Un Italiano a Tirana

Le positive dimissioni di un leader “liberi pensieri”

Penso che le dimissioni di MR Berisha non sono il preludio di una catastrofe ma bensì un atto dovuto al partito stesso e ai suoi elettori essendo, come da lui giustamente espresso l’unica causa della disfatta,e ci mancherebbe altro che non fosse così!

In linea di massima questo fatto non significa che il partito finisca, anzi dovrebbe al contrario dimostrare di avere le tanto decantate caratteristiche.

Certamente è un PD che ha preso una tremenda botta alle recenti politiche del 23 di giugno, ma che deve però dimostrare se coerente e maturo nei confronti del paese, e per il “bene comune”, di essere in grado di andare oltre il muro e che si deve investire di una responsabilità che porta ad affrontare un pezzo di strada con un Governo di ampia maggioranza e non per questo non deve fare il proprio dovere e giocare il proprio ruolo.

Penso che prima di tutti i personalismi, da fare c’è la sintesi con un nuovo modo di fare politica e un nuovo modo di essere partito e penso che questo oggi possa valere per tutti i partiti nessuno escluso. Lo stile arcaico di fare politica non è più una esigenza della collettività, lo è rimasto solo nella mera visione di qualche piccolo gruppo di nostalgici che, non si riconoscono più in un partito che è in evoluzione. E menomale dico io!

Ora sta al gruppo stesso del PD non cadere in questa trappola con il grave rischio di spaccature interne al Partito stesso per le mancate promesse o premi che siano. Al suo interno deve essere fatta una seria e costruttiva analisi, ognuno si deve prendere le proprie di responsabilità ed avere il coraggio delle proprie azioni. Le spaccature interne al partito non produrranno altro che altro che astio senza alcun risultato positivo.

Il discorso di ieri fatto da Mr. Berisha per quello che ho potuto intendere, capire ed interpretare, sinceramente non mi è molto piaciuto. Personalmente mi sarei limitato (cosa che in effetti ha fatto) a ringraziare tutti per il lavoro svolto, avrei riconosciuto la sconfitta e avrei dichiarato le dimissioni punto! Magari mi sarei soffermato più su quelle che erano le reali intenzioni ed obbiettivi così da responsabilizzare chi gli ha voltato le spalle, un chiaro e pulito “mea culpa”. Sentire ancora ripetere nuovamente le stesse argomentazioni trite e ritrite proposte in campagna elettorale non è stata buona cosa ( Nato, tunnel, strade, acqua etc etc) voglio dire, lo si è capito, sono cose che servivano al paese non ha fatto nulla di così straordinariamente eclatante da poter essere riconfermato, che diamine, manco un programma di rinnovamento e sviluppo, cosa poteva pretendere?

A tratti mi sembra di risentire il nostro Berlusconi quando ci dipingeva come un paese ricco e senza problemi, con una economia che andava alle stelle eravamo leader Europei in fatto di stabilità etc., per poi svegliarci una mattina e scoprire che non avevamo quasi manco più gli occhi per piangere e la situazione oggi è quella che è!

No, niente compromessi, cambio di guardia rapido serio e senza paura avanti per crescere un paese.

Caro Mr. Berisha, hanno vinto alla grande, la gente è stanca, la gente ha bisogno di rispetto, di lavoro serio, di vedere un futuro. Oggi il Partito Socialista si è preso grossa responsabilità in un momento economico molto molto difficile e che lei ben conosce avendo traghettato il paese in questa situazione e sinceramente non credo che a Lei sia andata poi così tanto male.

Ora tocca a Lei, ai Suoi deputati dimostrare che sapete lavorare seriamente per il bene comune del paese e non per il proprio egoismo, avete la grande opportunità di potervi tra 4 anni riscattare pensate a questo e lavorate seriamente. Certo una sconfitta pesa, questa pesa molto di più, ma mi creda tutto sommato credo che non Le sia andata poi così male.

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