania, con questo storico risultato, entrava nell’élite della pallavolo mondiale. Dico questo, non per simpatie eccessive non supportate da dettagli tecnici. L’Europa a quel tempo era culla e palestra del volley planetario. Pensate solamente che alle competizioni iridate di quel periodo – ossia i Campionati Mondiali 1949, 1952, 1956, 1960 e 1962 – pochissime erano le nazionali extraeuropee a qualificarsi al girone finale. Nessuna nel ’49 e ’52; due nel ’56 (Stati Uniti e Cina Popolare); quattro nel ’60 (Brasile, Stati Uniti, Giappone e Venezuela); e tre nel ’62 (Giappone, Cina Popolare e Brasile). D’altronde, a conferma di ciò, lo stesso anno, al V Torneo Mondiale della Gioventù a Varsavia, l’Albania si piazzò settima, vincendo il gruppo 7°-11° posto ai danni rispettivamente di Germania Democratica (est, 3-1), Norvegia (3-0), Finlandia (3-1) e Mongolia (3-0): 4 vittorie e 3 sconfitte. Ricordiamo gli indimenticabili pallavolisti albanesi che composero il sestetto base: Egon Gjadri, Qemal Gjinali, Shefqet Kau, Vangjel Koja, Andon Kona, Jorgji Kona, Napoleon Llalla, Fatmir Meka, Petrit Murzaku.

 

Trascorso un triennio al VI CE di Praga (30 agosto-11 settembre 1958), l’Albania confermò la buona prestazione del precedente CE, battendo Austria (3-0), Turchia (3-1), Tunisia (3-1), Egitto (3-0), Finlandia (3-1) e Olanda (3-2) e conquistando l’undicesimo posto, migliorando il rapporto vittorie (6)/sconfitte (5). A fine CE la Nazionale si recò a Berlino Est, dove sconfisse in amichevole i padroni di casa per 3-1 (la Germania Democratica sarà campione del mondo 1970). La formazione era: Masar Aga, Ymer Dogani, Qemal Gjinali, Andon Kona, Napoleon Llalla, Fatmir Meka, Pëllumb Pelivani, Teodor Koçi; allenatore Enver Maçi. Il presidente della ‘Fédération Internationale de Volleyball’, il francese Paul Libaud ebbe parole di elogio nei confronti degli Albanesi per i risultati conseguiti. Faccio sempre presente che il Paese schipetaro contava una popolazione (poco più di un milione e mezzo di abitanti) inferiore a quella della provincia di Torino di allora, come oggi a quella di Roma, eppure…

 

Altra grande prestazione fu il V Campionato Mondiale di Mosca (12-26 ottobre 1962), in cui gli Albanesi vi presero parte quantunque l’Unione Sovietica avesse rotto unilateralmente le relazioni diplomatiche il precedente 3 dicembre: innanzitutto una lezione di sportività. La Nazionale sconfisse Tunisia (3-0), Finlandia (3-1), Austria (3-0) e Mongolia (3-0) risultando sedicesima al mondo ed undicesima europea (confermando Praga ’58). A Mosca giocò anche Fatmir Sharofi, e quella Nazionale chiuse il primo ciclo aureo.

 

Gli Albanesi si ripresentarono all’VIII CE di Istanbul (26 ottobre-8 novembre 1967), riuscendo ad ottenere tre vittorie (3-1 alla Turchia, 3-2 all’Olanda e 3-0 alla Svezia) ed un tredicesimo posto di tutto rispetto. Invece al girone eliminatorio del VII CM di Sofia (13-17 settembre 1970), l’Albania vinse nettamente tre volte (3-0 a Turchia, Germania Federale e Grecia), però perse 2-3 con l’Olanda (poi campione olimpica 1996 ed europea 1997) e giunse terza e sfiorando la qualificazione alla fase finale nell’ultima drammaticissima partita, persa con la tradizionale rivale finlandese ancora al quinto set (15-13, 7-15, 11-15, 15-5, 8-15). Passarono olandesi e scandinavi.

 

Alla fase finale dei CE 1971, che si disputarono ad Ancona, Bergamo, Bologna, Imola, Milano, Modena e Torino dal 23 settembre al 1º ottobre, l’Albania rifiutò di partecipare per non incontrare la Nazionale sovietica nel Gruppo A (Imola). Fu uno fra i più grandi danni che la politica fece allo sport albanese. L’Albania era stata inserita – e sicuramente in malafede da parte di alcuni intrallazzi politici di partiti italiani filosovietici – nello stesso girone di URSS, Belgio ed Inghilterra, sapendo bene che Tirana disdegnava giocare con i sovietici. La Nazionale albanese si basava sui pallavolisti della grande Dinamo Tirana (che aprì il secondo ciclo aureo della pallavolo albanese), in quel periodo una fra le più forti squadre d’Europa, come vedremo meglio nella seconda parte del mio lavoro. L’Albania poteva benissimo partecipare, non giocare con la squadra del Cremlino, e poi battere facilmente il Belgio. Addirittura l’Inghilterra non arrivò nemmeno, e gli Albanesi avrebbero usufruito di un turno di riposo. Più fresca di tutte, si sarebbe qualificata nel girone dal 7° al 12° posto, con ottime possibilità di migliorare la storica decima posizione di sedici anni prima: a tutt’oggi la migliore d’ogni tempo. Una delle innumerevoli occasioni buttate al vento dallo sport albanese per eccellere in campo internazionale.

 

Albania_1958

 

[foto] L’Albania che partecipò ai Campionati Europei di Praga 1958 e poi sconfisse la Germania Democratica (Est) per 3-1 a Berlino in amichevole

 

Lo ricordo ancora, ero adolescente e conservo i ritagli dei giornali: m’irritai molto anche perché speravo che a Mercoledì Sport delle 22:15 (antica trasmissione della Rai, diffusa dall’allora secondo canale tv) o al notiziario sportivo quotidiano del primo canale tv (19:45-20:00) mostrassero qualche immagine degli Albanesi, che non avevo mai visto. Invece niente: i Sovietici superarono il girone eliminatorio disputando una sola partita, quella con i belgi (!!!).

 

Nel 1975 la Nazionale tornò a disputare il CB ad Atene (19-24 maggio) giungendo quinta (vi partecipavano la 3ª, 4ª e 5ª ai Campionati europei: Jugoslavia, Romania e Bulgaria). La Nazionale maggiore si piazzò quinta anche al CB 1977 che si era organizzato in maggio ad Adana (Turchia): sola vittoria contro la Grecia (3-0). Stessa cosa al CB di Atene (21-24 maggio 1980) l’Albania arrivò ancora quinta (T. Balli, I. Boriçi, Robert Damo, Hysen Domi, Dashamir Fagu, Rajmond Gjerazi, L. Halili, Sh. Hoxha, V. Malo, Skënder Qefalia, Leonard Tase, Shaban Uka; all.: Vangjel Koja e A. Miraku; arbitro: Babaçe Beqiri).

 

L’“incidente” internazionale del Quadruplo Sette e la Nazionale “juniores” negli anni Ottanta

 

Il 7 luglio 1977 (7-7-77) la Nazionale “juniores” (Hysen Domi, Sh. Hoxha, Shaban Uka, Dashamir Fagu, I. Boriçi e Kiço Lena; all.: Andon Kona) sconfisse a Tirana l’omologa Nazionale della Repubblica Popolare Cinese, vice-campione del mondo, per 3-1 (15-6, 13-15, 15-11, 15-3). Lo stesso giorno era uscito su “Zëri i popullit” il famosissimo editoriale non firmato, però a mio parere scritto da Enver Hoxha, Teoria dhe praktika e revolucionit (un manifesto dottrinario di ottomila parole) col quale l’Albania rompeva i legami ideologici con Pechino e smontava come antimarxista la teoria maoista dei tre mondi. Immaginate l’aria che si respirava nella tribuna del palazzetto dello sport “Partizani” (oggi “Asllan Rusi”) dove v’erano il Ministro albanese della Sanità, Llambi Ziçishti (4) e Hun Bo, incaricato d’affari ‘ad interim’ presso l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Tirana, che in mattinata aveva letto l’articolo, tradotto dall’ATSh in inglese e francese per le agenzie di stampa straniere. Un’atmosfera gelida.

 

L’Agenzia di Stato cinese Xinua, il 4 luglio aveva riportato che al pranzo offerto in onore delle Nazionali albanesi maschile e femminile di pallacanestro (accompagnate da Manol Bozaxhiu, responsabile del settore organizzativo del “Komitet e Kulturës Fizike e Sporteve të RPS të Shqipërisë”) in tournée nella Cina Popolare, prese parte il Primo Segretario dell’Ambasciata Albanese a Pechino, Niko Mitrushi, ma non l’Ambasciatore che, mi sembra, fosse Behar Shtylla. Ritengo che la ritorsione albanese era motivata dal fatto che all’aeroporto di Tirana-Rinas, alla partenza delle anzidette rappresentative per Pechino fosse presente il secondo segretario dell’Ambasciata cinese in Albania, Van Y-Lin, e non l’Ambasciatore Liu Xin Zhuan. Come si nota, tre giorni prima il clima non era dei migliori.

 

Dal 3 al 7 settembre 1980 la Nazionale “Juniores” esordì in campo europeo prendendo parte al CB di Bucarest con un bilancio positivo di 3 vittorie e 2 sconfitte: Romania-Albania 3-2, Albania-Turchia 3-2, Albania-Bulgaria 3-2 (Bulgaria vice-campione europea juniores 1979!), Grecia-Albania 3-1 e Albania-Jugoslavia 3-2 (Jugoslavia, settima ai CE juniores 1979). I greci giunsero terzi a pari merito con l’Albania (8 punti; la vittoria vale 2 punti e la sconfitta 1 p.) ma con una migliore differenza-set (11-7 contro 12-12); vinse la Romania con 9 punti a pari merito con la Bulgaria. La prima nazionale albanese giovanile fuori dai confini patrî va ricordata: Aliraj (Flamurtari), Damo (Skënderbeu), Jaho (Partizani), Mark Krroqi (Vllaznia), Naçi (Studenti), Arben Rakipi (17 Nëntori); riserve: Petrit Goxhaj (Partizani), Fatos Lulo (Dinamo), Pando (Flamurtari), Agim Reka (17 Nëntori), Dhimitër Ruci (Partizani), Voshtina (Partizani); all.: Andon Kona e Thoma Spaho. Gli arbitri albanesi, Osman Plaku e Isa Boletini, furono proclamati i migliori del torneo.

 

La medaglia di bronzo non tardò, ed al successivo CB “juniores” di Kalamata (Grecia, 9-13 settembre 1981) la Nazionale superando nelle ultime due partite la Jugoslavia e i campioni uscenti della Romania per 3-0, colse il terzo posto. Artur Dhimo, Ardian Doçi, Roland Gavazi, Petrit Goxhaj, Albert Ivanaj, Mark Krroqi, Fatos Lulo, Arben Muka, Arben Rakipi, Agim Reka, Dhimitër Ruci; all.: Vangjel Koja e Thoma Spaho; arbitro: Andrea Zhori.

 

Al CB “juniores” di Mihajlovgrad (Bulgaria, 1°-6 settembre 1982) l’Albania batté la Romania (3-2) e la Turchia (3-1), e si piazzò quinta alle spalle dei turchi per differenza-set.

 

Ritorno del bronzo a Îzmit (Turchia) nel corso del CB “juniores” (24-28 agosto 1983); tre vittorie consecutive: contro i padroni di casa (3-1), Romania (3-2) e Grecia (3-1). Sestetto base: Ardian Doçi, Roland Gavazi (fra i migliori del torneo), Kapidani, Jani Melka, Agim Reka e Shahu allenati da Andon Kona e Thoma Spaho.

 

A Gradacac (Jugoslavia) la Nazionale “juniores” nel corso del CB (8-12 agosto 1984) superò rispettivamente alla prima e ultima giornata, i padroni di casa (3-1; Jugoslavia, nona ai CE Juniores 1984) e la Grecia (3-2; Grecia, decima ai CE Juniores 1984) finendo quarta.

 

Una prima eccellente prestazione della Nazionale “juniores” al CB fu stabilita l’anno dopo a Orestiada (Grecia, 17-21 agosto 1985). Battendo Grecia (3-1), Turchia (3-2), Grecia “B” (3-0) e Jugoslavia (3-1; Jugoslavia undicesima ai CE Juniores 1986) i giovani conseguirono la medaglia d’argento alle spalle della Bulgaria. Allenati da Ilir Xhemalçe e Thoma Spaho: B. Alikaj, R. Bimli, A. Canaj, Ardian Doçi, E. Doda, Roland Gavazi, A. Korça, Jani Melka, Sh. Meta e G. Musaj.

 

Al contrario il CB “juniores” di Rîmnicu Vîlcea (Romania, 3-7 settembre 1986) e ancora di Mihajlovgrad (5-9 settembre 1987) furono avari di soddisfazioni: due deludenti sesti posti ed una sola vittoria contro la Turchia (3-2 il 3 settembre 1986).

 

Anni Novanta e Duemila

 

 

La Nazionale “A”

 

Dopo una pausa di dieci anni tornò in campo la Nazionale al CB di Dobric (ex Tolbuhin, in Bulgaria: 13-17 maggio 1990) in vista della preparazione per gli XI Giochi del Mediterraneo di Atene. L’Albania immagazzinò cinque sconfitte su cinque partite, giungendo ultima. L’anno dopo due vittorie in trasferta in altrettante amichevoli contro la Romania (3-0 e 3-2, 16 e 18 giugno 1991). L’esordio ai Campionati mediterranei in Grecia (4-11 luglio 1991), non fu dei migliori. Nel Gruppo A giunse quarta su cinque, superando il solo Egitto (3-2), poi perse la semifinale per il 5°-8° posto con i padroni di casa (1-3), e batté nell’ultima partita l’Algeria (3-0) arrivando settima. Anche l’anno successivo le cose non andarono meglio: una sola vittoria contro la Turchia “B” (3-0) al CB di Îzmir (Turchia, 14-17 maggio 1992) ed il quarto posto finale.

 

I XII Giochi del Mediterraneo in Linguadoca/Rossiglione (Francia, giugno 1993) rappresentarono una delusione ancora più grande: tutte sconfitte nel Gruppo A, pure contro la neonata federazione di Bosnia-Erzegovina. Ai XIII Giochi del Mediterraneo di Bari (giugno 1997) anche peggio: tutte perse per 0-3 nel Gruppo B. Ai XIV di Tunisi (settembre 2001) si toccò il fondo: soccombente pure da San Marino (1-3) ed il 10° posto. Con San Marino l’Albania si prese la rivincita al Torneo Internazionale di quello Stato (gennaio 2003), vincendo 3-0 e conquistando il trofeo.

 

Ai XV Giochi del Mediterraneo di Almería (Spagna, giugno 2005) ultima nel gruppo eliminatorio dietro Francia e Tunisia. Stessa cosa ai recenti XVI di Pescara (giugno-luglio 2009), quinta nel gruppo eliminatorio B.

 

Qualche buona prova si è registrata all’indomani della presenza albanese – attesa da ben 35 anni – alle eliminatorie per il XVI CM 2006 in Giappone. Nel gruppo preliminare di Tallinn (Estonia) dopo la sconfitta iniziale coi padroni di casa (0-3), l’Albania ha superato la Bosnia-Erzegovina e Israele per 3-1 (30 aprile e 1° maggio 2005). Ene Xhelati, Genti Lundra e Altin Gorenca sono risulti rispettivamente i migliori realizzatore, centrale e playmaker del torneo; nonostante ciò, il secondo posto non è stato sufficiente a passare il turno.

 

Alle qualificazioni per il XXVI CE di Îstanbul – ritorno dopo 41 anni – l’Albania è stata eliminata per differenza-punti a parità di differenza-set contro l’Azerbaigian (3-1 in casa, 8 maggio e 1-3 in trasferta l’11: 176-187). Ancora un secondo posto al gruppo eliminatorio per il XVII CM 2010 che si terrà in Italia: dopo aver sconfitto i padroni di casa dell’Azerbaigian per 3-0 (9 gennaio 2009), l’Albania alla seconda giornata ha perso col Montenegro (0-3), con la magra consolazione, poi, di superare la Moldavia (3-1) e piazzarsi al posto d’onore. La forte Albania degli anni Cinquanta-Settanta ormai restava solo un ricordo.

 

La Nazionali “juniores” (Under 20) e giovanile (Under 18). La fondazione dell’ABP

 

Le cose andarono un po’ meglio per gli “juniores”. Dopo tre ultimi posti – con una sola vittoria (3-0 alla Romania nel 1990) – ai CB di Siras (Grecia, 5-9 settembre 1990), Bucarest (5-7 settembre 1991) e di Kütahya (Turchia, 18-23 agosto 1992), la Nazionale juniores conquistò l’argento ai CB di Dobric (4-8 agosto 1993): Bulgaria-Albania 3-0, Albania-Grecia 3-0 (Grecia, quinta ai CE Juniores 1994) e Albania-Romania 3-1. Vale ricordare i protagonisti allenati da Hysen Domi: Dritan Çuko (Dinamo), Bledar Doçi (Dinamo), Judmir Komini (Partizani), Naim Limanaj (Dinamo), Artur Mara (Sportklub T.), Edgar Miraku (Elbasani), Leonard Rama (Partizani), Donald Suxho (Skënderbeu), Roland Tare (Partizani) ed Edvin Trebicka (Sportklub T.).

 

I CB “juniores” del 1998 ad Orestiada (Grecia, agosto) non dettero soddisfazioni (tre sconfitte nel girone eliminatorio).

 

Nel frattempo fu fondata in quegli stessi città e anno l’Associazione Balcanica della Pallavolo (‘Balkan Volleyball Association’). A causa dell’incipiente crisi del Còssovo, furono sospese temporaneamente le attività. Però su iniziativa della federpallavolo greca e del suo presidente, Thanasis Beligratis, le federazioni componenti l’ABP (Albania, Bulgaria, Grecia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Moldavia, Romania, allora Serbia e Montenegro e Turchia) votarono all’unanimità la rifondazione dell’ABP, nel corso dell’Assemblea Generale Straordinaria di Atene nel 2000.

 

Lo scopo di questa’associazione regionale – con sede a Salonicco, e riconosciuta dalla Federazione Internazionale – è quello di sviluppare ulteriormente pallavolo e pallavolo da spiaggia (‘beach volley’) nei Balcani, in tutte le categorie maschili e femminili, organizzando corsi di allenamento e preparazione, nonché competizioni ufficiali, come pure di creare solidi legami e cooperazione tra le federazioni zonali, fornendo quindi opportunità notevoli per instaurare un clima di pace nella regione dei Balcani.

 

Pertanto, l’ABP organizza ogni estate dei Campionati di pallavolo “juniores” (Under 20) e giovanili (Under 18) per uomini e donne, così come i campionati di ‘beach volley’ m&f per “seniores”, “Under 23” e “Under 20”. Le gare si disputano in tutti i Paesi balcanici. Dal 2008 è stata varata la Coppa dei Campioni ABP per club. Nel 2007 è stato Presidente dell’ABP, l’albanese Gjergji Leqejza. L’Assemblea Generale del 2005 s’è svolta a Tirana. In seguito sono entrati a far parte dell’ABP: Bosnia/Erzegovina e Montenegro.

 

Sulle otto edizioni (2002-2009) ad oggi disputate del CB “Under 20”, l’Albania ha preso parte a cinque: 2002 (7ª), 2003 (7ª), 2004 (7ª), 2007 (10ª) e 2009 (7ª). Gli “Under 18”: su nove edizioni (2001-2009) in tre: 2004 (7ª), 2007 (9ª), 2009 (8ª).

 

Per quanto riguarda il ‘beach volley’ – che personalmente reputo un gioco ma non uno sport (tra l’altro si gioca sulla sabbia due contro due…!) – la migliore prestazione maschile risulta essere il quarto posto: 2005 a Durrës “Under 20”; 2006 a Vlorë “Seniores”; 2006 a Costanta (Romania) “Under 20”; 2007 a Pogradec “Under 20”; 2009 a Izmir (Turchia) “Under 23”. (1. continua)

 

 

Albo d’oro dei Campionati Nazionali e delle Coppe della Repubblica e Spartachiadi maschili
Stag.
Campionato
Coppa
Spartachiade
1946Ylli i Kuq--
194717 Nëntori--
194817 Nëntori--
194917 Nëntori--
1950Partizani--
1951Puna D.--
1952Partizani--
1953Partizani--
1954PartizaniPartizani-
1955Partizani--
1956DinamoDinamo-
1957SpartakuSpartaku-
1958Partizani17 Nëntori-
1959Partizani-Partizani
1960PartizaniPartizani-
1961PartizaniDinamo-
1962PartizaniDinamo-
1963LokomotivaPartizani-
1964Dinamo17 Nëntori-
1965DinamoDinamo-
1966DinamoDajti-
1967DinamoDinamo-
1968cambio stag.Dinamo-
1968-69DinamoVllazniaDinamo
1969-70DinamoVllaznia-
1970-71DinamoPartizani-
1971-72DinamoDinamo-
1972-73PartizaniVllaznia-
1973-74DinamoPartizaniPartizani
1974-75DinamoDinamo-
1975-76PartizaniDinamo-
1976-77DinamoPartizani-
1977-78DinamoDinamo-
1978-79DinamoDinamoDinamo
1979-80DinamoDinamo-
1980-81PartizaniDinamo-
1981-82DinamoPartizani-
1982-83DinamoDinamo-
1983-84DinamoDinamo17 Nëntori
1984-85DinamoVllaznia-
1985-86DinamoDinamo-
1986-8717 Nëntori17 Nëntori-
1987-8817 NëntoriVllaznia-
1988-89DinamoVllazniaDinamo
1989-90DinamoDinamo-
1990-91Dinamo17 Nëntori-
1991-92Sportklub Tir.Sportklub Tir.-
1992-93Sportklub Tir.Partizani-
1993-94Sportklub Tir.Partizani-
1994-95StudentiStudenti-
1995-96OlimpikSportklub Tir.-
1996-97ErzeniStudenti-
1997-98ErzeniErzeni-
1998-99ErzeniErzeni-
99-2000StudentiTeuta-
2000-01TeutaStudenti-
2001-02StudentiStudenti-
2002-03StudentiDinamo-
2003-04StudentiStudenti-
2004-05StudentiStudenti-
2005-06DinamoStudenti-
2006-07StudentiStudenti-
2007-08StudentiStudenti-
2008-09StudentiStudenti-
2009-10StudentiStudenti-

Vittorie nel Campionato: 25 Dinamo Tiranë (Olimpik), 13 Partizani Tiranë, 10 Studenti Tiranë, 8 Sportklub Tiranë (17 Nëntori), 4 Teuta Durrës (Ylli i Kuq, Puna D, Lokomotiva), 3 Erzeni Shijak, 1 Spartaku Tiranë

 

Vittorie nella Coppa della Repubblica: 18 Dinamo Tiranë, 11 Studenti Tiranë, 9 Partizani Tiranë, 6 Sportklub Tiranë (17 Nëntori), 6 Vllaznia Shkodër, 2 Erzeni Shijak, 1 Dajti Tiranë, 1 Spartaku Tiranë, 1 Teuta Durrës

 

Vittorie nella Spartachiade: Dinamo Tiranë 3, Partizani Tiranë 2, 17 Nëntori 1 (oggi Sportklub Tiranë)

 

Note

 

(1) Terza ai Mondiali 1930, e Campione dei Balcani 1934 e ’35.

 

(2) Fase finale dei Mondiali 1930, ’34 e ’38 e Campione dei Balcani 1930, ’33 e ’36.

 

(3) Campione dei Balcani 1931 e ’32.

 

(4) Llambi Ziçishti fu fucilato il 17 settembre 1983, per il suo coinvolgimento nel tentativo di golpe di Mehmet Shehu, teso a rovesciare Enver Hoxha.

Le altre puntate:
II (27 dicembre 2012): Il secondo ciclo aureo. I Club maschili nelle Coppe europee: Dinamo e Partizani, grandi fra le grandi
III (13 gennaio 2013): Il terzo ciclo aureo: le donne. I Club nelle Coppe europee
IV (7 febbraio 2013): Ela Tase, stella internazionale della pallavolo

Giovanni Armillotta
Scritto da Giovanni Armillotta giugno 10, 2010 09:16
  • Lashi

    Bei ricordi travato oggi per caso ce tutta la storia nostra pero che non tutti la conoscono……………

  • eva

    :lol: i tempi piu belli della storia di pallavolo femminile,,,,sono la dinamo di tirana femminile,,,1980-90….terzo posto nella coppa di compioni,,,,
    pero volevo puntualizare solo che,,,,la primavera nn arriva solo con un fiore,,,,,sono state tutte brave,,,,chi di piu e chi di meno,,,,
    con tanti sacrifici,,,e sudore,,,,,